Top Spin 4: diventare i Re del Campo

Top Spin 4: diventare i Re del Campo

2K Czech riporta sulla scena il tennis simulativo, facendosi carico di alcune interessanti novità nel sistema di controllo, nuove modalità di gioco sia offline che online e un esaltante roster ricco di stelle del passat che farà la felicità dei vecchi appassionati di racchetta e palline.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Attori e attrici del “Court”

Vediamo quindi di capire quali siano le effettive novità che sono state introdotte, a partire dal roster dei tennisti. Già nel terzo capitolo erano stati proposti alcuni vecchi campioni del passato, nello specifico si trattava di Bjorn Borg, Boris Becker e Monica Seles. Un’idea che è stata ripresa ed ampliata, offrendo un parco di “antiche” glorie che faranno certamente la felicità dei palati più fini, degli appassionati un po’ più avanti con gli anni e dei più incalliti amanti della storia di questo sport. A fianco dei confermatissimi Becker e Borg, è infatti possibile vestire i panni di vecchi fenomeni quali Jim Courier, Pat Rafter, “Michelino” Chang, Ivan Lendl, nonché dei due principali attori che hanno infiammato la scena negli anni ’90, ovvvero Andre Agassi e Pete Sampras.

Se la scelta di introdurre così tante vecchie glorie da un certo punto di vista è una soluzione molto interessante, bisogna comunque sottolineare come questa operazione abbia inevitabilmente tolto spazio al panorama attuale, offrendo una scelta di giocatori contemporanei che non fa propriamente gridare al miracolo. A fianco del quartetto di testa del ranking ATP (Nadal, Djokovic, Federer, e Murray) c’è infatti poco altro. Ad eccezione dei confermati Roddick e Blake, troviamo il fidato soldatino Davydenko, ormai in parabola discendente, affiancato da giocatori solo discreti come Gilles Simon e Stanislas Wawrinka e dalla giovane promessa Bernard Tomic. Alla luce dei risultati della scorsa stagione, si evidenziano le assenze di Berdych e Soderling, ormai stabilmente in top 10 da svariati mesi, così come di quel Juan Del Potro che non si trova là in cima solamente a causa di un pesante infortunio che l’ha relegato ai box per quasi un anno.

Stesso discorso per la compagine femminile, che vede nelle sue fila una Serena Williams con naso vecchia maniera (purtroppo per lei), affiancata da Ivanovic e Wozniacki, dal blocco russo Zvonareva-Safina-Jankovic e dalla giovanissima francese Bouchard. Niente Venus, niente Cljisters, ma soprattutto niente Francesca Schiavone. Dopo il suo straordinario 2010 avrebbe potuto rappresentare un ulteriore spot per il tennis nostrano.

Ma si sa, in questi casi osservazioni e lamentele lasciano sempre il tempo che trovano. Purtroppo la situazione riguardante i diritti degli atleti costituisce da sempre un problema per i titoli dedicati a questo sport. Le licenze devono infatti essere acquisite direttamente dai singoli tennisti, contrariamente a quanto accade ad esempio con il basket NBA o con il calcio, dove i diritti possono essere acquistati in blocco presso le relative federazioni.

La quantità di tornei selezionabili è, come da tradizione, molto ampia. Sono infatti ben 40 le differenti location, che spaziano dai classici Slam (manca ancora la licenza ufficiale di Wimbledon), passando per alcuni Master 1000 di grande livello come Indian Wells e Parigi, fino a quei tornei sprovvisti di licenza ma molto riconoscibili quali Roma, Toronto, Cincinnati, Mosca e Barcellona.

 
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