Inferno magico dagli occhi di un witcher

Inferno magico dagli occhi di un witcher

Finalmente la recensione della versione definitiva di The Witcher 2 Assassins of Kings. La profondità della storia, la libertà decisionale lasciata al giocatore e il complesso incastro delle missioni fanno in modo che The Witcher 2 Assassins of Kings alzi la barra per il genere a cui appartiene, confermandosi sicuramente come il migliore esponente in assoluto.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
The Witcher
 

Dialoghi

Modificare il rapporto con i personaggi e influire sulle vicende sono cose possibili attraverso i dialoghi. CD Projekt ha curato maniacalmente questo aspetto, realizzando tantissimi minuti di motion capture e registrando tantissimo parlato per fare in modo che ogni dialogo abbia percorsi differenti. Inoltre, le sequenze in cui si discute sono seguite magistralmente dal punto di vista delle inquadrature.

Molti dialoghi sono inutili per il mero proseguimento della storia, perché forniscono dettagli accessori. Chi apprezza l'universo di The Witcher 2 e la sua trama, tuttavia, seguirà tutto, anche perché sostanzialmente per ogni personaggio c'è da scoprire il suo background con una precisa storia. Chi vuole proseguire velocemente può semplicemente scegliere le risposte evidenziate in arancione, che riguardano i temi specifici della missione. Attraverso il dialogo, inoltre, si possono prendere delle decisioni che prevedono lo schieramento di Geralt a favore di una fazione piuttosto che un'altra, con ripercussioni sul rapporto con le fazioni nel prosieguo della storia.

Le possibili risposte vengono evidenziate a schermo come nelle classiche avventure grafiche. I dialoghi, inoltre, diventano fondamentali per le tantissime indagini che il witcher si trova chiamato a svolgere, acquisendo in questi casi un fascino in più per via del senso della scoperta. Se i testi che forniscono nuove informazioni sull'indagine in corso sono in arancione, i testi che abbiamo già usato nel corso della discussione vengono evidenziati in grigio.

Alcuni testi, inoltre, riportano altre indicazioni: ad esempio quello del segno Axii, indica che il witcher eseguirà una pratica di controllo del suo interlocutore, inducendolo a rispondere positivamente al suo stimolo. Così otterremo il permesso per fare una certa cosa o accederemo a informazioni che inizialmente l'interlocutore non voleva riferire. Alcuni interlocutori, particolarmente allenati contro le arti divinatorie, non saranno condizionati da Axii.

Per altri testi ci sono poi delle icone che indicano che il witcher userà atteggiamenti intimitadori. Anche nei dialoghi c'è grande libertà, perché a seconda delle scelte che prende il giocatore può accedere a specifiche informazioni oppure può perderle definitivamente. The Witcher 2, purtroppo, anche nell'edizione italiana rimane parlato in inglese con sottotitoli in italiano. La voce dei dialoghi è quasi sempre molto buona, ma in alcune circostanze si sente un accento vicino agli accenti dell'Europa orientale. Non è molto fastidioso, ma purtroppo lo si avverte.

Un altro modo per interagire con i personaggi non giocanti sono poi i minigiochi, che si rivelano un'occasione per guadagnare oren e punti esperienza, oltre che determinanti in alcuni casi per risolvere la missione. Tra questi c'è il gioco dei dadi. Il giocatore decide quanto puntare e poi lancia i dadi premendo sul pulsante sinistro del mouse. Il movimento del mouse, inoltre, influenza la direzione presa dai dadi e la forza del lancio. Dopo il secondo tiro dell'avversario, i dadi verranno confrontati e il giocatore con il risultato migliore vincerà la puntata. Il gioco dei dai utilizza cinque dadi a sei facce, per cui il risultato migliore sono i cinque dadi con lo stesso valore.

C'è poi la lotta contro altri più o meno loschi e controversi personaggi di Temeria. Questa è basata sui quick time events, o sequenze interattive come vengono chiamate nel gioco. Sostanzialmente bisogna premere il tasto giusto nel momento giusto, a seconda di ciò che viene visualizzato sullo schermo. Si rivelano dei momenti divertenti e coinvolgenti, e costituiscono un qualcosa in più della classica struttura da rpg senza compromettere gli elementi prettamente ruolistici. Le sequenze interattive, inoltre, possono capitare anche in alcune fasi dei combattimenti con i boss.

Infine, l'ultimo minigioco è braccio di ferro, un passatempo molto popolare nelle locande di Temeria. In basso nella schermata compare una barra con un piccolo indicatore al suo interno. Quest'ultimo si sposta a destra e a sinistra, a velocità comunque moderata, e il giocatore deve mantenere il più possibile il puntantore del mouse all'interno di questo indicatore. Se rimane al suo interno Geralt avrà la meglio nel combattimento e il polso dell'avversario si avvicinerà al tavolo, sennò succederà l'esatto contrario.

 
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