Gears of War 3: eccellenza senza rivoluzione

Gears of War 3: eccellenza senza rivoluzione

È il momento del responso per l'ultimo capitolo della saga di Gears of War. All'interno della recensione abbiamo sviscerato tutti gli elementi dell'ultima produzione Epic Games.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Epic
 

Vedo e sento

GOW 3 non sarà un grande narratore, ma ha un aspetto superbo. E ‘suona’ in modo davvero adeguato. Dal punto di vista visivo, Epic non solo ha costruito un potente motore grafico: ha effettuato scelte più che corrette, dal punto di vista stilistico, cromatico e scenografico. GOW 3 raggiunge i livelli più alti visti su Xbox.

Questo non vuol dire una rivoluzione (il ciclo vitale di questa console è stato così lungo che ormai, graficamente, si è visto quasi tutto), ma un impatto notevole sì. Dettagli impressionanti, nessuna incertezza, animazioni realistiche e fluide, fondali ricchi e ‘vivi’, giochi di luci, ‘di polvere’ e di ‘esplosioni’ credibili e ricercati: ammirare Sera è un’esperienza davvero lussuosa. In più, va sottolineato il pregio ‘artistico’ del comparto visivo di GOW 3: siamo su un pianeta devastato da decenni di guerre. Tutto è sporco e cadente. Ogni luogo trasmette un senso d’abbandono. E le scelte stilistiche di Epic restituiscono esattamente quanto devono.

Apprezzabile anche la coerenza architettonica conferita a ogni angolo di Sera: lo stile delle costruzioni umane è ben definito (una commistione tra gusto barocco e rococò, con pesanti intromissioni di ‘meccanica e tecnologia’. Il tutto ‘frettolosamente adattato’ alle urgenze di una guerra senza fine), mentre la ‘pesante e rozza’ efficacia delle costruzioni delle Locuste, mantiene la propria selvaggia coerenza per tutto il gioco. Stesso discorso può essere fatto per vestiti e armamenti, di tutto il cast.

Sopra la media anche il comparto audio. Nella colonna sonora – a parte nell’ispiratissima fase finale del gioco -, non ci sono ‘guizzi’ clamorosi. Ma tutto è al proprio posto, degno ‘commento’ di quanto sta avvenendo a schermo. Gli effetti sonori sono eccellenti: le armi fanno il rumore che ci aspetteremmo (forse con l’eccezione della mitragliatrice pesante Mulcher, che pare un po’ troppo ‘leggerina’), le esplosioni sono sufficientemente devastanti e i corpi colpiti o squartati, sufficientemente disgustosi.

Menzione d’onore per tutto il doppiaggio delle Locuste: voci e ‘versi’ sono superbamente campionati: vari, aggressivi e bestiali, caratterizzano molto bene il nostro nemico principale. Anche il – troppo spesso bistrattato – doppiaggio in italiano fa la sua bella figura. Con l’eccezione della voce ‘attribuita’ a Jace Stratton, davvero fuori luogo.

 
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