DiRT 3: da Colin McRae alla Gymkhana

DiRT 3: da Colin McRae alla Gymkhana

Prova della versione PC di DiRT 3, il nuovo capitolo della serie Colin McRae Rally che, però, perde la citazione al celebre pilota di rally nel titolo. Modalità Gymkhana e DC Compund le principali novità.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Modello di guida

Il modello di guida di DiRT 3 rimane sostanzialmente invariato rispetto alla tradizione della serie. È una guida senz'altro molto divertente, con tantissime correzioni in intervalli di tempo ristrettissimi, ma sicuramente non può essere definito simulativo. Se i giochi di rally realmente simulativi si contano sulle punte delle dita di una mano, mi viene in mente il solo Richard Burns Rally, bisogna dire che l'accostamento tra arcade e rally è quasi sempre appagante.

Però, a mio modo di vedere le cose questa impostazione ha dei limiti. Storicamente i giochi arcade di Codemasters pongono una sorta di perno nella parte posteriore dell'auto e attorno a esso girano tutte le forze che agiscono sulla vettura. Sembra che la parte posteriore sia incollata alla strada mentre quella anteriore indirizza le traiettorie. Altra conseguenza di questa impostazione è l'effetto scivolamento che ne deriva.

L'auto, infatti, non dà la sensazione di perfetta aderenza con la superficie, anzi in alcuni momenti, e in concomitanza di superfici particolari come la ghiaia, sembra sorvolare la stessa superficie. Tutto ciò obbliga il giocatore a compiere tantissime correzioni, ma molto spesso si perde la sensazione di guidare un bolide da rally.

Altro effetto un po' forzato a mio modo di vedere le cose riguarda l'effetto pendolo. È infatti fin troppo facile vedere la vettura andare verso una direzione, costringendo il giocatore a imprimere forza in senso contrario al volante, per riottenere la traiettoria adeguata. Questo innesca un effetto pendolo forse un po' troppo insistito. A volte può capitare di perdere il controllo della macchina per una frenata eccessiva o per un rallentamento di troppo, mentre l'auto è sempre molto stabile in accelerazione, anche quando si esagera e si improno accelerazioni brusche.

Come capita con tutti i giochi di Codemasters con le ultime versioni di Ego Engine, invece, è assolutamente da premiare il sistema di danneggiamento delle vetture. A dire il vero non ci sono grandi miglioramenti rispetto al passato, ma vedere la vettura deformarsi in quasi tutte le parti, perdere pezzi realisticamente in base ai punti di contatto e avere prestazioni ridotte a causa degli incidenti, sono tutti elementi che verranno particolarmente graditi da chi apprezza l'aspetto più 'goliardico' delle corse. Se dobbiamo guardare il pelo nell'uovo, però, c'è poca interazione con gli scenari, visto che pochi oggetti a bordo pista sono distruttibili.

L'ottima fisica di Ego Engine cosente anche di percepire il peso della macchina, e lo si nota soprattutto quando la vettura si stacca da terra e poi ricade bruscamente, oltre che nei cambiamenti di direzione repentini. È notevole, inoltre, la sensazione alla guida che si ha quando si passa da un tipo di superficie all'altro, il che favorisce anche il fattore coinvolgimento: quasi sempre, infatti, il pilota ha la sensazione di essere proprio lì, a guidare una vettura di rally su un circuito impervio.

 
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