MotoGP 10/11: una serie ferma al semaforo?

MotoGP 10/11: una serie ferma al semaforo?

Monumental Games ci riprova ancora, dopo il deficitario esordio dello scorso anno, ma con scarsi risultati. La serie necessita di rinnovamento per poter tornare ai livelli del passato.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Sono molti anni che il mondo dei motori è stato affiancato a quello dei videogiochi, offrendo prodotti anche molto differenti tra loro quanto a caratteristiche e tipologia di utenza alla quale indirizzarsi. Sul fronte simulativo la serie Superbike rappresenta da oltre un decennio un punto di riferimento sicuro per i veri appassionati delle due ruote. Tradizione che si dimostra in completa assonanza con il pubblico del campionato da cui trae le sue licenze.

MotoGP da questo punto di vista è sempre stato visto come l’altro lato della medaglia. Nato nel 2001, ha avvicinato a sé anche quei giocatori che erano sì appassionati del campionato per eccellenza, ma meno propensi a conoscere nei dettagli aspetti tecnici quali i dati delle telemetrie, la componentistica e l’oculata scelta nell’assetto della moto, in relazione al tipo di circuito e alle condizioni meteo. Per farla breve, meno grattacapi e molta più azione concreta, a scapito del realismo ma a sicuro vantaggio dell’adrenalina e del divertimento.

La serie, giunta ormai al nono capitolo, negli anni ha vissuto numerosi cambi di rotta, sostituendo sia il publisher che il team di sviluppo in più occasioni. Agli esordi è probabilmente legato il momento di miglior successo del franchise, considerando che ancora oggi MotoGP 2 rimane probabilmente il migliore dei titoli recanti la licenza del motomondiale, anche se all’epoca si trattava di Namco.

Dopo la breve parentesi di THQ, che produsse rispettivamente il capitolo del 2006 e la versione Xbox 360 del 2007, è stata Capcom ad assumere le redini in questi ultimi anni, affidando lo sviluppo dapprima ai ragazzi di Milestone e successivamente a Monumental Games.

 
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