Crysis 2 sul banco di prova

Crysis 2 sul banco di prova

Abbiamo completato la campagna single player di Crysis 2, e quindi possiamo dare un parere pressoché definitivo sull'ultimo sforzo di Crytek. Nanotuta e interazione nella città di New York in fase di distruzione sono gli elementi maggiormente al centro dell'attenzione. Seguiranno articolo con i benchmark su Crysis 2 e il videoarticolo con le caratteristiche DirectX 11.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Catastroficamente bello

Finalmente Crysis 2 è fra le nostre mani. Annunciato per la prima volta all'E3 del 2009 e in sviluppo dal 2007 (ovvero dalla fine dei lavori sul primo Crysis), insieme alla nuova piattaforma tecnologica CryEngine 3, Crysis 2 si propone di fissare nuovi punti di riferimento in fatto di grafica, di gameplay e di coinvolgimento.

Crytek si propone come primo obiettivo di essere "catastroficamente bello": il giocatore va in giro per una New York che si distrugge progressivamente e che è ormai preda delle forze militari CELL, i marine chiamati a difendere la città dall'invasione, e degli alieni, la cui ferocia è ormai senza controllo e il cui unico obiettivo sembra quello di distruggere. Crysis 2 immerge in questa atmosfera di distruzione e lo fa con una grafica sontuosa, perlomeno agli stessi livelli dei migliori prodotti di questa generazione, con delle musiche emozionali e con un gameplay decisamente innovativo e interessante.

Perché il gameplay è innovativo? Principalmente perché vengono espanse le caratteristiche della Nanotuta, adesso arrivata alla versione 2.0, e incanalate all'interno di una struttura di gioco che si sposa meglio con queste caratteristiche.

I principali poteri della Nanotuta sono due: invisibilità e corazza. Il primo è importante perché ridefinisce ampiamente gli equilibri di gioco di Crysis. Adesso c'è, infatti, una componente stealth molto profonda e, in alcuni casi, la scarsezza di proiettili a disposizione, le elevate quantità di energie vitali a disposizione degli alieni e la massiccia presenza di questi ultimi, rende l'approccio stealth praticamente indispensabile.

A causa di tutto questo, Crytek ha rivisto pesantemente l'intelligenza artificiale, ampliando delle routine che nel predecessore erano solamente accennate. Gli alieni, e i soldati della coalizione CELL nella prima parte del gioco interagiscono tra di loro organizzando le strategie in funzione delle caratteristiche di ciascun soldato sul campo di battaglia, interagiscono con gli scenari e riconoscono l'ultima posizione in cui è stato visto il giocatore. Quindi, è possibile organizzare delle tattiche classiche dei giochi stealth, giocando sull'ultima posizione in cui il nemico ci ha visto.

Invisibilità e corazza possono essere combinati in tanti modi, soprattutto sfruttando lo scenario. Ad esempio si può cercare di attaccare una location procedendo dapprima in maniera cautelativa e quindi abilitando la modalità invisibilità. Ma se qualcosa dovesse andare storto si può poi ricorrere a corazza, che riduce in maniera sensibile le risorse vitali perse per ogni colpo del nemico.

Come dicevamo nell'articolo precedente su Crysis 2, sono tre le principali migliorie al gameplay di Crysis 2: la già citata Nanotuta, l'interazione e gli scenari. Si può interagire in tanti modi che non erano presenti nel primo Crysis. Dal semplice fatto che si vedono le mani e le gambe del protagonista quando interagiscono con porte o ostacoli da scavalcare, alle uccisioni stealth di marine e alieni. In quest'ultimo caso, è possibile impostare l'abilità Invisibilità, sfruttare gli scenari per passare inosservati allo sguardo delle guardie, e colpire da dietro con la mossa stealth kill. Si può agganciare anche il nemico e scagliarlo contro un ostacolo o giù da un precipizio. Queste ultime due mosse, tuttavia, espongono tantissimo allo sguardo delle altre guardie, per cui vanno usate con parsimonia.

Come dicevamo, infatti, in Crysis 2 ci sono pochissimi proiettili e, unitamente al fatto che c'è una nutrita presenza di avversari per ogni location, impedisce di affrontare frontalmente il nemico. Bisogna impiegare tanta tattica, agire in maniera accorta e aggirare il nemico quando possibile, senza farsi vedere. In molti scenari di New York, ad esempio, è possibile scendere sottoterra e risalire in un altro punto della mappa: quindi sfruttare anche la composizione architettonica della città può essere fondamentale.

Si è parlato molto di gameplay verticale, e con questo passiamo alla terza importante novità del gameplay, ovvero proprio lo scenario di New York. La città è costituita da tantissimi edifici e grattacieli, con una densità poligonale decisamente superiore a quella del primo Crysis e superiore a quella di tutti gli altri giochi di nuova generazione (l'unico confronto possibile può essere fatto con Killzone 3). Sia il personaggio gestito dal giocatore che gli alieni e i marine sono in grado di interagire con gli scenari, ovvero sono in grado di saltare da una postazione più bassa a una più alta, oltre che passare sotto gli oggetti. Tutto questo produce sparatorie che coinvolgono il fattore altitudine e nuove strategie di evasione. Spesso saltare in alto, infatti, toglie il giocatore dallo sguardo dei nemici.

 
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