Facebook vs Google+: una sfida che passa (soprattutto) dai videogiochi

Facebook vs Google+: una sfida che passa (soprattutto) dai videogiochi

"I giochi sono solamente la punta dell'iceberg", diceva uno dei dirigenti di Google dopo il lancio dei 16 giochi che si trovano tutt'ora sulla nuova piattaforma di social networking del colosso di Mountain View. Google+, insomma, avrebbe offerto una tale vastità di servizi che i giochi avrebbero costituito solamente una minima parte dei contenuti. La prima sensazione con Google+ è stata che il ruolo destinato ai videogiochi fosse addirittura marginale e che la sfida a Facebook avrebbe riguardato primariamente altri settori, come la privacy o i servizi avanzati come i Videoritrovi.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Google
 

"I giochi sono solamente la punta dell'iceberg", diceva uno dei dirigenti di Google dopo il lancio dei 16 giochi che si trovano tutt'ora sulla nuova piattaforma di social networking del colosso di Mountain View. Google+, insomma, avrebbe offerto una tale vastità di servizi che i giochi avrebbero costituito solamente una minima parte dei contenuti. La prima sensazione con Google+ è stata che il ruolo destinato ai videogiochi fosse addirittura marginale e che la sfida a Facebook avrebbe riguardato primariamente altri settori, come la privacy o i servizi avanzati come i Videoritrovi.

Quando è stato lanciato nello scorso giugno, Google+ non aveva i videogiochi. "I giochi non appariranno nello stream di notizie delle persone", diceva Google, mentre chi conosce Facebook sa come il social network di Zuckerberg tempesti gli utenti con una serie infinita di informazioni sulle prestazioni videoludiche degli amici. Ma dopo qualche giorno non solo Google inserisce il pulsante che dà accesso ai giochi in una posizione rilevante (a fianco di foto, profilo e cerchie), ma cominciano a venire fuori dichiarazioni entusiastiche sul media videoludico e informazioni su investimenti faraonici fatti proprio da Google in questo settore.

"Non è solo una gara sulla quantità di utenti, ma soprattutto sulla qualità dei prodotti. Vogliamo costruire un qualcosa che duri nel tempo e che dia valore al servizio", diceva Bradley Horowitz, VP of Product per Google+. Un emendamento alla documentazione a corredo dell'offerta pubblica iniziale dei titoli di Zynga, poi, rivelava che Google è addirittura un investitore di Zynga, avendo segretamente investito la non indifferente cifra di 100 milioni di dollari nel famoso produttore di social game storicamente legato a Facebook.

"È evidente che alla gente piaccia dedicare tempo ai giochi, ed è la motivazione principale che induce molte persone a rimanere nei social network", sostiene Jeremy Liew, un partner della società di venture capital Lightspeed Venture Partners. Liew ha commentato così l'annuncio del debutto dei videogiochi su Google+ ed è un esperto del settore avendo investito in società che si occupano di social game come Playdom, acquisita da Walt Disney lo scorso anno.

Introdotti nella parte finale di luglio, i 16 giochi ancora oggi disponibili su Google+ provengono da 10 sviluppatori esterni a Google tra cui Zynga, che ha messo a disposizione il suo gioco sul poker, e Rovio, con il popolare Angry Birds, disponibile in questo caso su web browser. Bejeweled, Sudoku e Diamond Dash sono altri giochi popolari inseriti nella lista di Google+. Ci sono poi anche titoli di produttori di prima fascia come Electronic Arts, che ha inserito il suo Dragon Age Legends, mentre Plinga propone Dragons of Atlantis, gioco di strategia con visuale isometrica appartenente al genere massively multiplayer social game (MMSG).

È chiaro che Google deve rincorrere Facebook da questo punto di vista. Quest'ultima, infatti, intrattiene rapporti con oltre 100 sviluppatori di social game, i quali, come noto, sono in cima alle classifiche delle applicazioni più usate su Facebook. FarmVille di Zynga, ad esempio, conta circa 200 milioni di giocatori per ogni mese. Un enorme traffico di utenti su questo tipo di applicazioni che si traduce anche in revenue per la stessa Facebook, visto che prende il 30% su ogni transazione realizzata all'interno dei giochi. Come è noto, infatti, i giochi su Facebook sono pensati per attirare i giocatori per intervalli di tempo prolungati, costringendo in alcuni casi ad attese, che però sono evitabili spendendo valuta reale per migliorare istantaneamente la propria prestazione nell'universo virtuale. Google ha già fatto sapere che non richiederà royalties così alte sulle transazioni, fermandosi al 5%.

"Non c'è dubbio che il nostro ecosistema videoludico è cresciuto costantemente nel corso del tempo. Ma noi vogliamo mantenere dei ritmi di crescita ancora più rapidi in modo da mettere a disposizione dei nostri utenti e degli sviluppatori la qualità più alta possibile", diceva Sean Ryan, responsabile dei videogiochi su Facebook.

