Killzone 3: l'autarca degli sparatutto

Killzone 3: l'autarca degli sparatutto

Killzone 3 è uno degli sparatutto più convincenti degli ultimi anni. Tecnicamente sontuoso (anche online), sa regalare un discreto numero di ore di puro divertimento. Gode di un immaginario strepitoso, purtroppo non supportato da una trama all’altezza, e di antagonisti indimenticabili, tristemente affiancati da ‘eroi’ piatti e scontati.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Caccia agli ISA

«L’eroico sacrificio di Scolar Visari, nostro Imperatore, non è stato vano. L’ignobile invasione degli ISA si è rivelata un fallimento: la feccia Vektan è stata definitivamente respinta lontano da Helghan. I vigliacchi invasori hanno lasciato dietro di loro una scia di morte e distruzione: il nobile Visari è stato brutalmente assassinato e, poco dopo la sua spietata esecuzione, gli ISA hanno raso al suolo la nostra capitale, Pyrrhus, facendo esplodere una testata nucleare nel cuore della città.
Nonostante questi atti spietati perpetrati dal nemico, il nostro glorioso esercito non si è perso d’animo: le forze armate nemiche sonoinfatti state scacciate dalla nostra patria!
Nel frattempo, il Senato e lo Stato Maggiore stanno ammirevolmente gestendo il trapasso del potere. La morte del nostro illuminato Imperatore – che nei piani degli ISA avrebbe dovuto gettare Helghan nel caos – non ci ha tolto la speranza: sotto una nuova guida guideremo la più grande campagna militare della nostra storia! La Terra, Vektan e gli umani pagheranno per le sofferenze che continuano a infliggere al nostro popolo! Hail Helghan! Hail Helghan!»

Killzone 3 prende le mosse pochi minuti dopo la fine del secondo capitolo della saga firmata Guerrilla. Scolar Visari è stato assassinato dal burbero Rico, membro delle forze d’assalto ISA. L’Autarca, prima di morire, assieme ai suoi consiglieri, aveva però deliberato di far sganciare una testata nucleare, rubata agli ISA, sulla propria capitale. In questo modo tutto Helghan si sarebbe ancor più unito nella guerra contro gli invasori.

Le nuove motivazioni, scaturite dal sacrificio di Visari e dal massacro di Pyrrhus, unitamente alle nuove armi messe in campo dalle industrie Stahl, effettivamente rovesciano le sorti dell’invasione. Dopo un prologo, infatti, Killzone 3 ci riporta nel cuore dell’azione, poco dopo la morte di Visari. E le cose per gli ISA si mettono davvero male, visto che l’Alto Comando ordina un’improvvisa e totale ritirata. Di nuovo nei panni di Sevchenko e supportati dai superstiti del secondo capitolo (su tutti Rico e il Capitano Narville), ci troviamo a vivere la rovinosa fuga degli ISA, attraverso le vie della devastata Pyrrhus. Le forze degli ‘occhi rossi’, però combatteranno furiosamente – e meglio equipaggiate che mai -. Le perdite ISA saranno enormi e un buon numero di soldati non riuscirà nemmeno a lasciare il pianeta.

Di lì a poco, per sei mesi, il nuovo Governo Helgast sarà alle prese con la gestione del passaggio di comando – dopo la morte di Visari -, si occuperà di pianificare l’invasione definitiva della Terra e darà la caccia agli ISA rimasti sul pianeta.

Killzone 3, quindi, ci farà vivere le peripezie di Sev e soci, prima nascosti negli anfratti più sperduti dell’ostile pianeta Helghan, poi protagonisti di un’impresa disperata, per scongiurare i nuovi piani di guerra degli occhi rossi. Sullo sfondo, la lotta intestina alle alte sfere Helgast, molto più in confusione di quanto appaia, dopo la morte di Visari.

 
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