Brink: le abilità e una nuova missione

Brink: le abilità e una nuova missione

Aggiorniamo la nostra anteprima di Brink con le informazioni e le nuove impressioni che scaturiscono dal test dell'ultima build del gioco portata da Splash Damage al Bethesda for Gamers.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Una nuova missione

Al Bethesda for Gamers che si è svolto nei giorni scorsi a Park City, Utah, Splash Damage ha portato una versione ulteriormente rifinita, praticamente completa, di Brink, giocabile su PlayStation 3 e XBox 360 (ma ci sarà anche la versione PC). Confermiamo le impressioni positive che avevamo avuto nelle precedenti presentazioni del gioco: Brink potrebbe essere uno degli sparatutto in prima persona multiplayer più interessanti dell'anno.

La struttura di gioco prevede una serie di obiettivi primari e secondari, questi ultimi variano a seconda della classe scelta. Ci sono abilità peculiari e un elevatissimo livello di personalizzazione. Escludendo quest'ultima caratteristica, Brink ricorda da vicino il precedente gioco di Splash Damage, ovvero Enemy Territory Quake Wars, per la struttura a classi e per gli obiettivi dislocati sulla mappa di gioco. Ci si sposta sulla mappa, ci si aiuta, si attaccano e si difendono gli obiettivi, infatti, in maniera molto simile a quanto avveniva in Quake Wars.

La storia di Brink è stata scritta da Ed Stern, che in passato aveva fatto da game designer per Wolfenstein Enemy Territory e Enemy Territory Quake Wars, ovvero i principali progetti sin qui realizzati da Splash Damage. L'attenzione per le sequenze di narrazione è ben evidente dall'ottima riproduzione dei movimenti della telecamera e dal tipo di interazione dei modeli poligonali con le inquadrature.

Il gioco è ambientato nella città fluttuante di Arc, che un tempo era un ridente agglomerato urbano di 5 mila abitanti. Tuttavia, la sua popolazione improvvisamente cresce fino ai 50 mila abitanti e questo provoca disordini e violenze fino all'esplodere di una vera e propria guerra civile. Si può scegliere se giocare tra le forze di sicurezza o fra quelle della resistenza, scelta che comporta tutta una serie di ripercussioni sul gameplay visto che in ogni mappa ci sono obiettivi differenti a seconda della fazione scelta.

Ci sono tre modalità di gioco: campagna, free play e challenges. Se si gioca nella prima modalità si segue la storia di Arc e per ogni missione ci sono sequenze di intermezzo che raccontano le vicende. Le sequenze possono capitare all'inizio della partita, durante lo svolgimento della partita e alla fine. Possono essere saltate o si può aprofittare di queste pause al gameplay per andare nella schermata di configurazione e fare le ultime impostazioni alle armi o cambiare la classe.

A Park City abbiamo provato una nuova mappa di Brink. Bisognava difendere un veicolo mentre automaticamente procedeva verso la base nemica. I soldati avversari, gestiti dall'intelligenza artificiale, attaccano costantemente il mezzo, ponendo delle barriere sul suo percorso. La nostra squadra, invece, era formata sia da personaggi interpretati dai giocatori che da soldati gestiti dall'intelligenza artificiale.

Durante il percorso del veicolo i vari membri della squadra hanno degli obiettivi da portare a compimento. Ad esempio, il tecnico deve piazzare una carica per far saltare il ponte che interrompe a un certo punto il mezzo. Serve qualche secondo per piazzare l'ordigno, e durante questo intervallo di tempo occorre che gli altri compagni del team difendano il tecnico dal fuoco nemico.

Una volta superato il ponte il veicolo entra nell'avamposto nemico, e qui bisogna attivare un secondo meccanismo per completare la missione. Il meccanismo si trova in una piccola stanza densamente presidiata dai soldati gestiti dall'IA. Tocca all'agente infilitrarsi e sabotare il meccanismo: serve qualche secondo affinché l'operazione sia completata. Queste attese creano punti di stallo, in cui si assediano tutti i giocatori presenti nel match, offrendo i presupposti per il combattimento.

Personalmente mi sono divertito molto in questa unica partita a Brink (durata circa mezz'ora). La collaborazione con gli altri membri della squadra funziona molto bene, con equilibri di gioco nettamente migliorati rispetto a Quake Wars. È evidente che Splash Damage ha testato accuratamente il suo ultimo gioco, e non lo sta rilasciando sicuramente in forma incompleta (anche se sarà sensibilmente espanso con gli abituali DLC). Aiutarsi, quindi, diventa fondamentale, così come lo è sfruttare gli elementi dello scenario e le altre caratteristiche della struttura di gioco.

 
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