Per rendere ancora più coinvolgente l'esperienza videoludica, Facebook ha recentemente rivisto alcuni elementi come la grandezza delle finestre in cui girano i giochi e il modo con cui gli utenti possono collezionare i giochi preferiti. Inoltre, come dicevamo prima, i feed sui giochi mostrati nello streaming delle news non solo sono sostenuti da Facebook, ma sono anche ampiamente richiesti dai vari produttori di terze parti come Electronic Arts, perché si traducono in un ottimo modo per pubblicizzare i propri prodotti.

Facebook ha sviluppato specifici algoritmi che individuano gli interessi di ciascun utente e mostrano a quest'ultimo solamente i giochi che si ritiene siano rilevanti per lui. Se quella persona non mostra interesse su certi giochi, invece, questi non faranno parte del suo feed di notizie.

Sappiamo, d'altronde, che questo è un elemento su cui Facebook è piuttosto flessibile: purtroppo lo spam sul social network leader è frequente. Per Google+, invece, sono richiesti equilibri più rigidi dal tipo di utenza del neonato social network. Google ha allestito delle API che agevolano gli sviluppatori nella realizzazione di videogiochi, che gestiscono questi equilibri e forniscono una valida base tecnica su cui costruire i giochi. Google vuole così invogliare gli sviluppatori a dedicarsi a Google+ e realizzare anche tipi di applicazioni differenti dai normali videogiochi.

Google ha lanciato il proprio social network nel corso del mese di giugno e già dopo pochi giorni annoverava 10 milioni di utenti registrati. Successivamente, la parabola ascedente del nuovo social network non è stata più tale, con un brusco rallentamento nel ritmo delle iscrizioni. Oggi, paradossalmente, pochi usano Google+ con frequenza e sicuramente non si è generata quella ondata di interesse verificatasi nel caso di Facebook. Ovviamente, non si può parlare di fallimento, anche perché fino a pochi giorni fa l'accesso a Google+ è stato regolato esclusivamente dagli inviti, mentre da circa una settimana è aperto a tutti. D'altronde, in molti casi, vedi Videoritrovi e gestione delle liste amici e della privacy, è stato preso come modello dallo stesso Facebook, che evidentemente teme di rimanere indietro in alcuni settori rispetto al concorrente.

I videogiochi, dunque, non sono un diversivo nella strategia di Google, come probabilmente erano intesi inzialmente, ma un elemento centrale nella strategia di sviluppo del nuovo social network. Google, come abbiamo visto, sta investendo in Zynga e sta cercando di creare una solida infrastruttura che possa consentire esperienze di gioco anche di tipo cross-platform tra social network e dispositivi mobile. "Vogliamo essere sempre più aggressivi e assicurarci che gli utenti siano felici di quello che facciamo. Ci saranno sempre nuovi giochi e nuovi tipi di esperienze su Google+", sono le parole di Punit Soni, lead product manager per Google+ Games e Mobile.

Se i giochi di lancio per Google+ provengono da sviluppatori selezionati, il colosso di Mountain View ha recentemente offerto una possibilità a tutti gli sviluppatori interessati al nuovo social network. Lo scorso 20 settembre ha infatti reso disponibili le API di Google+ a un piccolo numero di sviluppatori indipendenti, ai quali chiede un feedback e ai quali promette maggiore accesso in futuro. Secondo indiscrezioni, le porte di Google+ verrebbero aperte agli sviluppattori minori nel prossimo novembre, mese che dovrebbe coincidere con un'esplosione di giochi sul social network di Google.

Quel che cambia è dunque l'approccio: più qualità piuttosto che quantità, dice Google. Vuole differenziarsi così da Facebook, e non è una cosa che riguarda solamente i videogiochi. È una strategia che pagherà?

13 Commenti
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tommy78127 Settembre 2011, 20:10 #1
io uso google+ da quando è online e lo scoglio contro cui si infrange è rappresentato dal fatto che chi ha facebook ormai lì ha anche tutti gli amici, le foto, le note, i giochi ecc...e non ha interesse a creare quello che sostanzialmente è un doppione. della privacy tutti ne parlano ma a pochi interessa in realtà visto che la maggior parte degli utenti di face lascia tutto aperto e tutto visibile pubblicamente consciamente perchè vuole mettersi in vetrina. io mi auguro che google+ non fallisca miseramente ma i presupposti perchè ciò accada ci sono, dei miei amici che dopo il mio invito si sono registrati nessuno lo usa e tutti continuano ad utilizzare facebook. google deve comprendere che arrivare con tanto ritardo in un mondo dominato dal concorrente che ha già canalizzato l'attenzione di tutti è quasi un suicidio, se non sarà face a fare passi falsi la vedo dura per big G
Player127 Settembre 2011, 21:50 #2
Perfettamente daccordo con tommy781. Inizialmente ho cercato un po' in giro per trovare un amico che mi invitasse ad entrare su G+ ma una volta dentro mi sono reso conto che c'era poca gente e soprattutto poche novità rispetto a Facebook dunque dopo qualche giorno ho smesso di usarlo.
Lo stesso hanno fatto i miei amici e credo faranno quelli che verranno dopo. Seguire 2 social network distinti che fanno le identiche cose è noioso e complicato bisogna pubblicare 2 volte le foto, 2 volte i commenti e leggere su 2 bacheche differenti.. dunque a che pro' usare g+ piuttosto che facebook quando su facebook c'è il mondo e su g+ nessuno?
Sicuramente c'è qualcosa che mi sfugge, certo Google non getta dalla finestra milioni di dollari così per fare una prova, sicuramente avrà una strategia o comunque i suoi vantaggi, solo che tutto ciò per ora mi sfugge..
Wikkle27 Settembre 2011, 22:14 #3
a dire il vero preferisco di gran lunga g+, però non capisco dove siano tutte la fan page..
hexaae28 Settembre 2011, 00:06 #4
@Player1
«Sicuramente c'è qualcosa che mi sfugge, certo Google non getta dalla finestra milioni di dollari così per fare una prova, sicuramente avrà una strategia»

