La guerra nelle capitali del mondo di Modern Warfare 3

La guerra nelle capitali del mondo di Modern Warfare 3

Activision ha mostrato alla stampa italiana due missioni di Call of Duty Modern Warfare 3 ambientate a Parigi e Londra. È l'occasione per fare il punto su tutte le caratteristiche dell'ottavo Call of Duty finora rivelate. All'interno l'intervista con Robert Bowling, Creative Strategist di Infinity Ward.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
CreativeActivisionCall of Duty
 

Parigi

Cinematograficità, eventi di grandi dimensioni, distruzione. L'immersività di Call of Duty passa attraverso questi elementi all'interno di una strategia che ha avuto un successo senza precedenti negli ultimi tre anni e che Activision e Infinity Ward ripropongono puntualmente con l'ottavo capitolo. Ciò che cambia è la contestualizzazione, visto che Infinity Ward ha scelto le capitali del mondo più famose, con i monumenti maggiormente iconici, come scenario del suo conflitto senza confini, che ormai perdura da qualche anno.

Activision ha quindi mostrato due missioni della campagna single player alla stampa italiana, ambientate appunto a Parigi e Londra, oltre a dare nuovamente l'opportunità di provare la nuova modalità Survival, già vista all'E3 e al Gamescom, e di scambiare qualche battuta con Robert Bowling, l'uomo immagine di Call of Duty, colui che rilascia quelle dichiarazioni a effetto che fanno discutere sui forum, e che assume il ruolo di Creative Strategist, segno che Activision e Infinity Ward prestano molta attenzione alla tutela del loro brand multimilionario.

Un aereo crolla davanti al giocatore, sollevando fumo e piccole parti degli oggetti con cui viene a contatto. La situazione intorno al giocatore è concitata, i soldati gridano tra di loro, si sentono spari provenienti da ogni parte e suoni bruschi causati dallo stridere della lamiera con le pietre che formano i palazzi della capitale transalpina. Spettacolo, grande coinvolgimento e sensazione di essere lì, come al solito, sono curati con attenzione certosina da Infinity Ward. Gli elementi che hanno decretato il successo dei predecessori non vengono ovviamente trascurati nel nuovo capitolo, all'interno dell'ennesima riproposizione di uno schema collaudato.

È così che parte la demo mostrata a Milano, pensata altresì per evidenziare la rinnovata grandezza delle capitali mondiali così come sono riprodotte in Modern Warfare 3. Dopo qualche istante la visuale infatti si sposta su un mezzo aereo, su cui, tramite il FLIR, si può vedere cosa sta succedendo sul campo di battaglia che è diventata Parigi. Il FLIR, già visto nei precedenti Cod, è un sistema di sorveglianza e monitoraggio che genera immagini in tempo reale attraverso una scansione realizzata lungo la perpendicolare alla direzione del moto del mezzo aereo su cui è installato.

Il FLIR mostra immagini a colori e consente di bombardare su veicoli e persone che si trovano lungo la perpendicolare. Ciò su cui Infinity Ward vuole focalizzare le attenzioni di chi assiste alla presentazione è la rinnovata attenzione nella riproduzione dello scenario urbano. Parigi è realistica, si compone di tante vie e di palazzi che presentano il classico stile architettonico della capitale della Francia. È proprio questa l'anima del nuovo Modern Warfare 3: riguarda, quindi, l'esplodere del conflitto all'interno di luoghi così popolari. Il FLIR, che sembra più frequente nel single player di MW3, evidenzia la rinnovata attenzione nella ricostruzione dello scenario urbano.

Come ci spiegherà Bowling nell'intervista, la riproduzione delle città non è fedele, perché Infinity Ward sarebbe andata incontro a problemi legati alla protezione di alcuni luoghi sensibili. Però, il fascino della città traspare comunque, proprio per la presenza di edifici ed elementi architettonici che ricordano i luoghi reali. Nella demo che abbiamo visto, il palazzo su cui si combatteva sembrava il Louvre, ma in realtà era strutturato in maniera leggermente differente.

È una guerra serrata all'interno di Parigi con i proiettili che avvolgono, come da tradizione degli ultimi capitoli di Call of Duty, il giocatore e gli altri soldati della squadra guidati dall'intelligenza artificiale. Colpisce un edificio che crolla sotto i colpi del bombardatore guidato dalla prospettiva del FLIR. A questo punto, chi gioca lascia il FLIR e combatte in prima persona. Si ritorna nel caos del conflitto all'interno di un incrocio tra esperienza cinematografica ed esperienza videoludica.

Se possibile, Call of Duty adesso è ancora più frenetico e veloce rispetto al passato e ancora più strutturato intorno agli elementi pre-determinati. È una filosofia che può piacere o meno, ma che Infinity Ward persegue ulteriormente dopo il successo ottenuto negli anni passati. Si va decisamente verso uno stile più cinematografico che videoludico, mentre intorno al soldato/giocatore tutti gli altri elementi sanno, a prescindere, come comportarsi.

Nella parte conclusiva della demo di Parigi, il giocatore si impossessa di un mitragliatore fisso e distrugge un cornicione decorato. Si nota una maggiore distruzione rispetto al passato, quasi a volere colmare un gap con Battlefield 3. La distruzione si verifica soprattutto nel caso di situazioni ancora una volta pre-determinate, come il crollo di specifici edifici. Ci sono le solite esplosioni con effetti di fuoco e scintille simili a quanto ci ha fatto vedere fino a oggi Call of Duty. La sensazione, inoltre, è che le immagini siano maggiormente colorate.

 
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