Fight Night Champion: lacrime e sangue sul ring

Fight Night Champion: lacrime e sangue sul ring

Che il pugilato non sia uno sport per signorine e stomaci deboli è chiaro a tutti. Sono certamente poche le discipline di combattimento che, vantando una tradizione lunga e nobile come quella della boxe, riescono a raggiungere livelli di intensità e violenza così alti.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Destro, sinistro, gancio: tutto sotto controllo

Con buona soddisfazione, possiamo davvero dire che tutto, in FNC, è sotto controllo: EA Canada, infatti, ha deciso di eliminare il sistema d’attacco collegato ai movimenti circolari dello stick destro. Quella metodologia, che sicuramente cercava di simulare maggiormente lo scambio di pugni, risentiva una precisione non perfetta. Capitava non di rado di voler effettuare un determinato colpo che però veniva letto erroneamente dal sistema. Con danni gravissimi.

Si ritorna, quindi, alla pressione dei tasti e alle loro combinazioni. Attraverso questo metodo, si è in grado di produrre colpi di buona varietà e precisione. Con la possibile aggiunta di ‘modificatori’ che vadano ad alterare la potenza e la destinazione dei pugni. Tutto funziona a dovere e, soprattutto, si mantiene sotto controllo. E in un gioco dove scoprirsi per un destro a vuoto può essere fatale, tutto ciò risulta fondamentale.

Lo stick destro può comunque essere usato per attaccare, Ma anche il controllo analogico risulta semplificato, rispetto al passato. In fase difensiva, oltre alla parata, ritorna il gratificante sistema di schivate sul posto. L’ideale per aprirsi la via a contrattacchi devastanti.

Sii cauto, ragazzo. Continua a muoverti! Un gioco rigoroso

Realismo e completezza di comandi ci portano al cuore di FNC. L’ultima fatica di EA Canada, infatti, risulta un titolo rigoroso. Che farà la gioia dell’appassionato e di chi è in cerca di una sfida. Ma prego, “Astenersi perditempo”.

FNC non dà scampo a chi si approccia al combattimento senza una tattica e senza voler capire le dinamiche di gioco o il comportamento degli avversari. Attaccare senza posa non vi porterà da nessuna parte, anche negli incontri sulla carta più semplici.

Ogni mossa e ogni match andranno studiati e pianificati, forti dei consigli dell’angolo, dei suggerimenti pre-incontro, delle critiche dei commentatori tv e della riconoscibilità dello stile dell’avversario. Senza essere disposti a un lungo training e a un buon numero di sconfitte, non si catturerà l’essenza di FNC. E si finirà irrimediabilmente knock-out.

Questo è il maggior pregio del quinto capitolo della saga: l’appassionato sarà semplicemente deliziato nel dover tener conto di tutte le variabili che rendono grande un pugile, e dovrà darsi da fare per conoscere punti forti e deboli del proprio alter ego, come dell’avversario.

Sul ring, poi, l’attenzione dovrà sempre rimanere altissima: non capiterà di rado che – in un match dominato – presi dalla foga si effettuerà un attacco a vuoto, rimanendo così scoperti. E bisogna ricordare che i pugili di FNC (come quelli reali, del resto!) possono mandarvi KO con un singolo colpo perfetto!

Come risulta immediato capire, allora, FNC può scoraggiare un utente alle prime armi. Anche perché, va detto, il gioco di EA non è molto prodigo di consigli e tutorial. Anche la sezione dedicata all’allenamento, poi, risulta un’accozzaglia di mini-game poco ispirati che, piuttosto che formare l’utente, lo sfidano.

 
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