Skyrim: Elder Scrolls verso la modernità

Skyrim: Elder Scrolls verso la modernità

Abbiamo avuto la possibilità di giocare per tre ore una versione pressoché definitiva di The Elder Scrolls V Skyrim in formato XBox 360. All'interno dell'articolo le prime valutazioni sui cambiamenti del nuovo capitolo della serie rpg di Bethesda, sui perk, sul nuovo sistema di livellamento, sul combattimento, sul nuovo mondo di gioco e su Creation Engine.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Da Arena a Skyrim

La serie Elder Scrolls debutta su sistema operativo MS-DOS nel 1994 con The Elder Scrolls Arena, il primo gioco di ruolo dell'allora piccolo team Bethesda Game Studios. La storia di Arena riguarda il ritrovamento degli otto pezzi del Bastone del Caos sparsi in giro per Tamriel. L'imperatore Uriel Septim VII è stato imprigionato nella dimensione parallela di Oblivion e il trono è stato usurpato dal suo consigliere Jagar Tharn, il mago guerriero imperiale. L'unico modo per salvare il regno è quindi quello di ricomporre il Bastone del Caos.

Queste vicende sono raccontate anche negli altri capitoli della serie, precisamente all'interno della raccolta di libri La vera Barenziah. Il gioco uscì su floppy disk e successivamente su CD-ROM, versione che presentava audio rimasterizzato e nuove sequenze video. Nel 2004 Bethesda ha rilasciato anche la versione freeware di Arena. Il primo Elder Scrolls era decisamente ostico soprattutto nella prima parte, quando bastava imboccare un cammino sbagliato per trovarsi a fronteggiare dei mostri troppo forti per il proprio livello di esperienza.

La serie si espande due anni dopo con The Elder Scrolls II Daggerfall, disponibile anche in versione Windows e basato sul nuovo motore grafico XnGine. Daggerfall ottenne il consenso della critica per il suo enorme mondo di gioco composto da 47 aree con le varie province di Tamriel e per l'elevato livello di libertà messo a disposizione dei giocatori.

L'imperatore Uriel Septim, preoccupato per l'evolversi degli eventi nella turbolenta provincia di High Rock, manda uno degli agenti dei Blades a indagare. L'agente trova il Totem dell'antico imperatore, un artefatto che permette al suo possessore di controllare un golem, e immeditamente ciò scatena le attenzioni di diverse fazioni della provincia che iniziano a competere tra di loro per ottenerlo. Nel corso del gioco, il giocatore ha la possibilità di far parte di una tra le 21 fazioni presenti in Tamriel.

Daggerfall è basato su un mondo di gioco quasi interamente casualmente generato, che gli consente di avere uno spazio giocabile nettamente superiore a quello di Morrowind, il successivo capitolo della serie. Anzi, quest'ultimo ha un mondo di gioco grande come lo 0,01% delle dimensioni del mondo di gioco di Daggerfall (l'enorme differenza è data proprio dal fatto che il mondo di Daggerfall veniva generato casualmente). Vvardenfell, la parte esplorabile di Morrowind, è grande 26 chilometri quadrati, mentre il mondo di gioco di The Elder Scrolls IV Oblivion si attesta sui 41 chilometri quadrati.

La serie acquisisce rinnovata notorietà proprio con The Elder Scrolls III Morrowind, uscito nel 2002 e basato su piattaforma tecnologica di terze parti Gamebryo. Morrowind si svolge sull'isola di Vvardenfell, e il protagonista deve fronteggiare una misteriosa profezia che aleggia su di lui. Il giocatore ha grandissima libertà su come procedere, può scegliere le missioni da fare e, se vuole, può creare una propria storia senza seguire necessariamente la main quest. Può, inoltre, intraprendere la propria carriera personale in qualsiasi fazione o gilda desideri, con l'unica limitazione di poter appartenere ad un'unica Grande Casa per volta. Il grande livello di libertà nell'esplorazione è rimpianto da alcuni giocatori che giudicano limitante la struttura del mondo di gioco del capitolo successivo, Oblivion.

Arriva nel 2006 il quarto capitolo di Elder Scrolls, Oblivion. Il gioco ha suscitato le attenzioni dei giocatori attenti all'evoluzione della grafica, visto che prometteva di spingere ai massimi livelli qualitativi la tecnologia Gamebryo su cui è basato. I middleware SpeedTree e Havok, inoltre, gestiscono vegetazione e fisica. La grafica di Oblivion vanta tecniche avanzate come soft shadows e normal mapping, ed è una delle prime in assoluto che si avvale della tecnologia HDR.

Il gioco è ambientato nella regione chiamata Cyrodiil, situata nella parte centrale del continente di Tamriel. Succede un evento di grande impatto per il mondo di gioco: l'imperatore Uriel Septim VII viene assassinato. Prima di morire, lo stesso imperatore affida al personaggio interpretato dal giocatore una missione fondamentale: trovare Martin, suo figlio segreto, e portargli l'Amuleto del Drago in modo che possa impedire che Mehrunes Dagon, signore del caos e principe dei Daedra, invada il mondo di Tamriel.

The Elder Scrolls si aggiornerà l'11 novembre, quando arriverà Skyrim. Il quinto capitolo è ambientato duecento anni dopo gli eventi di Oblivion, nella fredda regione che dà nome al gioco, che si trova nella parte settendrionale di Tamriel, a est di Morrowind. Le dimensioni di questa sono più o meno le stesse di Cyrodill (circa 41 chilometri quadrati). Nel paese è scoppiata una guerra civile dopo l'assassinio del suo re. Allo stesso tempo il dio Alduin, che assume la forma di un drago enorme, nasce per distruggere il mondo. Il giocatore è l'ultimo vivente dei Dovahkiin (Sangue di Drago), e deve respingere Alduin per salvare Skyrim da una distruzione certa.

Nelle prime battute del gioco, si potrà scegliere se aiutare Impero o ribelli, con ripercussioni nei rapporti sulle fazioni rivali. Ci sono infatti diverse fazioni insediate in varie parti del mondo, e ognuna di esse ha una sede. La guerra civile provocata da queste fazioni produce degli effetti evidenti sul mondo di gioco, che va sempre più verso il disfacimento.

 
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