Madden 12, meno spettacolo e più simulazione: evviva!

Madden 12, meno spettacolo e più simulazione: evviva!

Troppo spesso – forse grazie al proprio monopolio nel settore delle simulazioni di Football – EA ha rilasciato titoli poco innovativi. Oggi, anche senza rivoluzioni, le cose cambiano!

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Più simulazione, vogliamo più realismo

Una critica ‘storica’ per la serie Madden è spesso stata rappresentata da un’eccessiva semplicità di fondo. Con un IA troppo timida e ‘assistenziale’ nei confronti dell’utente. In particolare, nel 2011, si era alle prese con un godibile grande ‘arcade’, in cui era davvero troppo facile gestire la fase offensiva. Specialmente nei giochi di passaggio.

Con Madden 12 le cose cambiano e sensibilmente. Come promesso, infatti, EA ha lavorato pesantemente sulla IA di ogni giocatore. Da un lato – spettacolare -, questo si è tradotto in ‘tendenze’ più realistiche di ciascun atleta manovrato dalla Cpu (guardate, per esempio, quanto corrono Tim Tebow e Donovan McNabb, nonostante siano quarterback). Ma dall’altro lato – e molto più rilevantemente – tutti i giocatori in campo si muovono in modo più attento e consapevole. E questo è constatabile soprattutto osservando le difese. In Madden 12, infatti, ogni azione – specialmente se di passaggio – andrà costruita con cura, osservando la disposizione avversaria e cercando di sfruttare i punti forti della nostra squadra e quelli deboli degli avversari. La tattica, quindi, torna a rivestire la dovuta importanza. Difficilmente si potranno condurre drive continuamente basati sul passaggio lungo. Più credibilmente, invece, si dovrà ‘accorciare’ il campo con le corse, per poi effettuare lanci corti e sicuri.

Altro elemento da prendere in considerazione, a livello simulativo, è quello dello ‘stress’ da partita, per cui avremo atleti in grado di ‘esaltarsi’ nelle difficoltà e altri che si ‘perderanno’ al sopraggiungere delle prime complicazioni.

Come ovvia conseguenza di un maggior tatticismo, diventano molto più importanti le ‘scelte veloci’ che si possono effettuare – dopo aver selezionato lo schema – nei secondi antecedenti lo snap. In questa sede (navigando però in menù confusi e poco adatti alla velocità che serve), si potrà per davvero cambiare l’esito dell’azione iniziante, grazie a qualche ordine particolare dato alla nostra tasca o alla nostra linea difensiva. Quello che si nota in Madden 12, infatti, è quanto gli atleti rispondano aggressivamente a queste sollecitazioni e rifiniture tattiche dell’ultimo secondo.

Ritorna anche l’assistenza difensiva, per cui, tenendo premuto A (o X su PS3), avremo il difensore in nostro possesso che si comporterà con saggezza, marcando il diretto avversario da vicino o occupando le giuste zone del campo. Come ovvio, però, i giocatori ‘aiutati’ dalla cpu non effettueranno azioni ‘sopra le righe’ (come intercetti o tackle della disperazione), che andranno eseguite manualmente. Per i puristi potrà sembrare un aiuto invasivo. Ma per chi non è eccessivamente ‘dentro’ l’Nfl, può essere strumento utile, in grado di favorire la corretta lettura della partita e dell’azione.

In sostanza, dopo anni di eccessive licenze all’arcade, con qualche concessione alla simulazione, con il capitolo 2012, la serie Madden sembra aver invertito la rotta, abbandonando gli eccessi della spettacolarità in favore di un approccio più simulativo, profondo e gratificante.

 
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