NBA 2K12, migliorare il meglio: si può!

NBA 2K12, migliorare il meglio: si può!

NBA 2K12 ha l'arduo compito di migliorare un titolo ricco, divertente e profondo. Dopo aver sbaragliato la concorrenza (Nba Live, chi?!), Visual Concepts deve riuscire a battere sé stessa.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Da dove si parte

Si parte, come ovvio, dal Lockout, che sta bloccando l’NBA. Il braccio di ferro tra proprietari e sindacato giocatori – per il rinnovo del contratto collettivo – sta tenendo in scacco la più grande lega cestistica del mondo.

Dan Peterson

L’ospite d’eccezione della giornata, ‘The Coach’, Dan Peterson – dopo aver elogiato il realismo del prodotto Visual Concepts -, ha effettuato un’esauriente disamina della vicenda. In sostanza, oggi – spiega il Coach -, il 57% dei profitti generati da una squadra NBA, viene reinvestito nei salari dei giocatori. Questa percentuale, specie in col perdurare della crisi, sta diventando insostenibile. I proprietari delle franchigie – supportati dal Commissioner David Stern – spingono per ridurre questa percentuale.

I giocatori, come prevedibile, non ci stanno. Anche la seconda questione sul tavolo è meramente economica: i proprietari vogliono che il tetto salariale previsto in NBA diventi assolutamente fisso (senza, insomma, contemplare le eccezioni per cui, per poter rifirmare un giocatore in scadenza, gli si può offrire un ingaggio che renda il ‘totale spesa’ della squadra, superiore al Salary Cap). Rispetto alla contesa avvenuta nel 1998, oggi le posizioni sono molto più rigide. Per questo, nessuno sa se e quando l’NBA comincerà.

C’è ‘fame’ di basket a ‘stelle e strisce’, insomma. Ecco allora che NBA 2K12 verrà in soccorso dell’appassionato, a partire dal 7 ottobre.

Dal punto di vista del gioco, invece, si parte dall’assoluta eccellenza toccata dalla saga di 2K Sports, nella scorsa stagione. NBA 2K11 ha venduto oltre 5 milioni di copie, e ricevuto 20 premi come titolo sportivo dell’anno. La grandiosità del prodotto – sancita dalla presenza di Michael Jordan come testimonial del gioco – era insita nel rigoroso realismo, nella sontuosità della grafica, nella ricchezza della presentazione e nel gratificante divertimento.

A contorno di questo ‘cuore’, le numerose - e ben realizzate – modalità: la ‘semplice’ stagione, la franchigia (stagioni in serie, con la possibilità di agire anche sul mercato), la carriera del ‘proprio giocatore’ creato (in cui seguire le vicissitudini di un nostro alter-ego virtuale, da portare ai vertici della Lega) e le Jordan Challenges (in cui si rigiocavano le principali partite di ‘his Airness’).

NBA 2K12 ha l’arduo compito, insomma, di migliorare un titolo ricco, divertente e profondo. Dopo aver sbaragliato la concorrenza (Nba Live, chi?!), Visual Concepts deve riuscire a battere sé stessa.

 
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