L'industria dei videogiochi è in crisi?

L'industria dei videogiochi è in crisi?

L'ultimo dato di The Npd Group, la società di ricerca di mercato che mensilmente pubblica le statistiche sull'andamento dell'industria dei videogiochi nel Nord America, ha messo un po' tutti in allarme. I numeri di Npd, infatti, evidenziano un calo vistoso, con entrate inferiori del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che riporta l'industria addirittura ai valori dell'ottobre del 2006, prima dell'avvento della nuova generazione, o perlomeno di Wii e PlayStation 3.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
PlaystationSony
 

L'ultimo dato di The Npd Group, la società di ricerca di mercato che mensilmente pubblica le statistiche sull'andamento dell'industria dei videogiochi nel Nord America, ha messo un po' tutti in allarme. I numeri di Npd, infatti, evidenziano un calo vistoso, con entrate inferiori del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che riporta l'industria addirittura ai valori dell'ottobre del 2006, prima dell'avvento della nuova generazione, o perlomeno di Wii e PlayStation 3.

Se ad aprile 2011 i numeri erano assolutamente buoni, confermando un 2011 in scia al 2010, maggio 2011 invece non ha confermato l'andamento, evidenziano la flessione di cui stiamo dicendo. A maggio solamente le vendite di Nintendo Wii sono in aumento rispetto al mese precedente, mentre risultano in calo PlayStation 3 e XBox 360. Flessione anche nelle vendite degli accessori, che invece stanno vivendo un anno strabiliante rispetto all'anno scorso per merito soprattutto di Kinect. Se le vendite su base annuale di accessori sono in aumento del 12%, a maggio sono in calo del 6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Sono tutti dati che vengono riassunti bene dalla tabella seguente, fornita sempre da Npd. Percentuali in rosso per il mese di maggio rispetto allo stesso mese del 2010, ma percentuali assolutamente in verde se si paragonano i primi cinque mesi del 2011 con i primi cinque mesi del 2010. L'industria, da questo ultimo punto di vista, quindi, è assolutamente in salute.

È chiaro che ci troviamo nella fase finale del ciclo di vita dell'attuale generazione di console. Rispetto ai primi anni c'è un calo continuo, assolutamente decifrabile se si considera che le attuali console ormai hanno qualche anno sulle spalle, e presentano degli evidenti limiti tecnologici. Nonostante questo, dai dati di Npd, ed escludendo maggio, si evince come l'industria tenga egregiamente.

Nel mese di maggio 2011, Npd registra vendite per 179,7 milioni di dollari per settimana, mentre nell'ottobre del 2006, che come abbiamo detto è il mese precedente in cui l'industria dei videogiochi è andata così male, le vendite per settimana erano di 160,8 milioni di dollari. Nell'ottimo aprile 2011, invece, le vendite per settimana si attestavano sui 232,7 milioni di dollari.

Quali sono i fattori che hanno contribuito a un calo così netto a maggio 2011 rispetto al mese precedente? Come abbiamo detto, innanzitutto la flessione nelle vendite dell'hardware: a parte Nintendo Wii, XBox 360 e PlayStation 3 vendono sensibilmente meno rispetto al mese precedente. Complessivamente l'hardware è in flessione del 5,2% rispetto ad aprile 2011, e sicuramente ha contribuito anche Nintendo DS, con 90 mila unità vendute in meno.

Altri due fattori riguadano le scarse vendite di software e la riduzione del prezzo delle console. La situazione del software è effettivamente preoccupante, visto che a maggio si registra un calo addirittura del 19% rispetto al mese precedente. Anche se si considerano i primi cinque mesi del 2011 risulta chiaro un calo rispetto al periodo di riferimento precedente, in questo caso del 6,3%. A proposito dei nuovi prezzi delle console, come vedete nella seguente tabella di Npd, il prezzo medio con cui le console di nuova generazione sono state vendute nel Nord America è sensibilmente calato da aprile 2011 a maggio 2011.

