Hunted La Nascita del Demone: rpg, co-op e coperture

Hunted La Nascita del Demone: rpg, co-op e coperture

Sulla carta, Hunted: La Nascita del Demone è un gioco che vanta un’ottima idea, sebbene dichiaratamente non molto originale. Prendere in prestito le meccaniche di Gears of War e calarle in un contesto fantasy anziché sci-fi, orientando il gioco al multiplayer cooperativo e disegnando due diversi personaggi (la classica ranger-arciere e l’ancor più classico guerriero da combattimento ravvicinato) è una ricetta che potrebbe fare la felicità di molti giocatori.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

L'arco invece del martello dell'alba

Il cuore del gioco sono ovviamente le meccaniche prese in prestito da Gears of War. Queste meccaniche sono particolarmente evidenti quando si gioca con E’lara (in single player è possibile utilizzare ciascun personaggio, cambiando in punti specifici). In realtà sia Caddoc che l’elfa sono in grado di usare sia armi da corpo a corpo sia armi a distanza, ma ovviamente il guerriero è molto più efficace con asce e spade e l’arciere con archi e balestre.

Per E’lara il sistema di combattimento è davvero simile a quello del gioco Epic, con tanto di coperture e ‘sprint’ in corsa bassa. Il sistema di mira degli archi purtroppo non è particolarmente ben fatto perché il mirino sembra un po’ troppo ‘largo’ e a volte colpire un nemico alla testa risulta più ostico di quanto dovrebbe essere.

Manca anche una sorta di ‘feedback’ dell’arma che renda il senso dello sparo. E’lara può però scegliere tra un pletora di armi diverse: ogni arco infligge non solo danni più o meno elevati ai nemici, ma ha anche una velocità di tiro propria, che varia da alta, media a bassa. La differenza è che di solito archi più lenti infliggono danni maggiori per colpo, ma sarà necessario mirare con cautela per non sprecare colpi, anche perché i nemici cercheranno di raggiungerci in corpo a corpo. Se questo dovesse accadere, E’lara potrà passare rapidamente a scudo e spada, ma ovviamente si parla di situazioni estreme perché in un combattimento ravvicinato l’elfa è poco efficace, e molto fragile.

Al contrario Caddoc, per quanto armato a sua volta di una balestra, dà il meglio di sé quando si va sul personale. Come E’lara potrà scegliere diverse armi, principalmente spade, asce e ovviamente scudi per proteggersi, e il suo ruolo sarà quello di attirare su di sé quanti più nemici possibili mentre la compagna si preoccupa di eliminare uno per uno gli arcieri nemici.

Svolgere con cura il proprio ruolo è fondamentale in una coop con un amico, perché per quanto semplici le meccaniche di Hunted vanno rispettate se non si vuole fare una bruttissima fine: Caddoc è in grado di resistere a tre o quattro nemici in corpo a corpo alla volta, ma gli sarà molto dura se avrà anche frecce nemiche che lo martoriano dalla distanza; E’lara può comodamente trovarsi un riparo e far piovere frecce sui nemici, ma solo fintantoché nessuno viene a disturbarla da vicino.

In single player, uno dei lati più positivi del gioco è il fatto che a prescindere da quale personaggio il giocatore utilizzi, l’AI svolge un lavoro egregio nel gestire il nostro compagno.

Questo significa che ad esempio possiamo giocare tranquillamente nei panni di E’lara, e il computer utilizzerà efficacemente Caddoc per tenere scheletri, demoni e quant’altro lontano dalle nostre curve aggraziate; se invece giocheremo nei panni del guerriero, potremo buttarci nella mischia sicuri che E’lara farà il possibile per sfoltire le fila nemiche da una distanza sicura.

Ovviamente il vero cuore di Hunted risiede in una coop giocata insieme a un amico, ma è importante sottolineare che anche giocando in single player il titolo non rimane frustrato per colpa dell’AI, anche perché come dicevamo le meccaniche di coppia sono così importanti che un’intelligenza artificiale peggiore avrebbe potuto seppellire senza appello il single player del gioco.

 
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