Bulletstorm: le armi non sono l'unico modo per uccidere

Bulletstorm: le armi non sono l'unico modo per uccidere

Bulletstorm è il nuovo sparatutto creativo e adrenalinico di Epic Games e People Can Fly, la software house artefice di Painkiller. Si rivela un buon prodotto con tante trovate originali e un multiplayer godibile.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Epic
 

La gente può volare

Mi piace molto valorizzare quelle software house che si sforzano per introdurre delle meccaniche di gioco che in qualche modo possono essere innovative. Innovazione che troppo spesso manca nella nostra industria, perlomeno intesa come innovazione alle modalità di interazione con la realtà simulata.

People Can Fly, software house con sede a Varsavia in Polonia, sicuramente non può far parte dell'elenco delle software house restie ai cambiamenti. Se già Painkiller era interessante in tanti aspetti, con Bulletstorm, infatti, People Can Fly lascia perdere le vie facili per il successo e inserisce tutta una serie di elementi ampiamente innovativi, pur restando in una struttura di gioco comunque abbastanza semplice e immediata.

[HWUVIDEO="867"]Bulletstorm: videoarticolo[/HWUVIDEO]

Bullestorm è uno sparatutto in prima persona, giocabile anche in multiplayer in co-op, in cui per andare avanti non bisogna semplicemente uccidere i nemici gestiti dall'intelligenza artificiale, ma bisogna farlo in maniera creativa. Mirare e sparare, infatti, non solo non porta vantaggi rispetto all'agire in maniera creativa, ma si rivela un freno perché fa consumare proiettili e soprattutto impedisce di accumulare punti abilità.

Ma torniamo per un attimo a People Can Fly. La software house è stata fondata nel 2002 da Adrian Chmielarz e il suo nome deriva dai titoli di album e di canzoni apprezzate dai membri fondatori. Attualmente si compone di 20 membri, più altri programmatori esterni. Come abbiamo detto il gioco di maggiore succeso è Painkiller, rilasciato nell'aprile del 2004. Il successo di Painkiller attira Epic Games, che nell'agosto del 2007 formalizza l'acquisizione della maggior parte degli asset di People Can Fly.

Mentre fino a quel momento People Can Fly aveva lavorato con tecnologia grafica proprietaria, in seguito all'acquisizione da parte di Epic Games cambia prospettiva. L'impossibilità di proseguire i lavori sulla precedente tecnologia e la competitività dimostrata da Unreal Engine 3, inducono People Can Fly a focalizzarsi sul motore Epic. Il primo progetto che le affida la software house con sede in North Carolina è la versione PC di Gears of War. Dopo il primo progetto da portare avanti in maniera quasi del tutto indipendente, appunto Bulletstorm.

Nell'agosto del 2008 Epic fa sapere che il successivo fps di People Can Fly sarebbe stato distribuito da Electronic Arts e nell'aprile del 2010 il progetto viene annunciato definitivamente. Bullestorm, oltre che per la sua creatività, suscita interesse perché introduce una nuova versione di Unreal Engine 3, che consente la gestione di grandi spazi aperti, di scenari maggiormente colorati, di mostri di grandi dimensioni e di spettacolari eventi in-game.

 
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