Shift 2: l'abitacolo e quella sensazione che ti leva il respiro

Shift 2: l'abitacolo e quella sensazione che ti leva il respiro

Con Unleashed gli sviluppatori di Slightly Mad Studios hanno messo a punto un titolo simulativo a 360°, sistemando alcune lacune del predecessore e offrendo un’esperienza di guida adrenalinica, concentrata sulle emozioni vissute dal pilota all’interno dell’abitacolo.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Una carriera in continua ascesa

Fin dalle fasi tutorial si comprende quanto sia ampio lo spettro di modifiche che può essere applicato alle impostazioni di guida. Come avviene ormai al giorno d’oggi, gli ampissimi settaggi possono consentire anche a persone dotate di scarsa esperienza di avvicinarsi ad un titolo di guida dalle pretese simulative, senza al contempo scontentare l’affezionata utenza hardcore. Forza Motorsport da questo punto di vista ha tracciato una linea di demarcazione piuttosto netta, introducendo addirittura la possibilità di riavvolgere l’azione nel momento in cui si compia un errore e si stiano perdendo secondi preziosi in gara.

Shift 2 dal canto suo si limita a garantire l’utilizzo della traiettoria ideale, la stabilizzazione del veicolo in modo da prevenire fastidiose oscillazioni dello sterzo (che difficilmente potrebbero essere padroneggiate a dovere con il semplice utilizzo di un pad), o l’abituale gestione assistita della frenata e del controllo di trazione. Anche su questo piano vi sono apprezzabili novità rispetto al passato, soprattutto nel momento in cui si inizierà a pilotare i veicoli più performanti. Nel predecessore capitava infatti di non riuscire ad utilizzare a dovere determinate vetture, in quanto la tenuta di strada di questi modelli molto potenti era enormemente difficoltosa, a tratti quasi frustrante.

Paradossalmente era possibile concludere la carriera sfruttando solamente quei modelli che offrissero maggiori garanzie da questo punto di vista, sebbene risentissero in parte della inferiore quantità di cavalli. Altrettanto paradossalmente capitava così di riuscire ad effettuare tempi sul giro migliori con vetture meno potenti. Come dicevo questa problematica è stata per lo più risolta, quindi si può salire piuttosto tranquillamente anche su autentici razzi come la Pagani Zonda, senza il patema di non riuscire a mantenere la macchina sull’asfalto o di perdere la corda durante la percorrenza delle curve.

Su questo punto si innesta però il discorso riguardante i potenziamenti delle vetture che, qualora fossero gestiti in maniera sbagliata, possono condurre ad uno sbilanciamento delle caratteristiche del proprio veicolo, che poi si tradurrebbero in problemi di varia natura una volta tornati in pista. Adesso infatti anche le vetture di serie, che non dispongono di alcuna componente da gara, possono essere progressivamente migliorate fino a renderle a tutti gli effetti dei mezzi da competizione di alto livello. In sostanza, mentre in passato nel passaggio da una categoria alle successive era impossibile continuare ad utilizzare lo stesso veicolo, ora si può scalare le varie competizioni mantenendo inalterata la propria auto, a meno che non sia previsto l’utilizzo di una categoria differente nell’evento specifico.

La modalità Carriera è stata rivista e suddivisa in un totale di 16 differenti sezioni, ognuna corredata di svariate competizioni. Si passerà dalle fasi iniziali, contrassegnate dalla scelta tra veicoli da strada, privi di qualunque modifica, fino alla vetta dei campionati GT3 e GT1, che costituiscono l’elite di tutte le gare presenti all’interno del gioco e porteranno l’utente a scontrarsi direttamente con i rispettivi leader dei due campionati: Jamie Campbell Walker e Patrick Soderlund.

Le modalità presenti nel corso delle competizioni sono per la maggior parte aderenti al predecessore, alternandosi tra gare tradizionali, sfide a tempo, giri infuocati e drifting. L’ulteriore aggiunta questa volta è costituita dalle competizioni “retrò”, ovvero la partecipazione ad una serie di corse alla guida di famosi veicoli del passato. Un’altra innovazione d’interesse è l’aggiunta di situazioni ambientali, come le gare da compiersi in notturna o al crepuscolo. In questi casi la visuale cambia radicalmente e bisogna adattare il proprio stile di guida in quanto diventa più complicato ottenere punti di riferimento sui tracciati, a causa della scarsa visibilità, oppure del sole che staziona sulla linea dell’orizzonte.

Anche la quantità dei veicoli selezionabili è stata aumentata rispetto al passato. Si parla infatti di 145 differenti modelli, appartenenti a 37 case costruttrici: quasi il doppio rispetto al primo capitolo ma ancora considerevolmente inferiori alle cifre astronomiche di altri franchise quali Forza Motorsport o Gran Turismo.

 
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