Dark Souls: siete disposti a vendere un rene per completare un gioco?

Dark Souls: siete disposti a vendere un rene per completare un gioco?

From Software ha concepito Demon's Souls in un certo modo, nel 2008, e i fan hanno acclamato il 'metodo Demon's Souls' come il metodo giusto. Oggi, nel 2011, From Software ha evitato di cadere nella facile trappola di cedere al mercato di massa, alla semplificazione, allo snaturamente del suo figlio prediletto, e ha reinventato un nuovo gioco con la stessa filosofia, le stesse regole e lo stesso metodo.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Ho sentito parlare del multiplayer...

E per una volta partiamo proprio dall’aspetto online perché per chi non ha giocato a Demon’s Souls, capire come funzionano la coop e il pvp di Dark Souls può risultare difficile. Partiamo da un presupposto: DS è sostanzialmente un gioco single player che però si gioca costantemente in multiplayer, collegati a un server (è possibile giocare anche offline, i personaggi sono condivisi).

Cosa significa? Significa semplicemente quando farete partire DS il gioco automaticamente si collegherà ai server, anche se la vostra partita sarà unicamente vostra, come un normale single player. In qualunque momento potrete però scegliere di usufruire dei servizi di coop e di pvp che sono completamente integrati all’interno del gioco: vi si accede, cioè, usando oggetti che si acquisiscono giocando e non con dei menu a inviti. Ora, il sistema è facile da imparare ma non facilissimo da spiegare, per cui mi limiterò all’essenziale per non creare confusioni.

COOP: in qualunque momento utilizzando un oggetto speciale (White Soapstone) potrete lasciare un ‘messaggio’ che apparirà come scritta per terra. Questo messaggio, nel punto specifico dove lo avete lasciato, sarà visibile a tutti i giocatori online nei paraggi di quel punto. In pratica ogni giocatore, nella sua partita, vedrà una scritta bianca nel punto esatto della mappa dove l’avete lasciata. Il messaggio altro non è che una “offerta di aiuto”: se un altro giocatore clicca su quella scritta bianca potrà decidere di accettare la vostra offerta, invitarvi nella sua partita e dare così inizio a una sessione di coop. Allo stesso modo voi, in qualunque momento (per la precisione solo quando siete in human form, ma non entro nello specifico) potreste trovare in giro per il mondo queste scritte bianche e usarle per invitare un altro giocatore nella vostra partita.

I giocatori ‘evocati’ in questo modo sono chiamati Blue Phantom, e non potranno in alcun modo nuocervi: sono lì per aiutarvi a superare certe sezioni di gioco e uccidere il boss di quell'area. Voi ci guadagnate che, grazie al loro aiuto, proseguirete nel gioco più facilmente: loro ci guadagneranno humanity, cioè una statistica nel cui utilizzo è meglio non addentrarsi. E’ bene sottolineare che quando un blue phantom aiuta un giocatore che lo ha evocato a uccidere un boss, i progressi verranno salvati solo per il giocatore: il blue phantom tornerà nel suo mondo ma il boss, per lui, sarà ancora presente (se no lo aveva già ucciso per i fatti suoi).La spiegazione può sembrare poco chiara ma il sistema una volta capito è davvero molto semplice. Per ricapitolare, bastano questi riferimenti: se siete bloccati e avete bisogno di aiuto, cercate delle scritte bianche nella zona in cui avete difficoltà ed evocherete un blue phantom per aiutarvi; se volete aiutare qualcuno, magari in zone che voi avete già finito, lasciate un messaggio in una zona ben visibile e potreste essere evocati.

PVP: il Pvp è gestito in modo un po’ diverso. Attraverso l’uso di un altro oggetto potremo, anziché offrirci pacificamente di aiutare altri giocatori, invadere brutalmente le partite altrui con un unico scopo: uccidere il povero giocatore invaso per ottenere punti humanity (lo stesso vantaggio che avremmo da blue phantom se aiutassimo qualcuno a sconfiggere un boss). Chi invade le partite altrui in questo modo è detto “black phantom”.

Non c’è naturalmente il rischio di vedersi invasi costantemente distruggendo la propria esperienza di gioco: i black phantom infatti possono invadere solo i giocatori in forma umana (gli stessi che possono evocare i blue phantom), e pur senza perdersi in dettagli, diciamo che normalmente per il 90 per cento del tempo qualunque giocatore di Dark Souls non sarà in forma umana ma in forma di non-morto, quindi senza alcun pericolo di essere invasi. Quando però per qualche motivo è indispensabile utilizzare la propria forma umana, ad esempio perché si vuole cercare un alleato blue phantom per un punto particolarmente ostico, il rischio di subire un’invasione è presente e questo può creare una certa tensione: va però anche sottolineato che i black phantom non hanno modo di scegliere le proprie vittime (il processo è automatico) e non è raro che un ignaro black phantom finisca in una partita in cui oltre al giocatore invaso ci sia già anche un blue phantom, persino due… rendendo più che impari la sfida per il ‘povero’ invasore!

Una nota per i vecchi giocatori: è purtroppo difficile valutare l'impatto del lag dalla promo che abbiamo recensito, perché il numero di persone online prima della release è ovviamente estremamente basso. Il cattivo netcode era un grosso difetto in Demon's Souls, sul fronte Pvp. La speranza è che quel difetto con il nuovo gioco sia stato quantomeno eliminato.

Attenzione inoltre a un'altra cosa: il sistema di multiplayer di Dark Souls è interamente pensato per mettere in comunicazione giocatori che non si conoscono tra loro e non è invece pensato per permettere lunghe sessioni di gioco in cooperativa tra due amici. Questo si traduce in alcune particolarità di tenere a mente: ad esempio l’unico modo per giocare insieme a un amico è attraverso il già citato sistema di “inviti” tramite scrittine. Il nostro amico dovrà lasciare la sua scritta da qualche parte e noi dovremo trovarla per invitarlo, sperando però che nel mentre qualche altro giocatore non faccia la stessa cosa evocando il nostro amico nella sua partita. Inoltre una volta sconfitto il boss dell’area, il nostro amico tornerà nel suo ‘mondo’ e dovremo ritrovare la scritta per invitarlo di nuovo e proseguire.

Non è tutto: la versione Xbox di Dark Souls non prevede il supporto al party chat Xbox Live. Questo vuol dire che non sarà possibile giocare online a Dark Souls mentre si è all’interno di un party Xbox Live (sarà possibile giocare normalmente offline, quindi senza blue phantom e black phantom). La scelta di non avvalersi della chat del Live di Microsoft è stata giustificata da From Software con ragioni di immedesimazione nel gioco, ma in tutta sincerità appare una scelta sbagliata, ingiustificabile e volta più che altro a non creare un privilegio troppo marcato rispetto ai giocatori Ps3 (dove un sistema di party chat come quello del Live non esiste).

Impedire a un gruppo di amici di godere appieno del proprio gioco e del servizio di chat per il quale peraltro si pagano soldi ogni mese, negando ad esempio la possibilità di giocare appieno a Dark Souls mentre sono in chat con un amico che gioca a tutt’altro, è un grossissimo difetto per la versione Xbox di questo titolo, che avrebbe dovuto al contrario avvalersi della possibilità offerta dalla console di casa Microsoft distanziandosi dall’altrettanto enorme difetto che la Ps3 ha, e aveva in modo molto evidente già in Demon’s Souls.

 
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