Portal 2: enigmi e fine psicologia

Portal 2: enigmi e fine psicologia

All’uscita di Orange Box, in molti pensavano che l’unica offerta di rilievo del prodotto di Valve, sarebbe stata Half Life 2 – Episode 2. In realtà, i giocatori si erano trovati anche un solido e divertente gioiellino del puzzle gaming.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Datato, ma fisico

Tecnicamente, a livello visivo, Portal 2 si appoggia al Source Engine, datato 2004. Chell (che intravediamo negli spostamenti tra un portale e l’altro) risulta un modello datato, sia nelle texture che nelle animazioni. Gli ambienti delle sale test, invece, sono piuttosto scarni e decisamente monotoni. Da un lato, si tratta di qualcosa di inevitabile, visto che si trascorre tutto il tempo in un laboratorio. Ma dall’altro, visto che i ritmi di gioco di Portal 2 sono piuttosto rilassati, c’è tutto il tempo per guardarsi attorno. E allora la povertà grafica risulta più vistosa del dovuto. La situazione si risolleva con decisione quando si guarda al comportamento fisico del mondo di gioco.

Da questo punto di vista, Havok fa ancora un’eccellente figura: i materiali si sgretolano e deformano con assoluta credibilità e i detriti che cadono al suolo, lo fanno con meravigliosa casualità e imprevedibilità. Come ovvio, non esistono incertezze nella fluidità dei nostri movimenti, così come nella precisione dei controlli di gioco.

Enigmi in compagnia
Il multiplayer di Portal 2 rappresenta un’interessante ventata d’aria fresca. Esso è disponibile via internet, come in locale. Ma, vista l’elevatissima necessità di cooperazione, richiede di essere giocato con qualcuno con cui si può comunicare tranquillamente. Meglio se si tratta di un amico da rimproverare a ogni errore! Anche perché, il comunque buono, sistema di chat virtuale tramite, non basterà nei momenti maggiormente delicati. Nei panni di due robot muniti di Portal Gun, affronteremo cinque differenti percorsi di test.

Anche nel multiplayer ci sarà una sottile trama, che partirà dal termine della storia della modalità in singolo e andrà a completare il quadro della vicenda. Meglio affrontare il multiplayer con una buona conoscenza della modalità principale alle spalle, così da riconoscere tutti gli ostacoli e da saper gestire tutte le capacità a disposizione dei robot. Nonché quattro portali alla volta!

La migliore qualità di questa modalità è insita nel livello di attività richiesto a ciascun giocatore: nessuno può limitarsi a far lavorare il compagno. Servono invece coordinazione e impegno da parte di tutti. In questo modo il coinvolgimento è addirittura imposto.

 
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