Hunted La Nascita del Demone: rpg, co-op e coperture

Hunted La Nascita del Demone: rpg, co-op e coperture

Sulla carta, Hunted: La Nascita del Demone è un gioco che vanta un’ottima idea, sebbene dichiaratamente non molto originale. Prendere in prestito le meccaniche di Gears of War e calarle in un contesto fantasy anziché sci-fi, orientando il gioco al multiplayer cooperativo e disegnando due diversi personaggi (la classica ranger-arciere e l’ancor più classico guerriero da combattimento ravvicinato) è una ricetta che potrebbe fare la felicità di molti giocatori.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

La curiosità: il Crucible

Altro elemento che distingue Hunted da Gears of War è certamente il Crucible, ovvero l’editor di livelli. In realtà a livello pratico l’editor non è particolarmente potente né profondo, dato che sostanzialmente permette di creare una lunga serie di stanze-arena in cui, prima di procedere, è necessario eliminare tutti i nemici.

La presenza di qualcosa di nuovo e che va comunque ad aumentare la longevità del gioco è però sempre molto gradita. Particolarità del Crucible che può renderlo un po’ ostico nell’approccio è il fatto che per sbloccare nuovi elementi con cui ‘giocare’ nell’editor è necessario accumulare soldi nella campagna single player.

Questi soldi, che vengono lasciati dai nemici o trovati in alcuni punti, vengono letteralmente accumulati e spesi dal gioco per sbloccare, passo dopo passo, sempre più contenuti da utilizzare. Sarà possibile utilizzare tutti i nemici e le ambientazioni della campagna, e con un po’ di fantasia è possibile cercare di creare qualcosa che renda l’esperienza coop ancora più estesa e divertente.

L’aspetto tecnico è il punto dove semplicemente Hunted risulta del tutto indifendibile. La grafica, almeno nella versione Xbox360, è spaventosamente obsoleta e risulta difficile comprendere come la quality assurance di Bethesda possa aver approvato un comparto visivo così scadente per il gioco sviluppato da inXile. Anche con tutta la buona volontà, e la consapevolezza che non c’è bisogno di texture ed effetti all’avanguardia per realizzare un ottimo gioco, è inevitabile notare che con un maggior impegno sul fronte estetico Hunted avrebbe sicuramente attirato giocatori con più facilità.

I problemi non si fermano solo all’estetica del resto, ma toccano in più punti anche il gameplay: la stessa mancanza di cura si respira nel modo in cui vengono gestiti i combattimenti, sia per quanto riguarda quelli a distanza (con un feeling praticamente inesistente del colpo sparato) sia per quanto riguarda quelli corpo a corpo, dove è difficile sviluppare una strategia un po’ più complessa del semplice ‘colpisci per primo, colpisci forte’. Una volta che il colpo di un nemico ci avrà raggiunti sarà impossibile evitare la gragnola successiva, ovvero la tipica combo da 4-5 fendenti, il che implica che l’unico modo sicuro di giocare (almeno con Caddoc) è tenere sempre attiva la parata e colpire quando si è certi di fare secco il nemico.

Quando si è circondati, come spesso accade, da parecchi nemici insieme, in sostanza il tutto si riduce all’andare un po’ a caso e pregare di non prendere troppi danni. Sul fronte sonoro invece il gioco non delude: musiche ed effetti non sono male, per quanto riguarda il doppiaggio italiano con l’esclusione di E’lara che ha un po’ il tono di una pornostar eroinomane il resto è più che accettabile.

 
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