La seguente tabella invece evidenzia l'andamento delle vendite di console tra i primi mesi del 2011 e i primi mesi del 2010. Si sono registrati cali a gennaio, febbraio e appunto nel disastroso maggio. Ma prima dell'ultimo mese l'industria andava benissimo, bissando i numeri del 2010 e addirittura migliorandolo sensibilmente, del 50%, nel fatidico mese di aprile.

Una delle tabelle più interessanti di Npd è la successiva. Mostra l'andamento dell'industria di anno in anno. È evidente l'enorme cambiamento di portata dell'industria dei videogiochi verificatosi con il lancio delle console di nuova generazione, prima con XBox 360 e poi, soprattutto, con l'arrivo in contemporanea di Wii e PlayStation 3. Nel 2008 l'industria dei videogiochi garantisce un volume di affari superiore ai 20 miliardi di dollari solamente nel Nord America, raddoppiando il valore del 2005. Si nota anche come la stragrande maggioranza delle vendite si verifichi nella stagione natalizia.

Però dal 2008, anno di massimo splendore in cui sono stati registrati record significativi che riguardano l'intera industria dell'intrattenimento e non solo il mondo dei videogiochi, l'industria ha tenuto. Il volume di traffico è allineato nel 2009, nel 2010 e nei primi mesi del 2011 rispetto all'anno precedente.

È ovvio che tutti questi numeri non hanno poi un senso concreto in prospettiva futura se non si dà uno sguardo a quello che sta succedendo nell'industria. I due principali annunci dell'E3, Nintendo Wii U e Sony PlayStation Vita, promettono di sconvolgere non poco tutto il settore. Se da una parte, a mio modo di vedere le cose, riprongono buona parte delle idee che sono state alla base del successo di iPad e iPhone, dall'altra spingono questo tipo di impostazione in maniera decisa nel mondo dei videogiochi, considerato al momento secondario da Apple.

Se Wii U e PS Vita avranno successo è, però, tutto da vedere. Wii U non offre lo stesso livello di innovazione della console che l'ha preceduta, e anzi basa gran parte della sua offerta, come suggerisce lo stesso nome, sui punti cardine di Nintendo Wii. Dopo l'insuccesso, perlomeno in questa fase iniziale, di 3DS, Nintendo deve procedere con calma anche perché le sue ultime console, Wii escluso, non hanno certamente brillato dal punto di vista economico.

Come mostra la tabella seguente, Wii sta tenendo discretamente bene nel 2011, e nel mese di febbraio ha superato nettamente il tetto delle 100 mila console vendute in media per settimana. A maggio è andata addirittura meglio di aprile, e sembra che nel corso di giugno possa riconfermare questo volume di vendite, superando nuovamente XBox 360. Però, come abbiamo visto con una delle precedenti tabelle, il prezzo medio con cui i retailer hanno venduto Wii nel Nord America è calato drasticamente da aprile a maggio, precisamente da 180 dollari a 157.

Le vendite di PSP, invece, sono decisamente inferiori rispetto alla console domestica di Nintendo, e solo a marzo superano le 30 mila unità vendute in media per settimana.

La tabella successiva evidenzia le difficoltà del lancio del 3DS, mostrando le vendite nei primi due mesi di commercializzazione delle console portatili di riferimento. Nintendo 3DS è sotto PSP e registra al lancio vendite più che dimezzate rispetto al DSi. Bisogna, comunque, considerare anche le differenze di prezzo con cui le console sono state vendute nei rispettivi periodi di lancio: mentre 3DS e PSP hanno prezzo di lancio di 250 dollari, DSi al lancio era venduta a 150 dollari.

Un altro fattore che spiega il calo a maggio è la chiusura momentanea del PlayStation Network, che ha inciso grandemente sulle vendite del software. Il servizio è stato parzialmente riabilitato il 15 maggio, ma si è dovuto attendere fino a giugno per riavere il PlayStation Store completamente funzionante. A maggio le vendite di software PlayStation 3 sono calate del 28% rispetto al mese precedente, mentre quelle di XBox 360 sono calate del 16% rispetto al mese precedente.

