F.E.A.R. 3: il linguaggio universale dell'horror

F.E.A.R. 3: il linguaggio universale dell'horror

F.E.A.R. 3 ripropone la struttura di gioco classica della serie, infarcendola di nuovi elementi mutati dagli sparatutto di ultima generazione di maggiore successo. Ne esce fuori un'esperienza horror che possiamo definire di nuova generazione. Provato su PC e XBox 360.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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G3A3 AR

F.E.A.R. 3 è basato sulle meccaniche vincenti del gioco originale della serie. Si tratta quindi principalmente di combattimenti serrati in spazi piuttosto ristretti in cui bisogna ricorrere allo slow-motion per affrontare i nemici, sempre in netta superiorità numerica. Molto spesso la presenza di soldati dell'ATC è troppo ingente per poterli affrontare contemporaneamente: bisogna quindi nascondersi, ricorrere alle coperture, e attaccarli uno per uno in slow-motion.

Il gioco è sviluppato da Day 1 Studios, e non dal team che si occupato dei precedenti capitoli, ovvero Monolith Productions. Day 1 Studios è un team di sviluppo americano che ha sedi a Chicago, Illinois, e Hunt Valley, Maryland. Ha lavorato insieme a FASA Interactive nello sviluppo di MechAssault per la prima XBox e di MechAssault 2 Lone Wolf, sempre per XBox (risalgono rispettivamente a 2002 e 2004).

Insieme a Monolith Productions, invece, ha lavorato sui port per le versioni XBox 360 e PlayStation 3 del primo F.E.A.R. Il progetto più grande di cui si è occupata è il comunque apprezzabile Fracture, action/adventure basato fortemente sulla fisica e sulla deformazione del terreno uscito nel 2008 nei formati XBox 360 e PlayStation 3. Day 1 Studios lavora su tecnologia Lithtech, quindi un'evoluzione della tecnologia dei predecessori, ed è composto da diversi programmatori che hanno lavorato sui precedenti F.E.A.R. Non è quindi un completo passaggio di consegne da una software house all'altra.

Lo sviluppatore ha deciso di aggiornare la struttura di gioco classica di F.E.A.R. con elementi mutuati dagli ultimi sparatutto. Il sistema di coperture, ad esempio, ricorda Killzone, mentre la concitazione, i grandi eventi e la spettacolarità di alcune sequenze, seguite ovviamente in prima persona dal giocatore, riportano alla mente Call of Duty. Il modo di attaccare i nemici, e l'importanza di colpire i singoli arti, infine, possono essere accomunati a Dead Space.

Le coperture sono state ottimamente implementate, e riescono a dare uno spessore supplementare ai meccanismi di gioco di F.E.A.R., principalmente perché si possono sfruttare in senso tattico. Il giocatore può agilmente spogersi dalle coperture e fare fuoco sul bersaglio (che a sua volta si protegge) e può spostarsi da copertura a copertura. Bisogna stare attenti perché alcune coperture non sono perenni e si sgretolano al fuoco del nemico.

Il meccanismo di slow-motion è sostanzialmente invariato rispetto al passato. Una volta entrati in modalità rallentatore, infatti, si vedranno le traiettorie dei proiettili, che quindi possono essere scartati. Il rallentamento dà l'opportunità di aggirare il nemico e sparargli di fianco o alle spalle, ma può essere sfruttato anche in altre situazioni. Si può infatti scappare da una situazione troppo complicata, sfruttando la rinnovata velocità, e diminuire così il numero di colpi incassati. Rallentare il tempo, inoltre, consente di mandare a segno un maggiore numero di colpi, oltre che avere più tempo e mirare con precisione i bersagli più lontani.

Lo slow-motion, tuttavia, va usato con parsimonia, perché è regolato da una barra di energia che, una volta esaurita, impedisce di entrare nuovamente in modalità rallentatore. Questo rende il gioco variegato, alternando fasi di slow-motion a fasi da sparatutto tradizionale.

F.E.A.R. 3, poi, ripropone l'ottimo arsenale di armi a cui ci ha abituato la serie. Abbiamo la pistola, lo shotgun EL-10 CAS, gli uzi MP-970 che consentono di sparare con due armi contemporaneamente, il fucile particellare Type 7 che emette un poderoso fascio energetico, la mitragliatrice Andra FD-99. Abbiamo poi l'HV Penetror, che spara dei proiettili che sono in grado di impalare i bersagli ai muri, e la nuova versione del fucile d'assalto, G3A3 AR.

Quest'ultimo è la mia arma preferita, e consente a F.E.A.R. 3, a mio modo di vedere le cose, di guadagnare diversi punti in riferimento all'aspetto legato al funzionamento delle armi. Spara una raffica di tre colpi realmente molto potenti, evidenziando oltretutto un'altra nuova caratteristica dello shooter di Day 1 Studios. Sostanzialmente è in grado di staccare gli arti dei bersagli, costringendoli a continuare a combattere senza una mano o senza una gamba, o addirittura di recidere le loro teste. Una feature che chi è smaliziato con gli shooter di vecchia data ricorderà essere stata introdotta da Soldier of Fortune e in seguito, purtroppo, accantonata da quasi tutti gli sviluppatori.

Il giocatore può attaccare anche con le granate. Ci sono granate esplosive, fumogene e a impulsi elettromagnetici. Queste ultime guadagnano una posizione e vanno su e giù per qualche secondo. Chi si trova all'interno dell'impulso elettromagnetico risulta avere riflessi rallentati e comincia a perdere risorse vitali.

 
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