Shooter, storia, co-op: in una parola Brink

Shooter, storia, co-op: in una parola Brink

Primo hands-on con il nuovo sparatutto multiplayer di Splash Damage. Brink offre una storia nella campagna principale con diverse sfaccettature e uno stile grafico accattivante e originale. Grande spazio alla personalizzazione.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Gameplay

Abbiamo avuto modo di giocare per più di un'ora a Brink in occasione di un evento organizzato appositamente dal produttore Bethesda per consentire alla stampa del settore di avere il primo hands-on con il nuovo sparatutto multiplayer. Brink è subito un gioco coinvolgente con alcuni elementi di innovazione, principalmente per la grafica, incastonati in una struttura di gioco per certi versi già vista, con ritmi ed equilibri apparentemente già collaudati. Come vedremo, per alcuni equilibri di gioco e per la struttura a missioni Brink ricorda il precedente titolo multiplayer di Splash Damage, ovvero Enemy Territory Quake Wars.

Il test si è svolto su PlayStation 3, si giocava all'interno di una squadra mista di giocatori e di personaggi gestiti dall'intelligenza artificiale, contro una squadra fatta di personaggi gestiti dall'IA. Eravamo in quattro giocatori. La campagna di Brink si compone di circa 10 missioni per la sicurezza e 10 per la resistenza. Nella prima partita, come soldati della sicurezza, l'obiettivo era introdurre una sorta di veicolo all'interno delle difese di un avamposto protetto dalla resistenza.

Brink offre un gameplay molto rapido e incalzante, in cui sorprende soprattutto il feeling delle armi. Sono godibili e nervose al punto giusto, con un'atmosfera da guerriglia urbana ancora più densa grazie al sonoro. Suoni assordanti per le esplosioni, cupi per il deflagare delle granate, direzionali nel caso delle tante sparatorie che si verificano sul campo di battaglia e coinvolgenti quando i soldati si urlano tra di loro richieste di aiuto e ordini. Insomma, il campo di battaglia da questo punto di vista è un posto realistico dove si svolge un'aggressiva guerriglia urbana. Per il resto, come dicevamo, tutto è proiettato in un'atmosfera surreale per via delle forme stilizzate dei soldati.

Ci sono quattro classi a disposizione dei giocatori tra cui scegliere: soldier, medic, operative ed engingeer. A seconda della classe scelta cambia drasticamente il proprio ruolo sul campo di battaglia, oltre che il gameplay. Se si realizzano dei task associati alle abilità e alle caratteristiche della propria classe si acquisiscono punti esperienza, che possono essere usati per acquisire nuove abilità e migliorare le armi. Ma di personalizzazione parleremo diffusamente nelle pagine successive, perché l'argomento merita sicuramente più di un semplice approfondimento.

Dicevamo dei task. Come engineer ad esempio bisogna dispensare le riserve di munizioni ai compagni di squadra. L'interfaccia di gioco ci viene in soccorso visto che, su PlayStation 3, compare un quadrato sulle sagome dei compagni che hanno bisogno di munizioni. Basta avvicinarsi, tenere premuto il quadrato e il nostro personaggio correrà in modo automatico verso il compagno e gli lancerà una riserva di munizioni. Attenzione perché durante la corsa automatica ci si espone del fuoco del nemico, quindi bisogna usare questa funzione con circospezione.

L'engineer può rifornire anche le proprie riserve di munizioni. Basta tenere premuto il tasto L2 del gamepad di PlayStation 3. Questa operazione richiede qualche secondo e si può fare solo quando la barretta che ne regola il funzionamento è ricaricata.

In basso a sinistra c'è poi il fondamentale menù delle abilità. Si possono avere sul campo di battaglia quattro abilità e il menù ha quattro direzioni, ognuna associata a una delle direzioni della croce direzionale del gamepad. Premendo la freccia in alto si accede al menu degli obiettivi. In Brink ci sono obiettivi principali e secondari, che cambiano a seconda della fazione scelta e della classe di appartenenza. Per capire come funziona il sistema torniamo alla mappa a cui accennavo prima, quella in cui la sicurezza deve infiltrare un veicolo nell'insediamento della resistenza, mentre quest'ultima deve evitare che l'operazione vada a buon fine.

I soldati della resistenza hanno l'obiettivo primario di scortare il veicolo, ma ciascuno di loro può cambiare il proprio focus e impostarlo su un obiettivo secondario. Si preme la freccia verso su e poi con lo stick analogico ci si sposta tra i vari obiettivi. Una volta che un task è abilitato la sagoma dell'oggetto associato al task viene evidenziata e il giocatore sa quindi immediatamente dove andare per completare il proprio task. Mentre gli altri difendono un veicolo, ad esempio, un engineer potrebbe andare a conquistare un command post o distruggere una barriera allestita dai soldati della resistenza per rallentare gli avversari.

La resistenza dispone di una serie di barriere per bloccare il nemico, all'interno di una mappa che crea tante situazioni di stallo in cui ci si fronteggia da una parte e dall'altra, ognuno difeso dalle rispettive barricate. Per risolvere la situazione di stallo molto spesso diventa fondamentale dedicarsi agli obiettivi secondari, che possono dare dei vantaggi interessanti, oppure trovare dei percorsi alternativi.

 
^