F.E.A.R. 3: il linguaggio universale dell'horror

F.E.A.R. 3: il linguaggio universale dell'horror

F.E.A.R. 3 ripropone la struttura di gioco classica della serie, infarcendola di nuovi elementi mutati dagli sparatutto di ultima generazione di maggiore successo. Ne esce fuori un'esperienza horror che possiamo definire di nuova generazione. Provato su PC e XBox 360.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Multiplayer

Il rischio per il multiplayer di F.E.A.R. 3, così come accade sovente per i giochi che puntano principalmente sul single player, è che possa essere semplicemente una modalità di contorno. Day 1 Studios, proprio per evitare che ciò accada, ha deciso di puntare su modalità di gioco che privilegiano soprattutto il fattore originalità.

Come il resto del gioco, inoltre, il multiplayer di F.E.A.R. 3 è incentrato sulla tensione. In alcune delle modalità di gioco infatti ci sono delle citazioni alla tradizione horror cinematografica. Alcuni spunti, inoltre, ripercorrono i film di John Carpenter e Steve Niles, i due talenti di Hollywood che sono stati coinvolti nello sviluppo di F.E.A.R. 3.

Le modalità di gioco multiplayer di F.E.A.R. 3 sono quattro, giocabili da un massimo di quattro giocatori. Non c'è una modalità prettamente competitiva, con un multiplayer che favorisce invece la collaborazione nell'affrontare il nemico gestito dall'intelligenza artificiale. Tutte le modalità multiplayer che ci accingiamo ad elencare sono affrontabili in tre livelli di difficoltà.

La più originale e gratificante è F***uta corsa. I quattro giocatori devono collaborare e percorrere il più velocemente possibile la mappa si gioco. Si trovano, infatti, tra due muri: dietro hanno il cosiddetto muro della morte, ovvero una nube infernale che procede lentamente ma inesorabilmente, e davanti hanno il muro costituito da Replicanti, Mutanti e altri tipi di mostri che non pensano ad altro se non a farci fuori.

Tra una fuga e l'altra ci sono delle stanze in cui è possibile fermarsi, ricaricare o cambiare armi e pensare alla tattica per affrontare la sequenza successiva. Una volta pronti si preme un tasto sul computer, si apre la saracinesca e si affronta il tratto successivo, in cui bisogna nuovamente correre all'impazzata. Non conta tanto la mira in questa modalità, quanto proprio arrivare al checkpoint successivo il prima possibile.

Basta che solo uno dei giocatori rimanga indietro, infatti, che viene avvolto dal muro della morte, una creazione della mente malata di Alma, decretando l'insuccesso della missione e la fine della partita. La forma del muro della morte di Alma è stata ispirata dalla copertina de Il Signore del male di John Carpenter.

La meno originale delle tipologie di gioco multiplayer di F.E.A.R. 3, ma forse quella che dà maggiori garanzie sul piano della longevità, è Contrazioni. Si tratta di una modalità in cui bisogna fronteggiare ondate di soldati dell'Armacham e di non morti via via sempre più agguerrite.

In F.E.A.R. 3 Alma è incita di qualcosa di realmente pauroso. Come ogni madre incita ha le sue contrazioni che, nel mondo folle di F.E.A.R., corrispondono a un richiamo per tutte le forze del male. Ad ogni contrazione, infatti, dalla nebbia verranno fuori delle creature infernali pronte ad attaccare l'avamposto in cui sono asserragliati i quattro giocatori.

Prima della contrazione i giocatori devono organizzarsi per assicurare protezione all'avamposto e procurare le armi per attaccare il nemico. Bisogna uscire dall'avamposto, raccogliere le casse con le armi e posizionarle nelle zone di drop off all'interno dell'avamposto. Inoltre, bisogna recarsi alle finestre e barricarle con assi di legno. Queste operazioni richiedono una certa quantità di tempo, per cui bisogna organizzarsi e suddividere il lavoro.

Dopo la fase organizzativa, bisogna sventare l'attacco. Come nel single player, è fondamentale sfruttare le coperture e rimettere in vita i compagni, se vengono colpiti. Il nemico si dimostra estremamente intelligente, perché sfrutta le coperture ed è capace di saltare all'interno delle finestre. La modalità, ispirata dal film Fog sempre di John Carpenter, nasconde tra la nebbia le creature più paurose, tra le quali la stessa Alma.

In Anima sopravvissuta, mentre i giocatori collaborano per proteggersi dagli attacchi dei soladti che entrano nell'arena, Alma improvvisamente fa la sua comparsa, corrompendo uno dei giocatori del team. Questi improvvisamente inizia a combattere contro coloro che prima erano i suoi alleati. Il giocatore prescelto ha una certa quantità di tempo per annientare il resto della squadra, mentre i soldati gestiti dall'IA continuano a entrare nell'arena.

Quando si è corrotti si ha la possibilità di corrompere altri membri della squadra. Quindi, una volta corrotti l'obiettivo è corrompere a propria volta. Vince il giocatore che scampa alla corruzione, e che quindi è l'Anima sopravvissuta. Ispirato da 30 giorni di buio, diretto da David Slade e scritto proprio da Steve Niles.

Infine, abbiamo Re delle anime. I giocatori combattono nei panni di Spettro, e hanno alcune delle potenzialità che nel single player ha Paxton Fettel. Possiedono infatti l'abilità di catturare i nemici umani e combattere nei loro panni. Bisogna, quindi, andare alla ricerca degli umani dotati di armi ed entrare nel loro corpo. Si ottengono punti solamente se si uccidono i personaggi gesititi dall'IA e si cattura la loro anima. Vince, quindi, chi cattura più anime.

Abbiamo giocato esaurientemente al multiplayer di F.E.A.R. 3 e lo riteniamo un buon prodotto, soprattutto in relazione alle tipologie di gioco F***uta corsa, veramente originale, e Contrazioni, molto meno originale ma capace di prolungare la longevità del gioco.

 
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