Dungeon Siege III: come ingannare l'attesa per Diablo III

Dungeon Siege III: come ingannare l'attesa per Diablo III

Il terzo capitolo della saga di Dungeon Siege torna nel Regno di Ehb e riprende la storia della Decima Legione che faceva da sfondo al primo gioco. Le similitudini con il passato però finiscono qui.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
Diablo
 

Tecnicamente

Dal punto di vista grafico Dungeon Siege III è un prodotto senza infamia e senza lode. Zoomando con la telecamera è facile notare una certa carenza di dettagli su ambienti e personaggi, ma in generale l’impatto è positivo e piacevole, quantomeno adatto al genere.

Un buon lavoro è stato fatto sul fronte delle animazioni e dell’illuminazione, specialmente nei dungeon che in diversi casi risultano spettrali e inquietanti grazie a fiaccole verdi o azzurre poste lungo le pareti.

Il problema degli scenari è legato più che altro al fatto che Dungeon Siege III, a livello di mappe, è un corridoio dall’inizio alla fine e questa impostazione tende a risultare piuttosto stressante per un dungeon crawler alla Diablo: la possibilità di perdersi in una foresta ed esplorarla avrebbe certamente giovato al gameplay e contributo a evitare quella situazione di soffocamento e ripetitività causata dall’obbligo di seguire sostanzialmente un binario perpetuo.

I personaggi del gioco sono discretamente ben dettagliati e l’elemento più interessante è di certo la differenziazione di armi e armature che hanno un riscontro grafico sul nostro eroe. Anche sui nemici è stato fatto generalmente un buon lavoro, con una buona varietà tra mercenari, ragni giganti, non morti e tutto il solito parterre di mostruosità varie che il fantasy sa offrire.

Buono il sonoro, con musiche d’atmosfera ma soprattutto con un ottimo doppiaggio (parliamo dell’originale inglese) che aiuta a rendere molto piacevoli i numerosi dialoghi e le narrazioni in terza persona di cui il gioco è infarcito.

 
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