Ratchet & Clank: l'unione fa la forza

Ratchet & Clank: l'unione fa la forza

A quasi dieci anni di distanza dagli esordi, Ratchet & Clank torna in scena con una veste rivista, incentrata su meccaniche di tipo cooperativo. Una trama meno convincente del solito e un comparto tecnico altalenante vengono controbilanciati da un gameplay adattato a nuove esigenze

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Insomniac e la lunga cavalcata di Ratchet & Clank

Nato per essere l’ideale e degno contraltare di quel Jak & Daxter partorito dalle brillanti menti di Naughty Dog, il franchise di Ratchet & Clank ha goduto a lungo di ottima stima, vivendo momenti incontestabilmente positivi in virtù delle molte caratteristiche interessanti che lo hanno reso in passato unico nel suo genere. Era la primavera del 2002 quando il primo capitolo fece la sua comparsa in esclusiva PlayStation 2, distinguendosi per la sapiente commistione del genere platform con meccaniche tipicamente shooter, il tutto sostenuto da un motore grafico di ottimo livello per l’epoca e da una storyline che, contestualmente al genere, si dimostrava divertente e interessante.

Pur essendo un amante dei platform vecchia scuola ho apprezzato la serie fin dai suoi esordi, riuscendo a tratti a preferirla anche allo stesso Jak & Daxter, che nei capitoli successivi aveva intrapreso direzioni diverse rispetto all’essenza di The Precursor Legacy. A quasi dieci anni di distanza viene però spontaneo chiedersi se la serie non inizi a risentire dei molti anni vissuti “sugli scudi”, rischiando di sembrare sempre uguale a sé stessa e di compromettere quella che è la valenza stessa del brand.

Le scelte di Naughty Dog e Insomniac sono state piuttosto differenti con l’avvento dell’attuale generazione. I primi hanno preferito abbandonare i “lidi sicuri” che li avevano visti primeggiare nell’ambito platform, dapprima con Crash Bandicoot e poi con lo stesso Jak, preferendo esordire con una nuova proprietà intellettuale (scelta azzeccatissima visto il rendimento di Uncharted), mentre i secondi hanno scelto di procedere con lo sviluppo di Resistance, mantenendo al contempo in vita anche la serie che tanto gli aveva dato sulla vecchia ammiraglia di Sony (dopo gli esordi su PS1 con i primissimi capitoli di Spyro). Una scelta differente che nonostante tutto ha pagato, se si analizzano i risultati di vendita fatti registrare dai due prodotti in questi ultimi anni.

Proprio con l’intento di ostacolare il progressivo invecchiare di una serie giunta nel complesso al suo nono capitolo (tra PS2, PS3 e PSP), gli sviluppatori hanno preferito proporre una sostanziale virata, puntando in modo deciso sul gameplay cooperativo. Una scelta azzeccata? Scopriamolo insieme.

 
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