Red Faction Armageddon: distruttibilità scenari con GeoMod

Red Faction Armageddon: distruttibilità scenari con GeoMod

Un prodotto videoludico di successo, oltre a garantire degli standard qualitativi per i vari aspetti della realizzazione, deve offrire un quid caratteristico e possibilmente unico, un valore aggiunto che permetta al titolo di emergere dalla massa. Come sarà certamente noto alla maggioranza dei nostri lettori, il quid che la serie di Red Faction si propone di offrire alla sua platea target è l'utilizzo spinto della fisica come colonna portante del gameplay.

di Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
 

Comparto tecnico

Andiamo ora ad analizzare il titolo dal punto di vista tecnico. Illustriamo dapprima i requisiti di Red Faction Armageddon:

Requisiti Minimi:

  • OS: Windows XP
  • Processore: Dual Core a 2GHz - Intel Core 2 Duo or AMD Athlon X2
  • Memoria: 2GB
  • Scheda video: 320MB di memoria e Shader Model 3.0 - NVIDIA
  • GeForce 88xx o ATI Radeon HD30xx
  • Spazio su disco: 7.5 GB

Requisiti Consigliati:

  • OS: Windows 7
  • Processore: Quad Core Intel Core i5 o AMD Phenom II X4 o Dual Core da 3GHz
  • Memoria: 4GB
  • Scheda video: 1GB di memoria e Shader Model 4.0 - NVIDIA
  • GeForce GTX 400 o ATI Radeon HD5000
  • DirectX: 11
  • Spazio su disco: 7.5 GB

Dal punto di vista grafico il titolo è ben confezionato, e il salto qualitativo tecnico rispetto ai capitoli precedenti è lampante, fin dalla GUI, accattivante e sempre chiara. Gli scenari sono allestiti in maniera accurata, fermo restando le considerazioni già fatte sulla minor libertà e gli spazi meno aperti rispetto al capitolo precedente, che si riflettono sul level design che per alcuni potrebbe risultare troppo monotono. L'impatto visivo generale è gradevole, e pur non facendo gridare al miracolo, offre al nostro occhio uno spettacolo dignitoso.

I modelli poligonali sono complessi quanto basta alla fruibilità di gioco, le texture sono di buona fattura ma un pò monotone, dovendo rappresentare principalmente o la roccia di Marte, o il metallo degli insediamenti umani. Rileviamo anche una poca varietà delle strutture presenti nei livelli, che portano ad una fastidiosa ripetitività degli scenari percorsi. Ottime le cut-scenes, che si lasciano gustare e che molto contribuiscono al coinvolgimento della trama. Le animazioni sono convincenti, sia per esseri umani e unità robotiche, sia per le varie tipologie aliene, ciascuna caratterizzata da animazioni peculiari per la propria forma biologica.

Migliorato anche il sistema di illuminazione e l'uso degli effetti grafici (efficacissime le esplosioni), che contribuiscono ad arricchire la realizzazione visiva globale. E il motore Havok, come già anticipato, compie il suo lavoro in maniera egregia, gestendo in maniera realistica gli effetti fisici delle nostre azioni di demolizione (ed anche qui il salto di qualità rispetto a Guerrilla è evidente), inclusa la gestione realistica dei detriti e il sobbalzo più o meno intenso dello schermo in base al peso della struttura crollata, mentre solo in alcuni casi lascia perplessi il rag doll dei cadaveri nemici.

Il comparto audio si avvale di una discreta collezione di effetti sonori, di musiche a volte godibili e in tema con l'azione di gioco, più spesso anonime e poco incisive, e di un buon doppiaggio in lingua inglese. Per i non anglofoni il titolo offre i sottotitoli localizzati in italiano: peccato che il lavoro non sia stato completato e gli audiolog disseminati per i livelli (altro deja-vu ormai utilizzato da una caterva di FPS con lo scopo di fornire nel corso del gioco dettagli a posteriori sulla trama, ma che qui, in verità, non danno alcun valore aggiunto) non siano sottotitolati in italiano.

Red Faction Armageddon, oltre ad essere integrato con Steam e ad offrire una serie di obiettivi sbloccabili, possiede anche una componente multiplayer, non molto ricca in verità: solo due le modalità offerte. Infestazione è una divertente modalità di sopravvivenza che prevede fino a 4 giocatori, in cui dovremo resistere ad ondate di nemici alieni sempre più forti, e ad ogni assalto le armi a nostra disposizione aumentano. Rovina è invece una modalità originale di distruzione libera, che infatizza la peculiarità principale del gameplay della serie, e ci sfida a fare quanti più danni è possibile in un lasso di tempo inizialmente prestabilito.

Per ogni modalità è possibile giocare in locale oppure on-line, ma quello che lascia l'amaro in bocca è l'esiguità della proposta. Nessuna modalità versus a squadre, nessuna missione della campagna da poter fare in cooperativa... insomma, si poteva fare molto di più. Anche perché a conti fatti, fatte salve le considerazioni sulla campagna in singolo (completabile in una decina di ore), stimoli alla rigiocabilità e supporto alla longevità potevano arrivare solo da una corposa componente multiplayer.

 
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