Hunted La Nascita del Demone: rpg, co-op e coperture

Hunted La Nascita del Demone: rpg, co-op e coperture

Sulla carta, Hunted: La Nascita del Demone è un gioco che vanta un’ottima idea, sebbene dichiaratamente non molto originale. Prendere in prestito le meccaniche di Gears of War e calarle in un contesto fantasy anziché sci-fi, orientando il gioco al multiplayer cooperativo e disegnando due diversi personaggi (la classica ranger-arciere e l’ancor più classico guerriero da combattimento ravvicinato) è una ricetta che potrebbe fare la felicità di molti giocatori.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Nonostante il panorama di giochi multiplayer-coop non sia certo povero di questi tempi, trovare titoli un po’ particolari non è affatto scontato, e il mix di fantasy e azione alla Gears of War è una carta interessante per questo Hunted.

Giocato con un amico infatti, il titolo della inXile regala momenti di divertimento e complice anche una discreta longevità permette di passare una decina di ore di relax impegnati a disintegrare non morti, demoni e altre guest star dal più tipico degli scenari fantasy. Nonostante la buona idea di base, però, Hunted è in tutto e per tutto un prodotto carente sul piano delle rifiniture.

Il primo e più evidente difetto è quello grafico, assolutamente non all’altezza di un titolo moderno; il secondo è la superficialità della crescita dei personaggi, con solo tre abilità a testa da potenziare pian piano (più tre magie ‘generiche’) e poche armi tra cui scegliere nel corso dell’avventura (in realtà il ‘loot’ è abbastanza frequente, solo che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta dei cosidDetti ‘grigini’, insomma roba di nessun valore).

Con il buco lasciato dalla saga di Gears, a cui mancano ancora un paio di mesi per avere sugli scaffali il terzo capitolo, e la mancanza di degni eredi che abbiano raccolto il suo testimone in questi ultimi anni, Hunted poteva fare il botto lanciando un suo modo di intendere il genere e attirarsi l’apprezzamento dei fanatici del fantasy.

Purtroppo la mancanza di cura in tanti aspetti, a cominciare da quello grafico che inevitabilmente farà scappare molti potenziali acquirenti, relega il gioco a un ruolo di secondo piano non facendo giustizia a un concept e a un’esperienza globale che non sono affatto da buttare via e che potrebbero coinvolgere senza tanti problemi un paio di amici per qualche serata.

 
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