In realtà non è difficile da capire, il cavallo di Troia per Google è Android (che userà a breve un po' in tutti i campi, vedrai), sul quale G+ è e sarà privilegiato, già pronto e funzionante...
Wolfhask28 Settembre 2011, 08:45 #5
si sicuramente android sarà molto agevolato piuttosto alla app di facebook che è un disastro se vogliamo dircela tutta, preferisco anch'io g+ però se uno passa da face a g+ troverà non poche difficoltà, il sistema è piuttosto "rigido" ancora, si hanno alcune difficoltà con le varie impostazioni, scrivere in bacheca etc etc, questo è quello che mi dicono i miei amici cui ho invitato, per cui la massa non è pronta al salto, si trova meglio con l'interfaccia e le modalità che face offre...
predator8728 Settembre 2011, 09:28 #6
anch'io sono un utente G+, da prima che diventasse pubblico... l'avevo considerato una valida alternativa a facebook (che non utilizzo) e difatti ho mandato gli inviti agli amici più cari (tutti su facebook). nessuno ha accettato di iscriversi, perchè d'altronde, se hanno già facebook che diavolo si iscrivono a fare in un altro social network? difatti mi sono iscritto e poi non ho più fatto l'accesso.
Wolfhask28 Settembre 2011, 09:34 #7
Beh teniamo presente che molta gente si è presa un notebook nuovo o pc e magari pure sovradimensionato solo per andare su facebook, lo dico da disperato "assistente amico tecnico" in quanto ho dovuto cambiare due sim e non ho più passato ad altri il mio nuovo numero... quindi come fà certa gente ad ambientarsi a una nuova piattaforma se è portata ad usare solo quel tasto che si accende "di accensione" e cliccare solo sulla E blu "internet explorer"???
Jena7328 Settembre 2011, 10:07 #8
anche io mi sono iscritto e mi pare più funzionale di fb però, come avete già detto voi, non lo usa nessuno!! ho giusto qualche amico smanettone come noi (gente da forum tecnico) che lo sta testando ma il 90% dei miei amici/colleghi/conoscenti che stanno su fb manco si chiedono cosa sia google+ e molti ne ignorano pure l'esistenza...
ormai fb è troppo radicato e sarà davvero difficile proporsi come valida alternativa...
Davidman28 Settembre 2011, 10:37 #9

Scelte sbagliate

Come già detto difficilmente si avrà la migrazione da FB visto che il 95% della gente che sta su FB h24 sa appena come taggare una foto, figuriamoci gestire Cerchie e Videoritrovi e apprezzarne la funzionalità su G+. Probabilmente, come ha detto qualcuno, sarà più mirato per un'utenza maggiormente "skillata" vertendo anche su Android e mobile. A mio avviso però qualcosa di più si poteva fare, contro un colosso come FB che vanta un parco utenti mastodontico bisognava bruciare le tappe invece di tirarsela con la roba degli inviti. Poi, così come FB ha messo i bastoni tra le ruote a G+ per l'importazione amici, anche Google doveva cominciare a ridurre i suoi servizi su FB a partire dall'embed dei video Youtube. FB è corsa ai ripari e alla grande devo dire, ha già copiato e migliorato tutto il copiabile e a ottobre con il lancio del nuovo Facebook (che ho già visto come tester) nessuno veramente avrà più interesse a popolare G+.
Wolfhask28 Settembre 2011, 11:00 #10
diciamo che google ci aveva provato con buzz e un altro se non erro, ma è stato grazie ai media che fb si è imposto come totalitario, ora se qualcuno se n'è accorto quando parlano di vip o persone note parlano sempre di twitter... del resto son i vips o le celebrità più o meno note a creare tendenza, dalla moda al comune vivere ( per loro c'è un pò di differenza però )... dai oggi dai domani...qualcuno vorrà provarci, fosse così anche il colosso porterebbe interesse al suo social portando a casa di questi noti una bustarella

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