Battlefield 3: chi ha detto che la grafica non conta?

Battlefield 3: chi ha detto che la grafica non conta?

Recensione della versione PC di Battlefield 3. Analizziamo le caratteristiche di gameplay e le tecniche supportate dal motore grafico. L'articolo include una gallery di screenshot catturate sempre dalla versione PC con qualità della grafica impostata a Ultra e il videoarticolo con immagini tratte da tutte le mappe di gioco multiplayer.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Battlefield
 

Kharg, Picco, Bazar

Una delle mappe più grandi, e quindi tipicamente per i veicoli, è Isola di Kharg. È ambientata in uno scenario arido e desertico, all'interno del quale si trovano degli insediamenti da conquistare e proteggere. Anche in questo caso gli assalitori iniziano dal mare e devono invadere l'isola attraverso mezzi anfibi.

La mappa presenta distanze considerevoli e quindi l'uso dei veicoli è massiccio: oltre ai mezzi anfibi, infatti, ci sono anche aerei e mezzi di terra. Tematicamente rappresenta un assalto all'isola di Kharg nel mare Persiano, un'isola industrializzata non lontana dalle coste iraniane che è il più grande terminal di esportazione del petrolio in Iran. La mappa è maggiormente rivolta al combattimento veicolare, con una distanza più ampia tra le bandiere rispetto a Canali di Noshahar.

La mappa probabilmente più suggestiva di Battlefield 3 è Picco Damavand. È ambientata in uno scenario per certi versi simile a Kharg, ma sensibilmente più accentuato. L'elemento che attira le curiosità dei giocatori riguarda il fatto che in Corsa, nel momento in cui si perdono le prime due postazioni M-Com, bisogna indietreggiare alle spalle del Picco, paracadutandosi giù per un dislivello di circao 500 metri.

In questi frangenti, chi rincula deve stare attento ad attivare il paracadute il più tardi possibile: quando quest'ultimo è attivato, infatti, si viene giù con una velocità troppo bassa e si rischia di esporsi troppo a chi si trova sul piano in basso, che così può prendere la mira con eccessiva tranquillità.

Una volta superato il Picco, nella parte successiva la mappa cambia considerevolmente, presentando uno stretto tunnel che si traduce in un ostico collo di bottiglia. Superare le difese diventa molto difficile, perché i difensori si possono rannicchiare in uno dei tantissimi locali in cui è diviso il tunnel. Più gli attaccanti procedono nella mappa, inoltre, più sarà presente la guerra tra veicoli. Picco Damavand è una delle mappe che danno il meglio in modalità Corsa, mentre in Conquista la parte predominante diventa quella del tunnel.

Gran Bazar invece è nuovamente una mappa tradizionale per fanteria, con un certo supporto per i veicoli. Lo scenario è quello della prima missione del single player, quindi fortemente contestualizzato all'interno della fitta rete viaria di una città tipicamente mediorientale. La differenza è che in multiplayer c'è una fitta pioggia, che accresce ulteriormente la bellezza delle immagini e l'immedesimazione.

La battaglia scoppia due settimane dopo l'inizio del conflitto, perciò la densa e intricata città ha già subito un alto livello di distruzione. Gran Bazar è una classica mappa simmetrica in cui entrambe le fazioni hanno simili sentieri, vie secondarie e possibilità di attraversare alture per avere una migliore vista sull'azione.

 
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