Inferno magico dagli occhi di un witcher

Inferno magico dagli occhi di un witcher

Finalmente la recensione della versione definitiva di The Witcher 2 Assassins of Kings. La profondità della storia, la libertà decisionale lasciata al giocatore e il complesso incastro delle missioni fanno in modo che The Witcher 2 Assassins of Kings alzi la barra per il genere a cui appartiene, confermandosi sicuramente come il migliore esponente in assoluto.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
The Witcher
 

Il witcher

"Invero, nulla è più ripugnante di quei mostri che sfidano le leggi della natura e sono noti con il nome di witcher, poiché sono il prodotto di vile magia e stregoneria. Furfanti privi di scrupoli, coscienza e virtù, sono autentiche creature infernali, capaci soltanto di togliere la vita".

Con queste parole prende via l'avventura raccontata in The Witcher 2 Assassins of Kings, il gioco di ruolo che tutti i fan del genere aspettano da diverso tempo e che adesso, finalmente, è nelle nostre mani. In ogni momento del nuovo rpg di CD Projekt si dà carisma al personaggio che ne è protagonista, il witcher. Non è un eroe, non sta dalla parte del bene ma, contemporaneamente, tiene l'equilibrio del mondo: è odiato da tutti, ma allo stesso tempo è il bene di tutti, la sua presenza è fondamentale per il mondo.

Un termine, witcher, che non è facilmente traducibile in italiano (e anche nella versione italiana del gioco rimane immutato), così come non è facile descrivere questa figura. Il witcher è sempre sfuggente, non si concede mai, ed è sempre carico di responsabilità. Fa parte di un mondo in cui non c'è il bene e il male, in cui ogni personaggio di rilievo pensa ad acquisire sempre più potere, spaventato dalle altre creature che lo ricordano, pronte ad azzannarlo.

La storia di The Witcher 2 è una storia di politica, di grandi imprese, di discriminazione, di scoperta di sé stessi. Il witcher, Geralt di Rivia, è conosciuto e temuto in tutto il mondo dopo le imprese del primo capitolo, al punto che il re Foltest lo vuole al suo fianco nei momenti più delicati. Nel prologo di The Witcher 2, Foltest attacca l'insediamento della famiglia nobiliare dei La Vallette, ma non si azzarda a farlo se non con il witcher a suo fianco.

Nei burrascosi eventi del prologo, Foltest perde la vita in un agguato, all'interno di una delle sequenze cinematografiche più riuscite e toccanti di The Witcher 2, che segna proprio la fine del prologo. Attirato in cima alla torre del castello dei La Vallette, mentre il witcher è distante, il re viene accoltellato da un punto al punto opposto del suo viso. Quando le guardie accorrono il witcher è l'unico a trovarsi con il cadavere del re, e questo è sufficiente per incriminarlo del regicidio.

Il regicidio è una componente importante della trama di The Witcher 2, ma nelle battute successive si rivela un pretesto, solo una porta verso qualcosa di molto più profondo. Il witcher, infatti, ha un vuoto di memoria, ricorda solo della presenza di personaggi importanti per lui, ma non ne individua più i confini. Sa di una donna, Yennefer, e sa di un altro witcher, proprio colui che ha ucciso il re, come narra il prologo.

Il witcher assassino, in realtà, è solo uno strumento, perché dietro le sue azioni si cela una forza oscura che vuole sovvertire l'ordine del mondo. Un mondo, per il resto, instabile, dove tutte le razze si danno battaglia e non sono in grado di convivere. Gli umani danno la caccia agli elfi, i quali non accettano la condizione subalterna ed emerginata. In tutto questo ci sono anche i nani e le lotte per il potere, con Temeria e Nilfgaard che combattono per comandare.

In The Witcher 2 c'è tanta politica, all'interno della quale è coinvolto in prima persona lo stesso witcher, ma è una storia dai toni adulti in tantissimi aspetti. Molto interessante, e ampiamente godibile, il discorso della discriminazione, che assurge in molti momenti a elemento cardine della storia. La figura degli elfi non è quella tradizionale del mondo fantasy, ma è molto più frastagliata e profonda: gli elfi non sono l'alleato dalla porta accanto, hanno delle rivendicazioni politiche e non esitano a fare i terroristi pur di guadagnarsi lo spazio a cui ambiscono. Tutto ciò affascinerà molto.

The Witcher 2 vuole, inoltre, ricostruire un mondo fantasy a 360 gradi, riprendendo tutti gli elementi del genere. Innanzitutto, la magia: è un viaggio avvolgente all'interno di un inferno magico, parole profferite dagli stessi personaggi del gioco, in cui chi è dotato di magia è visto con disprezzo ma anche con circospezione, perché appunto è in grado di ripristinare un equilibrio che sta andando perduto. Ma il fantasy va al di là della magia, quando le maledizioni ricoprono un ruolo molto importante, quando vengono sviscerate nel loro senso più profondo, e l'amore tra entità magiche è scandagliato come un qualcosa di speciale, che può realmente donare uno squarcio di ottimismo a tutte le creature del mondo.

Ma The Witcher 2 è gioco anche dai toni duri. Ci sono tanti elementi maturi nella storia, come sesso, suicidio, stupro, alleanze e tradimenti, ferocia, vendetta; tutto raccontato con sequenze cinematografiche, come vedremo meglio quando parleremo di tecnologia, che hanno pochi rivali all'interno del mondo dei videogiochi dal punto di vista prettamente qualitativo.

 
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