L'unico gioco che ha venduto di più su PS3 che su XBox 360 nel Nord America è Mortal Kombat. Mentre titoli come L.A. Noire e Portal 2, per ogni copia venduta nel formato PlayStation 3, vendono rispettivamente in media 1,4 e 1,6 copie su XBox 360. Il divario registra l'ampiezza più grande nel caso di Brink, con un rapporto di 2,6.

Molti rumor parlano di annuncio delle console di prossima generazione all'E3 2012, e questo sia nel caso di Microsoft che in quello di Sony. Il futuro dell'industria rimane difficilmente prevedibile, anche alla luce di questi improvvisi cali, e soprattutto perché non è facile ripetere l'exploit di questa generazione di console che, in alcuni casi, ha registrato record praticamente imprendibili (penso al doppio successo commerciale degli ultimi due Call of Duty). Inoltre, nel corso del tempo sono subentrate nuove sfide come la distribuzione digitale, le micro-transazioni e l'apparentemente inarrestabile successo degli smartphone, assolutamente competitivi anche sul versante videoludico. Basteranno il miglioramento dell'hardware e l'introduzione di motori grafici più competitivi (Unreal Engine 4?) ad attirare nuovamente le attenzioni del pubblico sul mondo dei videogiochi?

24 Commenti
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gd350turbo28 Giugno 2011, 14:39 #1
E se provassero a fare giochi più belli e/o interessanti ?
MIRAGGIO28 Giugno 2011, 15:07 #2
Quoto....dillo agli sviluppatori di COD o MassEffect o The Witcher ecc...se sono in crisi.
huema28 Giugno 2011, 16:27 #3
vorrei capire di cosa si lamentano:
nel grafico industry revenue (le entrate) 05-11 noto che dal 2005 i valori son raddoppiati (da 10 a 20 miliardi di $) e dal 2007 comunque sopra i 18

il mio stipendio è ancora uguale a quello del 2005, mi pare ovvio che le Mie "uscite" rimangano invariate
gildo8828 Giugno 2011, 16:56 #4
L'industria dei videogiochi non è in crisi, sono i giochi ad esserlo.
Fabryce28 Giugno 2011, 18:03 #5
vende meno perchè la qualità dei giochi si sta abbassando sempre piu...

manca soprattutto l'originalità.. sempre piu spesso si vedono giochi simili che non aggiungono nulla al panorama videoludico... questo vale soprattutto per gli fps.. anche se cmq è il settore trainante, quello che vende di piu..
Kharonte8528 Giugno 2011, 19:59 #6
È chiaro che ci troviamo nella fase finale del ciclo di vita dell'attuale generazione di console. Rispetto ai primi anni c'è un calo continuo, assolutamente decifrabile se si considera che le attuali console ormai hanno qualche anno sulle spalle, e presentano degli evidenti limiti tecnologici.


Direi che questo è un fattore determinante: se accendo la mia Play 3 ormai dal punto di vista tecnico, salvo sempre più rare eccezioni, vomito. Perciò sono poco invogliato ad acquistare nuovi giochi. Poi c'è il fatto che i giochi non sempre hanno altre qualità che ci si aspetterebbe invece di trovare. Resiste solo la console che fa del gioco casuale e senza impegno la sua filosofia.
fax_modem_56k28 Giugno 2011, 20:08 #7
A vedere i titoli recenti usciti, mi sembra strano che ci sia ancora un industria dei videogiochi.
ThePunisher29 Giugno 2011, 07:32 #8
Originariamente inviato da: gildo88
L'industria dei videogiochi non è in crisi, sono i giochi ad esserlo.


Originariamente inviato da: fax_modem_56k
A vedere i titoli recenti usciti, mi sembra strano che ci sia ancora un industria dei videogiochi.


E come non quotare!!!
wolverine29 Giugno 2011, 07:51 #9
Imho questi piangono con la pancia piena.
Goofy Goober29 Giugno 2011, 07:56 #10
i dati includono il mercato pc? o solo console?

la crisi dei videogiochi esiste già da tempo, per me il suo vero inizio coincide con la crisi esistenziale dei programmatori giapponesi, che da un botto di tempo non sfornano niente di fenomenale al 100%, come invece si vedeva anni fa su console precedenti...

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