Max Payne 3: euforicamente noir

Max Payne 3: euforicamente noir

Rockstar ha portato l'ultima build disponibile di Max Payne 3 al Games Week, la kermesse videoludica milanese che si è svolta nella scorsa settimana. Esaminiamo le caratteristiche di gioco, i punti di contatto con il passato e le discontinuità. Max Payne si confermerà il cult noir che era una volta?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Una demo esclusiva per l'Europa al Games Week

Svoltosi nello scorso fine settimana, il Games Week è il nuovo evento di riferimento italiano per i videogiochi. Gli organizzatori, AESVI, ovvero l'associazione di categoria che rappresenta i produttori di console, gli editor e gli sviluppatori di videogiochi operanti in Italia, e Digital Events, intendono ricreare un piccolo GamesCom, ovvero un consumer show che attiri, come suggerisce il nome stesso, sia gli addetti del settore che il pubblico.

Alla prima edizione hanno partecipato 60 mila persone, oltre 30 espositori con 120 prodotti in esposizione, 20 tornei e 80 eventi calendarizzati che, in alcuni casi, hanno coinvolto delle personalità illustri. Ovviamente non c'è il numero di anteprime che si possono trovare in altre fiere, come appunto il GamesCom, ma un gioco in particolare ha attirato le nostre attenzioni: Max Payne 3. Il nuovo action di Rockstar era infatti il titolo più importante, in fatto di novità, presente al Games Week.

È stata mostrata una demo che prima non era mai arrivata in Europa. Si tratta di una presentazione simile a quella fatta in occasione del Comic-Con di New York che si è svolto nel corso del mese di ottobre. In un mese, e a distanza da cinque dal rilascio, il codice è migliorato parecchio, il che ha contribuito a rendere interessante la nuova presentazione di Max Payne 3.

Il codice, però, non è ancora definitivo, anche se appare pulito e dettagliato. Generalmente Rockstar lavora sulla pulizia del codice e delle immagini nelle ultime fasi dello sviluppo, per cui il risultato raggiunto è già ragguardevole. Max Payne 3 è sviluppato dai vari studio interni a Rockstar (sebbene inizialmente si fosse parlato di Rockstar Vancouver, il team che si è occupato di Canis Canem Edit) e ciò segna un primo punto di discontinuità con il passato.

La serie Max Payne, infatti, è stata ideata da Remedy Entertainment, lo studio finlandese che oggi lavora per Microsoft su Alan Wake. Il primo Max Payne fu titolo capace di sconvolgere l'industria dei videogiochi perché dava rinnovato carisma al personaggio interpretato dal giocatore, fino a quel momento assolutamente anonimo, e introduceva le meccaniche del bullet time. Le immagini delle sparatorie erano per la prima volta realmente spettacolari. Max Payne, ma ne parleremo diffusamente dopo, segna poi un'epoca per il modo di raccontare la storia, basato sulle graphic novel, e per lo staordinario tono cupo delle immagini e delle vicende che lo ha reso un vero e proprio cult noir.

Rockstar fa sapere che Remedy è comunque coinvolta nel progetto Max Payne 3 con un ruolo da consulente. Ci è stato detto che build del gioco vengono continuamente spedite agli sviluppatori finlandesi, che danno il proprio giudizio e aggiustano la mira nel caso ci sia necessità di farlo. L'obiettivo di Rockstar è quindi quello di creare un prodotto che sia fedele rispetto all'eredità di Max Payne, ma allo stesso tempo costruito su tecnologia di nuova generazione e contestualizzato all'interno di una nuova visione.

 
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