Gears of War 3: eccellenza senza rivoluzione

Gears of War 3: eccellenza senza rivoluzione

È il momento del responso per l'ultimo capitolo della saga di Gears of War. All'interno della recensione abbiamo sviscerato tutti gli elementi dell'ultima produzione Epic Games.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Epic
 

E mi diverto (in squadra, 'fratelli fino alla fine')

Mai slogan fu così azzeccato. “Fratelli fino alla fine”, oltre ad avere ovvie implicazioni con la trama di GOW 3, può rimandare alla centralità del multiplayer pensata da Epic.

La campagna, innanzitutto, è palesemente studiata per essere goduta al meglio, in quattro. Le circostanze di battaglia e gli scenari sono assolutamente pensati perché i quattro ‘amici’ si coordinino: c’è sempre l’occasione per dividersi strategicamente i compiti: assalto, supporto, fuoco di copertura, cecchinaggio. Tutti gli scontri, pianificati in questo modo, forniscono una soddisfazione estrema. Gli stessi scenari, poi, favoriscono questa ‘divisione strategica’ dei compiti. Ci sono anche ‘punte d’eccellenza’: combattimenti in luoghi (e contro nemici) che richiedono un assoluto gioco di squadra per essere conclusi trionfalmente.

Niente da dire: giocandola in multiplayer, la campagna di GOW 3 si arricchisce. E raggiunge i vertici assoluti della categoria. Fratelli fino alla fine.

Importante e rilevante anche – e prevedibilmente - il comparto ‘classicamente’ multiplayer. Riproposte, con le opportune limature e i prevedibili perfezionamenti, ritornano le modalità tipiche di ogni GOW: Deathmatch, Zona di guerra, Esecuzione, Re ella collina, Cattura il leader e Compagno. In essi si rinnova tutta la ‘precisa’ frenesia a cui siamo abituati. Gioco di coperture e temporeggiamento sono possibili, ma la chiave è sempre l’aggressività (con il ‘solito’ abuso del fucile a pompa).

Orda, però, è la modalità ‘marchio di fabbrica’ di GOW. Ed è anche quella che ha ‘subito’ le modifiche più pesanti. Restano sempre le classiche ‘ondate’ di Locuste da distruggere. Ma ora, prima di ciascun assalto, i Gears avranno qualche secondo a disposizione, per spendere i soldi guadagnati con le uccisioni. In questo modo, si potranno sbloccare nuove armi sul campo. Ma, soprattutto, ci si potrà organizzare e arroccare in ‘basi’ (proteggibili attraverso la costruzione di fortificazioni e trabocchetti), dove aspettare il nemico. Interessante, per aggiungere un pizzico di strategia in più.

La grande novità di GOW 3 è però rappresentata dalla modalità Bestia, in cui ci troveremo a vestire i panni delle Locuste, dedite alla caccia dei Gears. Nostro rivale principale, sarà il tempo: le uccisioni prolungheranno i secondi a nostra disposizione e ci permetteranno di incamerare crediti, utili per sbloccare esemplari di Locusta maggiormente letali. Mai come in questa modalità, sarà necessario pianificare un’attenta cooperazione.

Le mappe in cui si combatterà sono varie e sufficientemente spettacolari. Quello che conta maggiormente, comunque, è che consentono di approcciarsi allo scontro secondo la strategia preferita. Resta – ahimè – sempre piuttosto macchinoso il sistema di match-making. Per cui, prima di iniziare a giocare, potrà essere necessario attendere un po’ troppo.

 
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