Dungeon Siege III: come ingannare l'attesa per Diablo III

Dungeon Siege III: come ingannare l'attesa per Diablo III

Il terzo capitolo della saga di Dungeon Siege torna nel Regno di Ehb e riprende la storia della Decima Legione che faceva da sfondo al primo gioco. Le similitudini con il passato però finiscono qui.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
Diablo
 

Il problema multiplayer

E’ davvero inutile dire che in teoria un gioco come Dungeon Siege III dovrebbe splendere nella componente cooperativa multiplayer. Fondamentalmente è così: giocare con un amico (fino a quattro giocatori totali o due in locale) è sicuramente più divertente che giocare da soli, non fosse altro che per la possibilità di gestire le orde di nemici sulla base delle diverse abilità di ciascun personaggio, con il guerriero che si butta nella mischia roteando la mazza e la strega pistolera che spara dalle retrovie.

Purtroppo l’impressione è che nel progettare il multiplayer di Dungeon Siege III la Obsidian si sia scontrata contro qualche muro di mattoni e non sia riuscita a superare l’ostacolo: il primo, grave problema è che il sistema si basa esclusivamente sui progressi dell’host, mentre gli altri giocatori sono a tutti gli effetti solo degli ‘ospiti’ nella partita. Questo significa che giocando con un amico, solo il giocatore principale proseguirà nella campagna e gli sforzi degli altri saranno completamente a fondo perduto; a maggior ragione perché anche esperienza, livelli e loot non verranno esportati agli altri giocatori.

L’altro grosso problema è la telecamera che rimane fissa e non permette ai vari giocatori di allontanarsi l’uno dall’altro, cosa particolarmente frustrante quando ci sono nemici fuori dai confini dello schermo (ad esempio un arciere o un mago nemico) ed è impossibile vederlo o raggiungerlo perché il nostro compagno di squadra sta andando dalla parte opposta o magari è bloccato da altri nemici. Facile immaginare il caos che ne deriva quando si gioca in quattro. Problemi così macroscopici su un elemento chiave come la coop multiplayer rischiano di essere una pietra tombale per l’apprezzamento da parte del pubblico di DsIII. E’ difficile, viste le limitazioni pesantissime, consigliare il titolo Obsidian a un gruppo di 3-4 amici che cercano un gioco con cui passare del tempo insieme.

In compenso, a parziale consolazione, si può sottolineare che pur essendo il tipico dungeon crawler, Dungeon Siege III mostra un particolare impegno sul fronte della narrazione, dei personaggi e dei dialoghi, che vengono gestiti con un sistema vagamente alla Mass Effect (senza le opzioni di “persuasione” basate su abilità). Pur essendo un elemento accessorio, questa particolarità contribuisce a rendere un po’ più interessante l’avventura e a calare il giocatore nella parte, specie nel corso di una partita single player.

Ultimo problema da sottolineare, che vale tanto per il single quanto per il multi: la longevità di Dungeon Siege III è piuttosto scarsa, tra le dieci e le dodici ore. Il fatto che non sia prevista una modalità New Game+ implica anche che una volta finito il gioco l’unica scelta sarà ricominciare da capo, scegliendo un altro personaggio.

 
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