inFamous Festival of Blood: Cole McGrath vampiro per una notte

inFamous Festival of Blood: Cole McGrath vampiro per una notte

Cole McGrath affronta una nuova minaccia nella città di New Marais. La festa celebrativa nota come ‘Pyre Night’ nasconde infatti insidie inaspettate. Il protagonista avrà a disposizione una sola notte per riportare la situazione sotto controllo e respingere la temibile orda di vampiri che ha momentaneamente invaso la città, capitanata dalla malvagia Bloody Mary. Per questo prodotto non c'è valutazione sintetica perché riserviamo le votazioni solo per quei prodotti che hanno una componente artistica ed emozionale inedita, e i DLC sono spesso delle mere aggiunte che non espandono da quei punti di vista l'esperienza originale.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Il brand di inFamous in questi anni si è guadagnato uno spazio rilevante nel panorama delle esclusive targate Sony. Il secondo episodio, disponibile nei negozi dallo scorso giugno, ha affinato e ulteriormente ampliato quelli che erano i pregi del primo capitolo, migliorando il predecessore soprattutto in termini di resa cinematografica, opportunità di interazione e ampliamento dei poteri a disposizione del protagonista Cole McGrath.

Evidentemente consapevoli dell’ottima base costituita in questi anni, gli sviluppatori di Sucker Punch devono aver pensato di potersi concedere qualche momentanea “variazione sul tema”, andando a proporre un nuovo contenuto scaricabile, indipendente dalla saga principale, che gettasse una luce parzialmente differente su Cole, mettendolo nel frattempo di fronte ad una minaccia improvvisa e inaspettata.

Quando è stato effettuato l’annuncio di inFamous: Festival of Blood, era lecito porsi degli interrogativi sul reale bisogno di introdurre materiale extra di questo genere, sulla scorta di esperienze pregresse che, personalmente, ho ritenuto scarsamente coerenti e poco idonee al contesto di gioco che veniva offerto. L’esempio a cui faccio riferimento è ovviamente costituito da Red Dead: Undead Nightmare, generalmente apprezzato negli ambienti della critica ma evidentemente rivolto alla sola dinamica del profitto, sulla scorta di un marchio che contribuisce a trainare le vendite. Sono stati gli stessi vertici di Rockstar ad ammetterlo, a svariati mesi dal lancio. Interrogativi analoghi si potrebbero svolgere anche in merito a Yakuza Of The End, spin-off della serie di Capcom, che sembra nascere proprio dalla medesima filosofia, seppur sui mercati occidentali la serie non abbia mai realizzato numeri apprezzabili.

“Abbiamo lavorato su due progetti, e per più di cinque anni, per forgiare la storia principale di inFamous. Volevamo che il contenuto scaricabile fosse una maniera per prendere tutto il lavoro fatto (artistico e tecnologico), rimescolarlo e creare qualcosa di diverso ma pur sempre divertente. Sapevamo di non poter semplicemente rilasciare delle nuove missioni o degli skin pack, così abbiamo deciso di far riunire tutti i nostri reparti per discuterne un po’ e capire cosa fare. Volevamo qualcosa che si adattasse al nostro gioco, che fosse divertente da programmare e che ipoteticamente sorprendesse tutti quanti”, ha dichiarato nei giorni scorsi Brian Fleming, producer di Sucker Punch, tramite le pagine ufficiali del PlayStation Blog.

Detto questo, avuta l’opportunità di giocare per intero questa espansione stand-alone, bisogna tenere a mente non soltanto la cornice all’interno della quale viene ideata la breve trama, perfettamente in grado di sposarsi con il background e l’universo di un prodotto come inFamous, ma soprattutto il prezzo particolarmente accessibile (9.99 euro), che può essere al contempo un motivo di avvicinamento alla saga da parte di nuovi utenti (data per l’appunto la sua natura stand-alone), o un ulteriore motivo per tornare a New Marais da parte dei sostenitori ormai acquisiti della serie.

 
^