inFamous 2: essere artefici del proprio destino

inFamous 2: essere artefici del proprio destino

Sucker Punch ritorna in scena con il sequel del gioco che esordì su PlayStation 3 nel 2009. Le solide basi del predecessore sono state migliorate e il risultato è un titolo divertente, profondo, con una componente narrativa che sa il fatto suo e le scelte morali a costituire ancora una volta un fattore fondamentale nello sviluppo del personaggio.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
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New Marais è molto diversa da Empire City, ma con problemi analoghi

Dopo aver eliminato il suo alter ego Kessler al termine del primo capitolo, Cole si vede costretto a fronteggiare faccia a faccia la Bestia, giunta a Empire City per distruggere tutto quanto si trovi sul suo cammino. Una breve ma intensa battaglia fa comprendere a Cole che le sue forze non possono ancora reggere il confronto con il temibile flagello, pertanto deciderà di spostarsi velocemente verso sud a bordo di un’imbarcazione, in compagnia del suo inseparabile amico Zeke e dell’agente dell’NSA Lucy Kuo. La meta scelta è la città di New Marais (l’equivalente di New Orleans), situata ben 2413 km più a sud, dove la squadra si riorganizzerà in vista dell’inevitabile scontro finale.

Una volta giunti sul posto Cole incontrerà nuovamente il Dottor Wolfe, colui che contribuì alla creazione della Raggio Sfera per conto dei Primogeniti, come già avevamo appreso nel primo capitolo. Fin dall’inizio è chiaro come Cole necessiti di numerosi potenziamenti per poter pensare di mettere in difficoltà l’incedere della Bestia, per questo motivo gli verrà consegnato un nuovo dispositivo, chiamato RFI, che potrà essere da lui stesso attivato solamente dopo aver assimilato nel proprio corpo l’energia di nove differenti nuclei esplosivi.

La risposta, o per meglio dire la soluzione ai problemi di Cole è tutt’altro che dietro l’angolo. New Marais infatti non è più una città libera, da quando una squadra armata conosciuta come “La Milizia” ha deciso di chiudere qualunque accesso esterno, perquisendo e maltrattando i suoi abitanti in cerca di eventuali persone mutate da eliminare. Guidata dal losco e malvagio Joseph Bertrand, questa unità armata ha ormai acquisito una sorta di dominio incontrastato sull’intera popolazione, convincendola del fatto che i Conduit, ovvero gli umani predisposti per i superpoteri, rappresentino una minaccia e vadano necessariamente eliminati. Lo stesso Cole al suo arrivo sarà soprannominato “il diavolo di Empire City” e visto prevalentemente come una minaccia anche dalla popolazione locale.

La città di New Marais, contrariamente ad Empire City, si sviluppa solamente su due differenti isole di estese dimensioni. Quello che colpisce mentre la si visita è la varietà di differenti scenari, che rendono l’esplorazione più interessante e varia rispetto al primo capitolo. Le prime missioni si svolgono nella zona più rinomata della città, nella quale si possono apprezzare edifici d’epoca, monumenti e palazzi ricchi di luci.

Tuttavia New Marais non presenta una sola faccia al suo interno, ben presto infatti il giocatore scoprirà anche le aree paludose ai margini degli agglomerati urbani, ricche di vegetazione ma pullulanti di creature deformi, e poi la zona industriale, per mezzo della quale il malvagio Bertrand ha fondato il suo impero, ma soprattutto il quartiere alluvionato conosciuto come “Flood Town”. Magistralmente realizzato, costituisce un evidente punto di rottura rispetto al resto dello scenario, presentando una miriade di edifici distrutti o gravemente danneggiati e ampie aree ancora allagate nelle quali Cole fatica a muoversi per la sua comprensibile “allergia” ai fluidi. Basta un attimo per far riaffiorare nella mente le immagini di New Orleans dopo la devastazione dell’uragano Katrina.

 
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