Risen 2: Piranha Bytes spiega come si crea un rpg hardcore

Risen 2: Piranha Bytes spiega come si crea un rpg hardcore

Piranha Bytes ha organizzato una nuova presentazione per la stampa italiana di Risen 2 Dark Waters, il suo ultimo gioco di ruolo destinato a giocatori hardcore. Abbiamo avuto modo di vedere tre nuove location e di giocare la parte iniziale dell'atteso rpg. All'interno l'intervista con Daniel Oberlerchner, brand manager di Deep Silver.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Gli gnomi

La prima delle tre location presentate riguarda un'isola tropicale poco civilizzata, la seconda un porto trafficato e la terza delle antiche rovine con un combattimento contro un enorme mostro. Piranha Bytes ci spiega come si sia cercato di dare rinnovato carisma al personaggio protagonista, oltre che una certa personalità allo scenario, fortemente basato sull'ambientazione piratesca. Il protagonista deve essere un personaggio identificabile, iconico, come John McLane di Die Hard.

L'isola tropicale è abitata da una razza di gnomi, piccole creature dalle sembianze mostruose. Gli gnomi non parlano la stessa lingua del protagonista, per cui ci sono evidenti difficoltà nella comunicazione. Durante i dialoghi non è facile capirsi con queste creature e ottenere le informazioni per lasciare l'isola, operazione che può essere portata a termine solamente raggiungendo un accordo con le creature che comandano sull'isola.

Ci viene mostrato un primo dialogo con una piccola creatura vestita da pirata, seguito, come capitava anche nel primo capitolo, da inquadrature differenti. Si nota un certo senso dell'umorismo basato sul modo strano di parlare della creatura. Alla fine del dialogo, l'eroe lo convince a guidarlo verso la destinazione che intende raggiungere. Si possono impartire ordini al compagno di turno, e questo sarà possibile anche con gli altri personaggi che si incontrano nel corso dell'avventura e con i quali si collabora. Ad esempio, si può chiedere di raccogliere oggetti dai cadaveri o di attaccare un determinato bersaglio, o di presidiare una determinata zona.

A questo punto, Daniel Oberlerchner, brand manager di Deep Silver, che ha curato la presentazione, passa su XBox 360. Si nota un dettaglio grafico piuttosto sostenuto anche su questo formato, anche se ovviamente il frame rate è inferiore, segno che serve ancora del lavoro di ottimizzazione. I progressi sono, comunque, evidenti rispetto all'incerta versione 360 del primo Risen: Piranha Bytes intende puntare molto sulle console con questo seguito, con prodotti che non sono semplificati in nessuna delle loro componenti rispetto alla versione PC.

Su XBox 360 ci viene mostrato il mondo aperto interamente esplorabile che contraddistingue questa isola. Andando in giro si possono sbloccare nuove quest e trovare dei luoghi segreti. Per il momento Piranha Bytes non vuole rivelare quante isole ci saranno nella versione completa del gioco: si limita a dire che ci saranno più di quattro location principali e che ogni isola è grande più o meno come il 60% dell'intero mondo di gioco di Risen. Complessivamente, quindi, ci sarà molto più spazio esplorabile in questo seguito, maggiore varietà e più gusto nell'esplorazione, visto che per ogni isola, nella pratica, bisognerà ricominciare l'esplorazione da zero.

La scelta di suddividere l'area di gioco in isole agevola lo sviluppo del gioco su console. Infatti, la ridotta dotazione di memoria di queste ultime mal si sposa con ampi mondi di gioco monolitici: meglio dividere il tutto in parti e gestire per volta una quantità di mondo di gioco inferiore. Molti dei limiti del primo Risen, a detta di Piranha Bytes, dipendevano proprio dal fatto che tutto il gioco era ambientato in un'unica location principale.

Tornando sull'isola tropicale abitata dagli gnomi, man mano che il protagonista conosce nuovi abitanti comincia a capire alcune parole della lingua, e riesce a comunicare messaggi elementari. L'acquisizione delle competenze per comunicare con gli indigeni, in questa fase del gioco, sarà fondamentale, e solamente accumulando esperienza in questa componente si otterranno i presupposti per lasciare l'isola.

Durante il suo peregrinare, l'eroe senza nome incontra il capo dell'insediamento, che è un po' più intelligente rispetto ai suoi sudditi. Il giocatore si informa a proposito di un mostro che insidia gli indigeni. Si tratta di una storyline parallela, che porterà, dopo una serie di indagini che assomigliano a quelle del predecessore, all'individuazione della tana del mostro e alla sua uccisione.

 
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