Hawken: gioco indie con grafica spacca-mascella

Hawken: gioco indie con grafica spacca-mascella

Quando il trailer di Hawken ha cominciato a girare tutti sono rimasti a bocca aperta: la grafica e lo stile visivo di questo nuovo titolo basato sui mech sembravano prontissimi a competere con un bel po’ di produzioni ad alto budget di software house blasonate. Abbiamo contattato Christopher Lalli, uno dei fondatori di Adhesive Games.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Cos'è Hawken

Che la scena indie riservi sorprese ormai è una verità ben nota a tutti gli amanti di videogiochi. Solitamente queste sorprese riguardano il lato concettuale dei giochi indie, per il semplice fatto che, disponendo di meno mezzi e risorse delle grandi software house, i piccoli sviluppatori cercano di sfruttare al massimo l’originalità dei concept. Ecco perché quando pochi giorni fa il trailer di Hawken, il primo progetto della californiana Adhesive Games, ha cominciato a girare di forum in forum, di sito in sito, tutti sono rimasti a bocca aperta: la grafica e lo stile visivo di questo nuovo titolo basato sui mech sembravano prontissimi a competere con un bel po’ di produzioni ad alto budget di software house blasonate.

Certo parte del merito va all’Unreal Engine su cui Hawken si basa: ma vedere un’atmosfera così evocativa (complice anche la traccia sonora che accompagna il trailer) sullo sfondo di combattimenti tra pesanti macchine da guerra che richiamano molto il look meccanico e ingombrante di “Mechwarrior” ha fatto fremere molti appassionati di questo ormai abbandonato genere di giochi. La saga basata sul celebre marchio “Battletech” è il principale, anche se non unico, esponente del genere ‘mech’ nei videogames: peccato che l’ultimo capitolo risalga ormai al 2002 (Mechwarrior: Mercenaries, espansione di Mechwarrior 4) e che i successivi spin off siano versioni arcade molto diverse dall’idea originale (penso soprattutto a Mech Assault per Xbox). Insomma, mentre si attende l’annunciato reboot della saga, che sta avendo anche alcuni stop per problemi legali circa il marchio, ad accontentare i fan del genere ci pensano i ragazzi di Adhesive Games.

Visto il trailer, abbiamo contattato Christopher Lalli, uno dei fondatori della compagnia, per chiedergli qualche dettaglio in più riguardo al titolo che hanno presentato. Le notizie per ora sono limitate, perché il gioco è ancora a uno stadio iniziale di sviluppo (inutile chiedere la data di rilascio: la risposta è un immaginabile ‘when it’s done’). Abbiamo però potuto fare due chiacchiere sulle intenzioni degli sviluppatori e su quali sono le fonti di ispirazione da cui Hawken attinge: Mechwarrior, come era immaginabile, è ai primi posti, e Lalli ha spiegato che l’idea di fondo è quella di ricreare lo stesso feeling dell’universo Battletech, con robot grossi, pesanti e minacciosi, spostando però la barra del gameplay verso un’azione più immediata e rapida.

Niente forme eleganti, nessun robot alto e snello ricoperto di superfici lucide come specchi: i mech di Hawken saranno pezzi di ferraglia lontani anni luce dall’aspetto umanoide di alcuni stereotipi di robot giapponese, come Gundam a Mazinger. Nonostante le apparenze, i mech di Hawken godranno di un alto grado di mobilità, per fare in modo che l’azione di gioco non risulti troppo lenta e macchinosa: da quanto ci ha spiegato Lalli, nel gioco sarà possibile ricorrere a una sorta di sprint e a dei reattori che permetteranno ai grossi robot di librarsi nel cielo per qualche secondo, sostanzialmente saltando da un punto all’altro. Queste possibilità saranno però tenute a freno da un indicatore di carburante che scenderà in base all’utilizzo di sprint e reattori, così da evitare assurdità come robot centometristi che scattano da una parte all’altra della mappa, o robot salterini che zompano come lepri nonostante il loro peso.

Poco si sa per ora riguardo all’arsenale con cui si affronteranno i mech, anche se nel trailer è chiaramente visibile l’utilizzo di salve di missili. A quanto ci spiegano nell’intervista, Hawken sarà privo dell’approccio iper-arcade di Mech Assault, nel quale le armi dei robot si raccoglievano in giro per la mappa in perfetto stile Quake o Unreal Tournament: al contrario, all’inizio di ogni match avremo la possibilità di scegliere armi e attrezzature per configurare un preciso loadout del nostro mech, e solo tornando in base o tra un respawn e l’altro sarà possibile cambiare queste impostazioni.

Massimo riserbo per ora riguardo alle modalità di gioco, anche se è chiaro fin da ora che Hawken sarà concepito esclusivamente come titolo multiplayer. Sarà ovviamente presente una modalità deathmatch, mentre per il resto bisognerà aspettare futuri sviluppi. Una cosa interessante che Lalli fa notare nell’intervista, però, è che a differenza dei normali Fps in Hawken il fatto di controllare una pesante macchina da guerra si farà sentire in vari modi, a cominciare dal fatto che un robot alto come un palazzo può sostenere una notevole quantità di danni. In pratica, a livello di gioco, non è scontato che in uno scontro testa a testa con un nemico ci sarà per forza una vittima: sarà possibile mettere in difficoltà l’avversario e fuggire, e sarà spesso indispensabile avere il supporto dei propri compagni di squadra per assicurarsi un vantaggio tattico contro i nemici. A seconda delle modalità di gioco, assicurano da Adhesive Games, questa componente tattica può risultare poi particolarmente marcata.

Hawken è al momento in fase di sviluppo ma non è ben chiaro su quale piattaforma approderà. Le intenzioni degli sviluppatori sono chiare: in un mondo perfetto, ci dicono, Hawken uscirebbe su Pc, Xbox 360 e su Ps3. Ma al momento, puntualizzano anche, non c’è una piattaforma predominante verso cui il gioco sia destinato. L’idea di un gioco di mech su console farà sicuramente storcere il naso a molti puristi, quelli abituati ad avere ogni singolo tasto della tastiera sotto mano per controllare una diversa funzione del proprio robot da guerra.

Che Hawken abbandoni però buona parte dell’aspetto simulativo in favore di un sistema di gioco più immediato e semplice è chiaro dalle parole dei ragazzi di Adhesive Games, che puntano però a “recuperare” sul fronte della complessità tattica negli scontri, sulla customizzazione dei mech e sulla maestosità visiva di robot e ambienti. Senza una data di release annunciata, per ora i fan e i curiosi dovranno limitarsi a seguire lo sviluppo del titolo sul sito ufficiale (http://www.hawkengame.com), sperando che i lavori proseguano con la stessa velocità e qualità che li hanno contraddistinti fino ad ora.

 
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