Ratchet & Clank: l'unione fa la forza

Ratchet & Clank: l'unione fa la forza

A quasi dieci anni di distanza dagli esordi, Ratchet & Clank torna in scena con una veste rivista, incentrata su meccaniche di tipo cooperativo. Una trama meno convincente del solito e un comparto tecnico altalenante vengono controbilanciati da un gameplay adattato a nuove esigenze

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Conclusioni

Questo primo progetto, affidato alla succursale stanziata in Nord Carolina, lascia aperti alcuni punti interrogativi. Viene da chiedersi se effettivamente un prodotto di questo genere meriti di essere collocato sul mercato a prezzo pieno e in versione retail, o se il suo habitat ideale avrebbe potuto essere il solo versante digital delivery, magari con un prezzo budget.

Per di più si ha l’impressione che le idee inizino a latitare in modo evidente, non soltanto sul profilo del gameplay. La co-op contribuisce a mantenere una linea di rottura col passato, ma molti livelli si dimostrano tutto sommato piatti e scarsamente ispirati, rispetto ad altri che in realtà paiono più stimolanti in termini di divertimento. Questo ritmo alternato non è particolarmente salutare, soprattutto se si affronta il gioco in solitaria, con il solo Clank a fare da spalla al protagonista (e la qualità dell’IA che lo controlla non contribuisce a migliorarne la fruizione).

In fin dei conti Insomniac dovrebbe entrare nell’ordine di idee che Ratchet il suo “sporco” lavoro l’abbia ormai svolto, con classe, attraverso un’intera decade. I tempi potrebbero essere maturi per garantire al combattivo Lombax una meritata pensione.

Indubbiamente i nuovi progetti multipiattaforma potrebbero lasciar pensare ad un epilogo in concomitanza con l’avvento della prossima PlayStation. Il passato insegna, mi auguro vivamente che Insomniac sappia rendersi conto del momento in cui sarà si renderà necessario passare oltre.

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