Torna Deus Ex: bioingegneria rpg in salsa stealth

Torna Deus Ex: bioingegneria rpg in salsa stealth

Resoconto del test di circa tre ore con il nuovo atteso action rpg di Eidos Montreal. Deus Ex torna con un nuovo scenario, nuovi personaggi e una nuova storia, ma è rimasto qualcosa di piuttosto evidente di quello che era una volta.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

La prova del fuoco: hands-on Deus Ex Human Revolution

I concetti fin qui esposti ci sono stati ribaditi da Jean-Francois Dugas, game director di Deus Ex Human Revolution, in occasione della giornata milanese organizzata da Halifax, per consentire alla stampa un primo contatto diretto con Deus Ex. Dopo una presentazione, ogni giornalista poteva sfruttare una postazione dedicata, per affrontare le prime ore di gioco nel mondo di Adam Jensen. Il nostro test è stato condotto su un’Xbox 360 e, anche se la versione non era del tutto rifinita, abbiamo potuto farci un’idea piuttosto precisa di quello che Eidos potrà offrirci.

La lunga introduzione, ci rivela con quanta cura è stato realizzato il 2027 di Deus EX. Attraverso i primi dialoghi, qualche telegiornale e qualche videochiamata, facciamo la conoscenza con i personaggi principali e veniamo rapidamente ed efficacemente inseriti nel mondo che andremo a vivere. Ed è un ingresso d’impatto. La rappresentazione visuale non fa sempre strabuzzare gli occhi, ma tutto è ben realizzato e – soprattutto – è ricco di dettagli. Rapidamente, insomma, ci renderemo conto di come il mondo si sia evoluto e di come il dibattito sul potenziamento del corpo umano sia uno dei principali problemi, nel 2027.

Dopo questi primi coinvolgenti passi, comincia l’azione: la sede della Sarif, infatti, sarà assaltata da un misterioso commando di uomini modificati, deciso a impadronirsi di qualcosa custodito nei laboratori della multinazionale.

Si ha così modo di giocare una prima missione che, come spesso accade, funge anche da tutorial. Il primo impatto è decisamente buono. La dinamica shooter di Deus EX è molto gratificante. Il giocatore è portato da subito a interagire pesantemente con lo scenario. Lo sfruttamento delle coperture è fondamentale per sopravvivere a ogni scontro a fuoco. E anche l’incedere ‘invisibile’ è reso possibile dallo sfruttamento attento dello scenario. Adam si può appiattire dietro ogni riparo, sfruttandolo, e può operare silenziosi e rapidi movimenti da una copertura all’altra, per avanzare. Il sistema di puntamento e di fuoco pare funzionare a dovere. Un po’ troppo rigida, invece, appare la gestione dei movimenti stealth, che non sempre risultano intuitivi e fluidi.

In questa prima fase, i nemici si comportano in modo intelligente ma ‘malleabile’: seguono percorsi e pattern d’azione plausibili, ma prestano facilmente il fianco all’azione di Adam, che potrà sgominarli con relativa facilità. Tuttavia questo prologo terminerà in modo fallimentare.

Avverrà allora un salto temporale e torneremo a controllare mr. Jensen al rientro dopo la convalescenza (e le operazioni subite). La Sarif è sempre più in attività e nella sede della multinazionale si avvertirà una certa sfiducia nei confronti di Adam, dopo il fallimento della precedente missione.

Saranno subito notabili le modifiche fisiche subite dal nostro. Per esempio, ci sono stati degli impianti a livello oculare, per cui, ora, su schermo saranno presenti un hub e un radar. A causa di un malfunzionamento di questo dispositivo, avremo modo di girovagare nella nuova sede Sarif, per trovare chi ci sistemerà la vista. In questi minuti, potremo raccogliere maggiori informazioni sullo status quo e potremo cercare di capire cosa sia realmente successo al termine dell’attacco raccontato nel prologo. Dopo non molto, però, avremo un incontro con il chairman di Sarif. Che ci vorrà subito in azione.

Infatti, un distaccamento della multinazionale è stato attaccato da ‘terroristi’ che si oppongono alle modifiche del corpo umano. Mentre raggiungeremo lo stabile in elicottero, il Presidente ci ricorderà come nei laboratori fossero in corso esperimenti su nuove armi. La nostra priorità sarà salvare i prototipi militari. Senza nessuna preoccupazione per personale e ostaggi. Potremo anche scegliere che tipo di approccio adottare nella missione: letale o meno e con armi ravvicinate o da distanza.

Arrivati in prossimità dello stabilimento occupato avremo anche la possibilità di spendere i cosidetti punti Praxis, per migliorare il corpo di Adam.

L’albero delle modifiche è ramificato e vario. Con 2 punti si ‘attiva’ una componente aggiuntiva, mentre con un punto si fa crescere un potenziamento già acquisito. E ce n’è davvero per tutti i gusti: parti del corpo che aumentano le nostre percezioni, la stabilità della mira, la percezione visiva, la potenza del radar, la silenziosità dei movimenti o la durata delle nostre ‘batterie’ dedicate alle azioni speciali.

Fatte le nostre scelte, conferiremo brevemente con un ufficiale della polizia. L’agente ci spiegherà che ordini ‘superiori’ lo tengono con le mani legate, in attesa del nostro intervento. Solo dopo la nostra azione, la polizia interverrà. L’ufficiale sarà anche una fonte di informazioni piuttosto utile, per quanto riguarda le i terroristi presenti. Dopo questo dialogo, inizieremo la nostra missione.

In contatto radio con i tecnici Sarif, ci verrà subito palesata una delle caratteristiche migliori di Deus EX: la varietà d’approccio. Dalla sede della multinazionale, infatti, ci informeranno costantemente a proposito di percorsi alternativi possibili e dell’approccio variabile da conferire al nostro incedere. Obiettivi e itinerari chiariti, sarà tempo di agire.

 
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