Mortal Kombat: round one...fight!

Mortal Kombat: round one...fight!

Il nostro parere sul nuovo Mortal Kombat, provato nella versione XBox 360. Nuove meccaniche, multiplayer, grafica, modalità di gioco e tutto quanto c'è da sapere sul sempreverde picchiaduro.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
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Anche l'occhio...

Graficamente Mortal Kombat si presenta benissimo. L’unico difetto che gli ho trovato è, almeno nella versione Xbox, nelle scene animate che servono a raccontare la trama della modalità Storia, perché i personaggi appaiono sgranati e con evidenti incertezze nella definizione dei volti. Tolto questo aspetto, la grafica nei combattimenti è semplicemente ottima, con un buonissimo art work per i personaggi, perfettamente riconoscibili e adeguati nonostante molti ammodernamenti, e degli scenari di background davvero strepitosi.

Forse l’aspetto migliore della grafica di Mortal Kombat risiede proprio nelle ambientazioni, che riescono a richiamare un non meglio precisato feeling tipico della saga, e si mostrano curatissime e belle da vedere. Ogni fondale è legato a momenti specifici della trama del gioco: avremo ad esempio l’arena di Shao Kahn, con l’Imperatore seduto a osservarci e di fianco a lui degli ostaggi, con mostri enormi più indietro; la tetra e umida tana di Goro; gli inferi da cui arrivano Scorpion e Quan Chi; il bosco con gli alberi ridenti, vecchia reminiscenza di Mortal Kombat 2; e alcuni paesaggi della Terra durante l’assedio dell’Imperatore, ad esempio la cima di un grattacielo dietro a cui si staglia un paesaggio apocalittico, con tanto di drago ed elicottero che si inseguono a vicenda in cielo.

Grande cura è stata riservata anche alle animazioni, che ovviamente per una questione di ‘look’ tipico di Mortal Kombat risultano meno ‘cartoon’ e vagamente più realistiche rispetto ad altri giochi, ma sono senz’altro infinitamente meno legnose e statiche rispetto ai primi capitoli della saga Midway. Molto belle in particolare le X-ray, che si integrano bene nel ritmo dei combattimenti, e ovviamente tanta cura è stata riservata alle fatality (ogni personaggio ne ha due specifiche, a cui si aggiunge la stage fatality effettuabile in livelli specifici).

Menzione particolare è da riservare al sonoro, che presenta due difetti: uno, piccolo, è che il comparto sonoro del gioco per qualche motivo sembra registrato a un volume bassissimo, per cui dovremo alzarlo manualmente dalla tv.

Il secondo riguarda esclusivamente il doppiaggio italiano che è sinceramente scandaloso, non credo di aver mai visto nulla di così indegno nonostante l’abitudine che abbiamo in Italia ai doppiaggi di scarsa qualità. In certi casi, come quello che riguarda Johnny Cage, è talmente ridicolo da sembrare volutamente una parodia, non a caso già da tempo girano su youtube testimonianze del livello involontariamente esilarante del doppiaggio italiano di questo gioco. Fortunatamente impostando la console in lingua inglese è possibile sentire il parlato originale dei personaggi (di buona qualità), e ancor più fortunatamente il doppiaggio riguarda solo la modalità Storia, per cui niente traduzioni superflue delle poche frasi che si sentono durante i combattimenti.

Doppiaggio a parte, anche nel sonoro si nota una gradita cura, con effetti particolareggiati (ad esempio, quando si combatte contro un cyborg come Sektor o Cyrax, il rumore dei colpi sul metallo della loro armatura è molto diverso da quello dei colpi sulla carne degli avversari umani).

 
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