Deadly Premonition: Twin Peaks torna in sorprendente horror

Deadly Premonition: Twin Peaks torna in sorprendente horror

Deadly Premonition è un'avventura della software house giapponese Access Games che si rivela una grande e ben riuscita citazione del serial cult firmato David Lynch e Mark Frost, ovvero Twin Peaks.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Twin Peaks made in Japan

Diciamolo subito, Deadly Premonition è dall’inizio alla fine una grande e ben riuscita citazione del serial cult firmato David Lynch e Mark Frost. Già il fatto di definirlo una “ben riuscita” citazione di una delle migliori opere televisive mai realizzate dovrebbe testimoniare ampiamente la qualità del prodotto. Rendere omaggio a Twin Peaks non è affatto facile, in particolare perché è complicato ricostruire anche solo in parte tutto quel mix di atmosfere che caratterizzava la cittadina di montagna inventata da Lynch e Frost, fatta di stranezze, eventi tragici e onirici, ma anche di piccole cose quotidiane e di personaggi credibili e affascinanti nelle loro tante peculiarità.

Deadly Premonition ha cercato coraggiosamente di mutuare tutto questo e ha centrato l’obiettivo. Il protagonista che andremo a interpretare, l’agente dell’Fbi Francis York Morgan, è palesemente ispirato al Dale Cooper di Twin Peaks (interpretato da Kyle Maclachlan): un agente del Bureau, innanzitutto, con una strana, innata connessione al mondo ‘spirituale’ e agli eventi che trascendono la spiegazione razionale.

Se Dale Cooper in Twin Peaks riceveva la comunicazione dei misteriosi spiriti della Loggia Bianca e della Loggia Nera, il nostro York possiede invece una sorta di chiaroveggenza che gli permette di vedere frammenti di futuro o del passato… abilità che gli risulta particolarmente utile nel risolvere i casi che gli vengono affidati. E sempre come Dale Cooper, a York non mancano parecchie stranezze caratteriali: sembra sempre molto rilassato, padrone di sé, curioso ed entusiasta di ogni cosa e in particolare dei piccoli dettagli del mondo che lo circonda. Senza contare della sua strana abitudine di parlare con ‘Zach’, chiunque sia questo ‘Zach’…

Se il personaggio è un palese (e, ripetiamo, ben riuscito) omaggio a Twin Peaks, storia e ambientazione non sono da meno. York viene inviato a Greenvale, una sperduta cittadina nelle montagne (proprio come Twin Peaks), a indagare sulla morte di una giovane e bella ragazza, assassinata da un killer misterioso (proprio come Laura Palmer di… Twin Peaks).

Nel corso dell’indagine avrà modo di fare la conoscenza in primis degli esponenti locali delle forze dell’ordine, con lo sceriffo e la sua attraente aiutante che diverranno in breve due dei personaggi secondari più importanti del gioco; ma soprattutto, pian piano, York avrà modo di incontrare i tantissimi abitanti di Greenvale e avere un assaggio del grande impegno che i ragazzi di Access Games hanno profuso nel creare una cittadina popolata da personaggi, ciascuno a suo modo, indimenticabili. Chi ha a che fare con l’indagine, e chi no? Chi nasconde dei segreti, e quali di questi segreti sono legati alla tragica morte della giovane Anna Graham?

L’indagine porterà a interrogativi sempre nuovi, riportando anche alla luce alcuni elementi particolarmente misteriosi della storia di Greenvale, mantenendo il ritmo della storia sempre a metà tra il serio e il faceto, alternando l’indagine a momenti di divertimento e leggerezza con molti dei personaggi secondari della storia.

L’elemento del soprannaturale è poi un punto chiave di Deadly Premonition, ed è gestito in un modo che ricorda molto da vicino la saga di Silent Hill, con il protagonista che si troverà improvvisamente in una sorta di realtà parallela, un “incubo”, in cui il mondo circostante appare deforme e macabro, popolato da creature spaventose dall’aspetto di zombie pronte a circondare e uccidere York. Per difendersi, l’agente avrà a disposizione per prima cosa la sua pistola d’ordinanza, ma a differenza di altri giochi simili (come appunto Silent Hill) l’arsenale previsto in Deadly Premonition è molto ampio e include armi contundenti di ogni tipo (tubi di metallo, piedi di porco, picconi, badili, forconi) e parecchie armi da fuoco, tra cui mitragliatrici, fucili a pompa, persino un lanciafiamme.

La parte ‘incubo’ e la parte ‘reale’ del gioco sono dosate in modo molto diverso da quanto accade, ad esempio, in Silent Hill: seguendo la storia, ad esempio, può capitare molto facilmente di non incappare in sezioni ‘incubo’ per un bel pezzo, e questo elemento va a grande beneficio della scorrevolezza della storia, che rimane per prima cosa incentrata sull’indagine di York e solo secondariamente passa a essere un action-survival horror contro i mostri.

Al di fuori delle sezioni ‘incubo’, il gioco mostra tutte le sue peculiarità. La cittadina di Greenvale è completamente esplorabile in stile freeroaming: potremo girare a piedi o in macchina, visitando luoghi caratteristici come il tipico ristorante-diner (anch’esso setting di rilievo nel serial Twin Peaks), l’ospedale, la galleria d’arte, il parco forestale e così via. In giro per la mappa, pian piano che andremo avanti nel gioco, verranno segnati i vari abitanti con cui potremo andare a chiacchierare. Perché farlo? Ci sono vari motivi.

Il primo e più importante è che i personaggi offrono delle sidequest di vario tipo, di solito risolvibili trovando un certo oggetto (ma c’è una discreta varietà). I premi per questo genere di sidequest vanno dai tipici collectibles (per Deadly Premonition sono delle carte) a nuove armi, oggetti e così via.

Il secondo motivo è che, sempre che abbiate seguito il consiglio di immergervi completamente nel mondo di Deadly Premonition, parlando con i cittadini avrete la possibilità di capire sempre di più e sempre meglio come funziona la città, chi sono i suoi abitanti, insomma in che razza di posto siete capitati. Pur non avendo un impatto diretto sulla storia e sul suo svolgimento, conoscere meglio i tantissimi Npc che popolano Greenvale è un elemento fondamentale del gioco e del divertimento che esso comporta, e permetterà al giocatore di farsi un’idea personale più chiara dell’indagine e del suo soggiorno virtuale nella cittadina tra i monti.

 
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