Fight Night Champion: lacrime e sangue sul ring

Fight Night Champion: lacrime e sangue sul ring

Che il pugilato non sia uno sport per signorine e stomaci deboli è chiaro a tutti. Sono certamente poche le discipline di combattimento che, vantando una tradizione lunga e nobile come quella della boxe, riescono a raggiungere livelli di intensità e violenza così alti.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

La notte dei campioni: un roster completissimo. E credibile

EA ha convocato i pugili più famosi della storia, rendendo possibile giocare praticamente ogni incontro da sogno. Molto difficilmente l’appassionato non troverà il proprio beniamino. Ma quello che veramente è impressionante è la condotta di ciascun pugile: molto molto aderente a quello che gli si è visto fare sul ring, nella realtà.

Insomma: se Tyson cercherà di distruggervi nel minor tempo possibile – forte della propria potenza e di buona velocità – Alì vorrà sfiancarvi con il suo diabolico movimento costante. Va anche detto che l’IA appare in grado di leggere molto bene il singolo match: se attaccate a testa bassa con un puglie molto potente, la CPU cercherà di improntare il proprio incontro su canali più elusivi e di contrattacco.

Sporadici i casi in cui i pugili della IA adotteranno comportamenti non rispondenti alla loro ‘tradizione’. Per questo, il roster di FNC risulta uno dei più completi e credibili, tra quelli visti nei videogiochi dedicati agli sport di lotta e combattimento.

Mettici il cuore, ragazzo! Il Champion mode

Nonostante la grande cura e la ‘potenza’ con cui FNC si sviluppa davanti ai nostri occhi, quello che sembra mancare, nelle sessioni ‘tradizionali’ del prodotto EA, è proprio il cuore. L’elemento ‘sentimentale’ che tanto ha fatto la fortuna dei prodotti dedicati alla boxe.

In effetti, i singoli incontri (se privati dell’adrenalina dell’online, dove si possono organizzare clan, tornei e palestre, dando vita a un mondo vivo e pulsante), per quanto aventi come protagonisti dei super campioni, non restituiscono le emozioni della crescita, del riscatto, degli sforzi fatti prima del match.

La stessa modalità carriera non eccelle per coinvolgimento. Si tratta, infatti, di condurre per mano un pugile creato. Lo si gestirà nella crescita (attraverso minigame d’allenamento) e pianificandone la condotta economica. Tutto funziona, certo. Ma non c’è la dimensione ‘privata’ che rende speciale questa disciplina individuale. Per rispondere a quest’esigenza, EA ha introdotto il Champion mode. Una modalità in cui si verrà immersi non appena caricato il disco di gioco, che ci farà muovere i primi passi (fungendo anche da tutorial) sul ring e che – per quanto non lunghissima e contraddistinta da numerosi cliché – risulta uno dei punti più rimarchevoli di FNC. In pratica vivremo (e combatteremo) ascesa, declino e riscatto di Andre Bishop, giovane promessa afroamericana del pugilato Usa. La storia sarà narrata attraverso cut-scene di sicuro impatto e notevole qualità e, a differenza di quanto avviene nei film, le parti dedicate agli incontri veri e propri, non rivestiranno il ruolo di ‘contorno’. Anzi. Sarà l’utente a doversi far carico delle fatiche di Bishop, per portarlo al successo.

Per esigenze di copione, poi, ogni incontro di del nostro andrà vinto secondo criteri particolari (ad esempio per KO entro un certo round etc…), di modo da rispecchiare quanto successo al ‘nostro’ nella ‘realtà’.

Come detto, anche se si seguono in modo piuttosto pedissequo i cliché tipici del genere, la storia è comunque godibile e intensa. E restituisce quelle emozioni che il resto del gioco padroneggia in modo decisamente minore.

 
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