Fight Night Champion: lacrime e sangue sul ring

Fight Night Champion: lacrime e sangue sul ring

Che il pugilato non sia uno sport per signorine e stomaci deboli è chiaro a tutti. Sono certamente poche le discipline di combattimento che, vantando una tradizione lunga e nobile come quella della boxe, riescono a raggiungere livelli di intensità e violenza così alti.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Senza Protezioni: uno spettacolare realismo assoluto

Da qualche anno, EA ha incominciato a ‘graziare’ gli appassionati di pugilato con la propria serie dedicata a questo sport: Fight Night. Fondamentali caratteristiche della saga sono sempre state una realizzazione tecnica sopraffina e un realismo quasi maniacale, nella rappresentazione dei combattimenti. Manna dal cielo per i videogiocatori, visto che i titoli sulla boxe non sono mai proliferati e visto che, nella maggior parte dei casi, chi si è cimentato nella programmazione di giochi di pugilato, ha scelto la via ‘ironica’ (come nel caso del celebre Punch-Out di Nintendo). Championship è il quinto capitolo della saga e sale sul ring ben deciso a mettere in chiaro le cose fin da subito.

La realizzazione tecnica è la prima cosa che lascia sorprendentemente a bocca aperta. Di fatto, i pugili sono rappresentati con cura e precisioni tali che ogni indicatore a schermo potrebbe essere superfluo: con un minimo di attenzione, infatti, l’andamento del match risulterebbe chiaro anche senza di essi.

I pugili sono una presenza vitale e tangibile sul quadrato. Vengono ripresi molto da vicino, leggermente alle spalle di quello che ci troviamo a manovrare.

E allora sarà possibile soppesare l’esatta efficacia di ogni pugno (grazie ai rumori degli impatti, ma anche – e soprattutto – per via delle deformazioni sui corpi degli atleti), si potrà dedurre l’affaticamento dei combattenti (grazie alla quantità di sudore e all’affanno nel respiro), si potrà capire chi sia vicino al crollo (per via del sangue che coprirà volti, pantaloncini e ring e a causa dei lividi). Come se non bastasse, anche il commento – molto vivace e televisivo, anche se un po’ limitato nella varietà – risulterà un’utile strumento di lettura del match.

Lo stesso pubblico sottolineerà efficacemente gli scambi decisivi degli incontri, mentre – se i pugili saranno particolarmente timidi – non esiterà a mormorare il proprio disappunto.

Insomma: dal punto di vista audio/video, l’esperienza offerta da FNC è di altissimo livello. Giocando, le sensazioni di ‘presenza e peso’ dei protagonisti e dei loro colpi, saranno sempre fortissime. E per un titolo sportivo, specie se di lotta, si tratta della componente essenziale. Quindi, si potrebbe già mettere a referto che FNC riesce nel proprio compito principale. Ma non finisce qui.

 
^