Socom Forze Speciali: chi ha detto che Move non è fatto per sparare?

Socom Forze Speciali: chi ha detto che Move non è fatto per sparare?

Abbiamo assistito alla presentazione italiana di Socom Forze Speciali, che ci consente di dare qualche prima impressione sul nuovo sparatutto tattico di Zipper Interactive che consente di giocare anche con la periferica con sensore di movimento. L'articolo include l'intervista a Travis Steiner, Lead Designer del gioco.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Move

Ci sono tre modi per giocare a Socom Forze Speciali: con il tradizionale DualShock, con Move e con l'accessorio che trasforma Move in un fucile. Sono tre esperienze di gioco differenti, delle quali sostanzialmente la prima è per i giocatori che amano un approccio di tipo tradizionale, mentre le altre due sono per coloro che preferiscono un tipo di esperienza, a detta di Zipper Interactive, più coinvolgente.

Con DualShock i comandi sono tradizionali: ci si guarda intorno e ci si muove con i due stick analogici del gamepad di PS3, si prende la mira con il dorsale sinistro e si spara con il dorsale destro, con la croce direzionale si impartiscono gli ordini e si accede all'inventario per selezionare nuove armi, con cerchio si ricorre alle coperture, premendo sugli stick si corre e ci si accovaccia (c'è anche la posizione prona), e così via.

Con Move, invece, si prende la mira con la periferica dotata di sensore di movimento e ci si sposta con il controller di navigazione, che ha a sua volta uno stick analogico e diversi tasti come quelli del DualShock. A schermo si vede una sfera che segnala al giocatore dove sta puntando la sua arma. Caratteristica peculiare di Socom Forze Speciali, che torna anche con l'accessorio fucile, è che spostando la sfera verso i bordi si sposterà anche l'inquadratura in-game. Quindi per volgere lo sguardo a destra o a sinistra bisogna indirizzare il puntatore a schermo nel corrispondente bordo dello schermo. L'operazione non è certo facile, perché inizialmente è difficile calibrare l'intensità dello spostamento.

Le cose si fanno più interessanti con l'accessorio che rende Move praticamente un fucile. L'accessorio è dotato di una serie di pulsanti pensati per favorire l'interazione senza ricorrere ai pulsanti su Move e su controller di navigazione. Ricordiamo che questi due sono incastrati all'interno dell'accessorio, Move in alto e controller di navigazione in basso. Si spara con il grilletto di cui è dotata la periferica. Vicino al grilletto c'è poi un altro tasto che fa le veci del tasto Move: lo si usa per interagire con gli attacchi aerei.

Per ricaricare invece bisogna agire sulla parte frontale dell'accessorio, che è in grado di rientrare di qualche centimetro e poi di tornare nella posizione originale. Questo movimento dà adrenalina al giocatore, dandogli la sensazione che sta ricaricando veramente. Ovviamente si sposta l'alter ego digitale con lo stick analogico del controller di navigazione.

Nell'intervista a Travis Steiner, Lead Designer di Socom Forze Speciali, che trovate nella pagina successiva, abbiamo chiesto se giocare in multiplayer con Move o con il fucile può costituire un vantaggio, ma in realtà avere il meglio dalla periferica con sensore di movimento non è assolutamente immediato. Ho giocato circa 15 minuti e non sono riuscito a trovare la giusta sensibilità, soprattutto nei movimenti in cui bisogna avvicinare il puntatore al bordo dello schermo. Sicuramente con l'allenamento giocare con Move può diventare gratificante e coinvolgente come dice lo sviluppatore, ma il primo impatto è sicuramente critico. Non ci sembra comunque esserci semplificazione di alcun tipo alle meccaniche di gioco se si gioca con questo sistema, e si ottiene molta più precisione nella mira.

 
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