Battlefield 3: chi ha detto che la grafica non conta?

Battlefield 3: chi ha detto che la grafica non conta?

Recensione della versione PC di Battlefield 3. Analizziamo le caratteristiche di gameplay e le tecniche supportate dal motore grafico. L'articolo include una gallery di screenshot catturate sempre dalla versione PC con qualità della grafica impostata a Ultra e il videoarticolo con immagini tratte da tutte le mappe di gioco multiplayer.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Battlefield
 

Campo di battaglia

Battlefield, semplicemente campo di battaglia. Già con il nome DICE vuole dare un'impronta netta al suo gioco. Si tratta del tipo di competizione più pura su un campo di battaglia virtuale: è il feeling più netto che si può avere da uno sparatutto in prima persona multiplayer. Niente fronzoli, solo tattica fra squadre all'interno di una mappa che va interpretata, che va vissuta in tutte le sue componenti per poter dare il meglio nella sfida virtuale.

Battlefield 1942, l'fps di DICE uscito nel 2002, è stato il primo sparatutto in prima persona appartenente a un grande franchise a rivedere il focus delle partite multiplayer, spostandolo dall'impostazione individualistica a quella collaborativa. Introduceva, infatti, la modalità Conquista in cui i giocatori dovevano coordinarsi per conquistare e difendere dei punti di controllo.

Abbiamo ripercorso altrove la storia della serie Battlefield, per cui non ci ripeteremo in questa sede, concentrandoci maggiormente sull'attesissimo, e finalmente disponibile, terzo capitolo. Quello che mi preme rimarcare, però, è il ruolo di assoluto protagonista che il franchise ha ricoperto nell'evoluzione del genere degli fps multiplayer, rinnovando e ampliando il genere a ogni installazione.

Battlefield 3, pertanto, è per certi versi un gioco anacronistico. Principalmente perché ripropone uno schema di gioco complesso, che va acquisito per dare il massimo delle prestazioni, all'interno di meccaniche di gioco che vanno studiate e fatte proprie per poter essere competitivi, appunto, sul campo di battaglia. Niente a che vedere, insomma, con la nuova generazione, che offre invece prodotti più semplici e immediati: ti colleghi, giochi e ti diverti subito. Pertanto, Battlefield 3 è sensibilmente differente dall'imminente Modern Warfare 3. Non ha modalità di gioco nettamente immediate e, in multiplayer, richiede costantemente il gioco di squadra, senza premiare in nessun caso l'individualismo.

Sono tutte cose di cui parleremo diffusamente nelle prossime pagine. Adesso ci preme rimarcare che il nuovo shooter di DICE è basato su una tecnologia grafica di nuova generazione, pensata per spremere al massimo i PC moderni e per sfruttare degnamente le più recenti schede video. Il gioco sfrutta la GPU al 99% praticamente sempre, per cui possiamo dire che DICE ha portato alla luce delle risorse hardware che i più ritenevano inutilizzabili, mettendo agli occhi di tutti il massimo del potenziale dell'hardware più moderno.

Negli ultimi giorni Karl-Magnus Troedsson, direttore generale della software house svedese, ha dichiarato che, sebbene il PC sia stata la piattaforma di riferimento per gran parte dello sviluppo, nell'ultima fase dei lavori lo sviluppo è stato tarato principalmente sulle console. Questo per rispettare le tempistiche imposte da Electronic Arts e avere quindi il gioco nel 2011. Se Battlefield 3, dunque, ha prestazioni su PC che semplicemente non hanno al momento rivali, con una grafica sensibilmente migliore negli aspetti portanti rispetto a qualsiasi altro videogioco, alcune componenti, e penso principalmente al single player e al co-op, sembrano essere pensate per un approccio più immediato, presentando comunque alcuni fattori di criticità.

 
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