Brink: pensa a muoverti più che a sparare

Brink: pensa a muoverti più che a sparare

Recensione della versione XBox 360 di Brink. Si tratta del nuovo shooter multiplayer con storia di Splash Damage con una innovativa struttura multi-obiettivo. Vediamo quali sono i pregi e i difetti di un gioco ampiamente criticato nelle recensioni specializzate. Chi critica ha ragione?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Da Enemy Territory a Brink

Chi ha giocato i precedenti sparatutto di Splash Damage, ovvero Wolfenstein Enemy Territory e Enemy Territory Quake Wars, ha già un'idea piuttosto chiara su cosa è Brink. Riprende infatti la struttura di gioco multi-obiettivo di Quake Wars, la migliora in tanti aspetti, ne rinsalda gli equilibri e la immerge in un nuovo contesto, per certi versi decisamente interessante. Brink, dunque, è una sorta di sparatutto multiplayer con una trama.

Ricorda anche Killzone 3 nella modalità Operazioni: c'è infatti una sequenza di narrazione all'inizio della missione, una per ogni avvenimento importante che si verifica nella missione e una per raccontare l'esito finale della missione. Due squadre, inoltre, quella della sicurezza e quella della resistenza, sono impegnate a raggiungere molteplici obiettivi su ogni mappa, alcuni di essi principali altri secondari, volti a velocizzare le operazioni o a rallentare l'azione del nemico.

Parlavamo di storia. Brink è ambientato nella città futuristica di Ark. Nella mente dei suoi creatori doveva essere un luogo ecosostenibile in cui tutte le comodità erano alla portata dell'essere umano. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto visto che la città galleggiante sulle acque è stata risucchiata proprio da queste ultime. L'innalzamento improvviso delle acque del pianeta è infatti diventato una minaccia insormontabile anche per i sistemi di sicurezza ultra-tecnologici di Ark.

Difendere ad oltranza la città sperando ancora nel sogno della città del futuro perfetta o fuggire da Ark? È questo il primo dilemma a cui viene sottoposto il giocatore: se si propende per la prima opzione si giocherà come sicurezza, mentre se si sceglie di fuggire ci si schiererà dalla parte della resistenza. Questa scelta influisce sulla storia che si vivrà e sul tipo di missioni che si affronteranno. Diciamo subito, però, che l'esiguo numero di missioni e la mancanza di differenze nel gameplay tra soldati della sicurezza e ribelli porta a giocare un po' tutte le missioni in ordine sparso, lasciando perdere la storia già nelle prime battute.

Purtroppo, infatti, e come vedremo è il principale difetto di Brink, la versione di base dello shooter di Splash Damage ha solo otto missioni, affrontabili dalle due diverse prospettive ma sempre sulla stessa mappa. Quindi, se la resistenza deve liberare un prigioniero e scortarlo verso il punto di estrazione, la sicurezza deve fare in modo di bloccare l'evasione che i primi stanno organizzando.

Come vedremo, l'anima di Brink prevede il raggiungimento di diversi obiettivi all'interno della stessa mappa e per ogni tipo di obiettivo c'è una classe specifica che può portarlo a compimento. Ad esempio, se bisogna fare l'hack del meccanismo di sicurezza di una cassaforte servirà imprescindibilmente un agente, che gli altri membri del team devono scortare e difendere. Le altre classi presenti in Brink sono soldato, tecnico e medico, ma le descriveremo meglio più avanti.

Come Enemy Territory Quake Wars, Brink è basato su motore grafico id Tech 4, quello di DooM 3 per intenderci. Purtroppo la tecnologia è datata, e si vede. Se da una parte lo shooter di Splash Damage si fa apprezzare per l'ottimo design di personaggi e ambientazioni, dall'altra è carente in dettaglio delle texture, animazioni e densità poligonale. Anche il supporto della fisica è minimo.

 
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