Esperienza vs sfida: il farming nei videogiochi

Esperienza vs sfida: il farming nei videogiochi

Con esperienza intendo la percezione di un contenuto, di un oggetto, di una sostanza, e comunque qualsiasi tipo di percezione prolungata nel tempo, che porta a una sensazione di divertimento, e di felicità, in qualche misura duratura. Con sfida, invece, ci riferiamo al contrasto sociale che porta a una sensazione di piacere e di divertimento momentanea.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Con esperienza intendo la percezione di un contenuto, di un oggetto, di una sostanza, e comunque qualsiasi tipo di percezione prolungata nel tempo, che porta a una sensazione di divertimento, e di felicità, in qualche misura duratura. Con sfida, invece, ci riferiamo al contrasto sociale che porta a una sensazione di piacere e di divertimento momentanea.

In contesto di reale evoluzione della condizione umana questo dualismo non esisterebbe praticamente più o risulterebbe decisamente attutito: le persone sanno che avere delle esperienze che portano a divertimento senza per forza dare spazio ai propri istinti da "animali sociali" generano i sentimenti di felicità e gioia nel lungo periodo.

Purtroppo in alcuni tipi di videogiochi, però, lo sfida è fondamentale, e addirittura è incentivata dalla struttura stessa del videogioco. Si tratta di tutti quei casi in cui viene data particolare sottolineatura all'aspetto della progressione del personaggio o di altri elementi nella virtualità, piuttosto che al coinvolgimento, all'immedesimazione nei contenuti e all'emotività.

Ovviamente il gioco che principalmente sfrutta la ricerca della sfida è World of Warcraft, perché incentiva il farming, ovvero giocare per migliorare la propria condizione nella virtualità. Non credo che Blizzard lo abbia inizialmente pensato così: credo che in un primo tempo i MMORPG volessero principalmente offrire un mondo da esplorare e porre le basi per la socializzazione con gli altri giocatori.

Evidentemente poi Blizzard, come le altre software house produttrici di MMORPG, hanno pensato che potesse esserci un altro modello di business, più facile da applicare e con costi di manutenzione inferiori. Modello di business efficace proprio perché sfruttava la necessità di sfida e di contrasto sociale delle persone: alla lunga, ma ritengo sia un'illusione, dà le maggiori gratificazioni essere il più potente del server, piuttosto che godere del mondo simulato che il produttore del videogioco ha messo a disposizione.

È un'illusione però, e i giocatori di MMORPG lo sanno. Può dare un divertimento momentaneo, ma nel lungo periodo quell'esperienza di gioco diventa negativa e frustrante. I giocatori che sono riusciti a liberarsi di "WoW" ritengono questo allontamento una cosa positiva, e rimpiangono il tempo "sprecato" a farmare.

C’è un area del cervello che si chiama striato ventrale che nel momento in cui viene attivata provoca una sensazione di piacere. Molto spesso, purtroppo, quest’area viene attivata proprio quando si ottiene una competizione per il soggetto positiva, che ovvero lo fa sentire migliore dell’altro soggetto con cui ha un confronto. Se nella vita reale questo confronto può riguardare vari fattori sociali, nel videogioco riguarda appunto la realtà virtuale e lo status che è stato raggiunto nella virtualità.

Perdurare nel tempo questo tipo di confronto “irreale”, dunque, attiva lo striato ventrale in maniera tradizionale, consegnando la stessa sensazione di gratificazione. Si arriva quindi a uno stato in cui si perdono di vista gli elementi portanti del videogioco, quelli legati all’artisticità e al mondo di gioco di cui abbiamo parlato prima, per dare spazio esclusivamente alla competizione.

In questo senso i videogiochi, sopperendo ad una necessità che non si riesce a soddisfare nella vita reale, provocano un tipo di dipendenza simile a quella delle sostanze stupefacenti, all’alcool, al sesso.

“Il problema provocato dai videogiochi è il risultato della società in cui viviamo oggi”, ha detto Keith Bakker, fondatore e direttore del centro Smith & Jones di Amsterdam, che si occupa di uso compulsivo dei videogiochi. “L’ottanta per cento dei ragazzi che abbiamo avuto nella nostra clinica erano vittime di bullismo e si isolavano a scuola. Molti dei problemi che presentavano erano risolvibili con pratiche comunicative di vecchia tradizione”.

Un'impalcatura analoga la hanno i giochi per Facebook. Anche questi sono pensati per favorire il confronto e presentano un sistema di progressione simile ai MMORPG che premia il giocatore con maggiore esperienza e con più risultati raggiunti nella virtualità. Questi giochi presentano artificiosamente tanti tempi morti, che il giocatore non può sfruttare per migliorare la propria condizione nella virtualità. Ebbene, questi tempi morti possono essere aggirati pagando con valuta reale.

Insomma, un altro modo per sfruttare questa innata ricerca della sfida con un sistema, stavolta in maniera più evidente che in World of Warcraft e affini, che consente ai produttori di avere degli introiti tangibili.

Quello che vorrei è un maggior numero di giochi principalmente artistici, quelli che offrono una grande esperienza che comunque ti lascia qualcosa anche a livello di messaggio. Anche i MMORPG dovrebbero fornire dei contenuti di questo tipo, piuttosto che essere basati su mondi statici in cui il giocatore interagisce più che altro con Npc piuttosto che con persone reali.

4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
BlueGhost02 Febbraio 2011, 10:56 #1
Non capisco come possa piacere WoW, l'ho provato alcune volte ed oltre ad avere una grafica veramente da due soldi mi sembra un gioco piuttosto noioso e ripetitivo. Meglio Aion a questo punto, che è pressochè uguale sotto alcuni (fortunatamente solo alcuni) punti di vista, ma almeno ha una grafica decente, ed un lviello di personalizzazione del personaggio (dal punto di vista dell'aspetto) veramente eccellente.
shodan06 Febbraio 2011, 14:28 #2
Faccio i miei migliori complimenti a Rosario: la penso al 100% come te.

Potrei articolare di più la risposta, ma hai già sviscerato in modo eccellente l'argomento.

Ciao.
rocco479606 Febbraio 2011, 17:17 #3
mai opinione è stata + intelligente!
dipa8607 Febbraio 2011, 16:45 #4
ahhh il farming, ho giocato a lineage2 per 1 annetto, ne so qualcosa

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^