Dead Island: il machete è il tuo più caro amico

Dead Island: il machete è il tuo più caro amico

Abbiamo giocato per intero il nuovo titolo di Techland dedicato agli zombie e ne siamo rimasti soddisfatti per la profondità RPG, la longevità e la presenza di una divertente modalità cooperativa. Meno felici per un comparto grafico non eccezionale e alcune scelte discutibili, tra cui la caratterizzazione dei personaggi e la strutturazione della trama.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Crafting e co-op

Un’altra peculiarità interessante riguarda la modifica e il progressivo potenziamento delle armi a disposizione e la riparazione delle stesse in seguito al loro ripetuto utilizzo. Tramite i banchi da lavoro disseminati per la mappa è infatti possibile riparare il proprio equipaggiamento e migliorarlo. E ancora una volta, mentre si avverte una sensazione di inadeguatezza nelle prime ore di gioco, il meccanismo inizia a funzionare come si deve solo dopo un po’ di tempo.

All’inizio si dispone di materiale destinato ad usurarsi a velocità davvero folli. Sono sufficienti 3-4 colpi assestati come si deve e l’arma che si ha a disposizione diventa ufficialmente inservibile, nel senso che per abbattere un avversario del vostro livello dovrete faticare le proverbiali sette camicie. Anche il meccanismo di riparazione si presta a prime valutazioni negative, in quanto per armi con un limitato grado di usura (nell’ordine del 40%) sono richieste cifre risibili, mentre per rimettere a nuovo equipaggiamento danneggiato nell’ordine del 70% l’investimento richiede spese folli. Questo fattore, unito agli altri ai quali accennavamo prima, rischia di pesare sulla scelta del giocatore di continuare l’avventura, in quanto il divertimento vero giunge solamente in un secondo tempo, con l’acquisizione di materiale di miglior qualità (soprattutto i machete…!).

La quantità di oggetti di cui si può disporre è peraltro degna di nota, tant’è che esistono molteplici opportunità di potenziamento creativo. Sempre tramite i banchi da lavoro è infatti possibile abbinare le armi di cui si dispone al materiale extra raccolto mentre si svolgono le missioni, per dare vita ad una nuova e letale arma di distruzione zombie. Mantenendo ugualmente valido l’esempio del paragrafo precedente, qualora si unisca un machete militare, alcuni cavi elettrici e delle batterie, si può ottenere un’arma da taglio capace di infliggere anche dei letali punti “shock”.

Un’altra scelta efficace riguarda la barra della stamina di cui si serve il personaggio, che gli consente di coprire in breve tempo lunghi tratti a piedi, di spostarsi molto rapidamente per evitare i nemici, di travolgerli e all’occorrenza abbatterli. Il sistema è particolarmente efficace e rende l’azione ancora più frenetica e coinvolgente.

Tuttavia, esattamente come avveniva per Borderlands, anche Dead Island sembra destinato a dare il meglio di sé in cooperativa insieme ad altri amici. La tendenza emerge anche dai rari filmati nella seconda parte dell’avventura, nei quali compaiono tutti e quattro i personaggi, mentre in realtà quando si sta affrontando la campagna single-player non si gode del supporto di alcun compagno controllato dalla CPU.

 
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