Speciale videogiochi indipendenti

Speciale videogiochi indipendenti

Con questo piccolo speciale, Gamemag vi presenta una serie di titoli esclusivamente di origine indie, tra i quali potrete trovare giochi già usciti e pronti per essere giocati e altri ancora in corso di sviluppo sui quali vi consigliamo di mantenere un occhio di attenzione.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Dwarf Fortress

Bay 12 Games. Già rilasciato

Un altro gioco ampiamente conosciuto ma che meritava una citazione è Dwarf Fortress. Persino nel panorama dei giochi indipendenti, caratterizzato dall’originalità e dall’impegno degli sviluppatori, Dwarf Fortress spicca come esempio di quale gioco incredibile sia possibile realizzare con un’idea innovativa, tanta buona volontà e praticamente nessuna delle risorse delle grandi software house. Per chi non conoscesse questo gioco unico, le cose sono apparentemente molto semplici: Dwarf Fortress ci permette di guidare (come una sorta di gestionale) 7 nani alla ricerca del luogo ideale dove costruire la loro nuova fortezza.

Per prima cosa dovremo scegliere i nomi dei nostri nani, il loro equipaggiamento iniziale (in una lista che comprende centinaia di cose diverse, dai picconi e le asce da boscaiolo, alle razioni di cibo, vino, acqua, birra, agli animali da compagnia a quelli da lavoro, alle armi, armature, meccanismi e ingranaggi, contenitori e così via); poi dovremo selezionare su una mappa il luogo ideale dove andare a costruire la fortezza: stiamo cercando ovviamente una montagna in cui scavare, ma non basta perché sarebbe bene assicurarsi che nei pressi della nostra futura casa ci sia dell’acqua corrente, che il posto non sia né troppo caldo né troppo freddo, che ci sia possibilmente della vegetazione per tagliare alberi, che la zona non sia troppo isolata o i mercanti non verranno mai a commerciare con noi, che l’area non sia infestata da creature maligne come goblin e ancora tanto altro. Sembra un po’ troppo? Siamo solo all’inizio.

Dwarf Fortress

Arrivata sul posto la nostra carovana di nanetti dovremo cominciare a scavare, creando letteralmente tunnel e sale all’interno della montagna, per poi pianificare pian piano come costruire la nostra fortezza. Saloni da pranzo, camere da letto, zone di addestramento per il nostro futuro esercito, studii per i nostri nobili, botteghe per i carpentieri, i fabbri, una cucina, degli orti per garantire un flusso di cibo costante (si può anche cacciare o andare a pesca, naturalmente), e poi ovviamente bisogna assicurare che ci sia qualcuno che si occupi di preparare la birra perché i nani se non bevono birra vanno in depressione…

E, davvero, siamo ancora solo all’inizio: perché col passare del tempo, se la nostra fortezza è ben sviluppata, attireremo sempre più nani che verranno a vivere da noi e dovremo assegnare una professione a ciascuno, al contempo scavando sempre di più nella montagna per far spazio per tutti e passando da una piccola comunità di nani a una vera e propria fortezza con tanto di trappole, dighe, canali di irrigazione e tanto, tantissimo altro ancora.

In tutto questo c’è sempre l’ombra del disastro che aleggia su ogni azione: in perfetto stile ‘nani di Moria’ è possibilissimo scavare troppo a fondo nella montagna e risvegliare qualche antico demone che invaderà la nostra piccola fortezza facendo strage di nani (se qualcuno dovesse sopravvivere è facile che impazzisca e si suicidi, o si metta a uccidere i suoi compagni). Oppure è facilissimo minare nel punto sbagliato e allagare l’intera fortezza a causa di una picconata proprio nei pressi di un fiume sotterraneo. Figuriamoci se il fiume sotterraneo era di lava…

Dwarf Fortress

Il motto di Dwarf Fortress, del resto, è notoriamente “losing is half the fun”. Le possibilità offerte da questo gioiello sono talmente tante che perdere tutto in qualche modo assurdo e dover ricominciare da capo è quasi più divertente che continuare per troppo tempo la stessa partita. Ovviamente per apprezzare Df è indispensabile non essere troppo schizzinosi sulla grafica: il gioco di base è totalmente in Ascii, ma è pieno di tileset che rendono l’aspetto visivo un po’ più confortevole.

L’altro grande ostacolo è il fatto che il gioco, di per sé, non supporta il mouse per una scelta voluta del suo sviluppatore: abituarsi a gestire tutto da tastiera non è per niente facile, vista anche l’immensa vastità e complessità di Dwarf Fortress. Ma con un po’ di pazienza e con le tante guide, scritte o video, imparare ad amare questo vero e proprio capolavoro sarà del tutto accessibile.

 
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