Red Faction Armageddon: distruttibilità scenari con GeoMod

Red Faction Armageddon: distruttibilità scenari con GeoMod

Un prodotto videoludico di successo, oltre a garantire degli standard qualitativi per i vari aspetti della realizzazione, deve offrire un quid caratteristico e possibilmente unico, un valore aggiunto che permetta al titolo di emergere dalla massa. Come sarà certamente noto alla maggioranza dei nostri lettori, il quid che la serie di Red Faction si propone di offrire alla sua platea target è l'utilizzo spinto della fisica come colonna portante del gameplay.

di Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
 

Volition

Il Team Volition per questo nuovo capitolo, forse influenzata dai successi di mercato di titoli come Dead Space, lascia il free roaming di Guerrilla, a favore di un curato FPS. Avremo a nostra disposizione un vasto arsenale di armi tra cui scegliere, di volta in volta, le quattro da equipaggiare in base alle esigenze di missione: troveremo disseminati lungo gli scenari diverse stazioni in cui sarà possibile cambiare il nostro armamentario.

Tra le varie proposte, non possono mancare quelle classiche come il fucile d'assalto e il caro fucile a pompa per spappolare alieni a distanza ravvicinata, quelle pesanti come il lancia razzi e il lancia granate adesive con detonazione a comando, e quelle più fantascientifiche, come le armi che sparano nano particelle e il cannone gravitazionale, che emette un buco nero che assorbe tutto quello che rientra nella sua portata prima di detonare. E su tutte spicca il fucile rail, una delle novità di questo nuovo capitolo, i cui proiettili possono perforare le superfici, e grazie al cui sensore calorico possiamo vedere i nemici dietro le strutture e ucciderli a distanza senza nemmeno farci vedere. Per quasi tutte le armi avremo la possibilità mirare con precisione il nostro bersaglio, e in ogni momento, avremo comunque la possibilità di sferrare pugni ben assestati. Peccato si siano persi per strada i potenziamenti per ogni singola arma, che avrebbero conferito maggior spessore anche a questa caratteristica del gameplay.

L'avventura concepita da Volition e le missioni offerte garantiscono una buona varietà di gioco: si passa da missioni di scorta a mezzi militari, a quelle di soccorso per la popolazione stremata dall'assedio, passando per la disinfestazione di strutture biologicamente corrotte dagli alieni. Più che in passato, è evidente un salto qualitativo nell'orchestrazione degli eventi, con un occhio di riguardo alle boss-battle e alle missioni "fuori dal coro" per rompere la monotonia delle sequenze più lunghe. E come interessanti extra all'esperienza di gioco in singolo, avremo la possibilità in diverse sequenze di utilizzare un esoscheletro (nome in codice L.E.O.) equipaggiato con armi pesanti e capace di dare spallate in carica, e potremo guidare alcuni veicoli speciali, come un velivolo dotato di visore termico per i nemici.

Quello che a parere nostro deficita e avrebbe giovato al titolo sono missioni secondarie ad incentivare ulteriormente l’esplorazione, un maggior coinvolgimento degli NPC, che qui restano elementi quasi ornamentali, e qualche battaglia in larga scala, che nel titolo precedente rappresentavano momenti memorabili.

Per quanto riguarda gli antagonisti che troveremo sulla nostra strada, si passa dai discepoli della setta di Hale, comuni esseri umani dotati di tute che richiamano la razza aliena oggetto del loro culto, per poi passare alle creature aliene di specie differenti, tra cui spiccano alcuni mostruosi boss unici di fine livello, in alcuni casi davvero coriacei. Se gli avversari umani sono praticamente sempre identici, ogni tipologia di alieno ha le sue armi peculiari e le sue strategie d'attacco: ad esempio i devastatori sono creature più piccole che cercano la distanza ravvicinata e utilizzano lame ossee per attacchi da mischia, mentre i persecutori sputano acido, si tengono a distanza e saltano continuamente per evitare i nostri colpi.

La maggior parte degli alieni utilizza armi biologiche, gli Spettri usano la furtività per mimetizzarsi e alterare l’ambiente circostante, i tentacoli emergono dal sottosuolo e ci scagliano contro tutto quello che li circonda, mentre i mastodontici Hulking Monsters utilizzano la sola forza bruta per spezzarci le ossa. L'intelligenza artificiale è discreta, ma si poteva fare di più: i nemici ci vengono a cercare, fanno esplodere infiammabili per causarci danno, e cercano riparo quando li bersagliamo, ma davvero poche volte riescono a metterci in seria difficoltà, anche per il numero di unità che ci attaccano simultaneamente che pare troppo esiguo e gestibile nella maggior parte delle occasioni.

 
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